AVOLASCA
Via Montebello, 2
Tel. 0131 876254
Aperto venerdì e sabato sera, domenica a mezzogiorno
Ferie: gennaio e settembre
Coperti: 36
Prezzi: 35 euro
Carte di credito: nessuna
martedì 12 aprile 2011
TASTÉ VIN
ASTI
Via Vassallo, 2
Tel. 0141 320017
Chiuso il martedì, sabato e domenica a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due sett in agosto, una in gennaio
Coperti: 35
Prezzi: 25-28 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, DC, MC, Visa, Bancomat
Via Vassallo, 2
Tel. 0141 320017
Chiuso il martedì, sabato e domenica a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due sett in agosto, una in gennaio
Coperti: 35
Prezzi: 25-28 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, DC, MC, Visa, Bancomat
OSTERIA DEL DIAVOLO
ASTI
Piazza San Martino, 6
Tel. 0141 30221
Chiuso lunedì e martedì
Orario: solo la sera
Ferie: variabili
Coperti: 40 + 25 esterni
Prezzi: 27-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Piazza San Martino, 6
Tel. 0141 30221
Chiuso lunedì e martedì
Orario: solo la sera
Ferie: variabili
Coperti: 40 + 25 esterni
Prezzi: 27-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
OSTERIA AI BINARI
ASTI Mombarone
Frazione Mombarone, 145-ss Asti-Chivasso
Tel. 0141 294228
Chiuso il lunedì
Orario: sera, festivi anche pranzo
Ferie: tra gennaio e febbraio, dopo Ferragosto
Coperti: 70
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, MC, Visa, Bancomat
Frazione Mombarone, 145-ss Asti-Chivasso
Tel. 0141 294228
Chiuso il lunedì
Orario: sera, festivi anche pranzo
Ferie: tra gennaio e febbraio, dopo Ferragosto
Coperti: 70
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, MC, Visa, Bancomat
FALCON VECCHIO
ASTI
Via Mameli, 11
Tel. 0141 593106
Chiuso la domenica, mai da set a Capodanno
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 60 + 30 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, MC, Visa, Bancomat
Via Mameli, 11
Tel. 0141 593106
Chiuso la domenica, mai da set a Capodanno
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 60 + 30 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, MC, Visa, Bancomat
DA ALDO DI CASTIGLIONE
ASTI
Via Giobert, 8
Tel. 0141 354905
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili in estate
Coperti: 60
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Via Giobert, 8
Tel. 0141 354905
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili in estate
Coperti: 60
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
LO CASALE
ARQUATA SCRIVIA
Strada per Pratolungo, 59
Tel. 0143 635654
Aperto venerdì sera, sabato e domenica mezzogiorno e sera
Orario: pranzo e sera, venerdì solo sera
Ferie: gennaio e febbraio
Coperti: 30 + 40 esterni
Prezzi: 26-30 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Strada per Pratolungo, 59
Tel. 0143 635654
Aperto venerdì sera, sabato e domenica mezzogiorno e sera
Orario: pranzo e sera, venerdì solo sera
Ferie: gennaio e febbraio
Coperti: 30 + 40 esterni
Prezzi: 26-30 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
RAZMATAZ
ALESSANDRIA
Via Bellini, 24
Tel. 0131 223249
Chiuso sabato a pranzo e domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: luglio
Coperti: 40
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Via Bellini, 24
Tel. 0131 223249
Chiuso sabato a pranzo e domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: luglio
Coperti: 40
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
LE CICALE
ALESSANDRIA Spinetta Marengo
Via Pineroli, 33
Tel. 0131 216130
Chiuso la domenica
Orario: solo la sera
Ferie: gennaio
Coperti: 40 + 20 esterni
Prezzi: 30-38 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, DC, MC, Visa, Bancomat
Via Pineroli, 33
Tel. 0131 216130
Chiuso la domenica
Orario: solo la sera
Ferie: gennaio
Coperti: 40 + 20 esterni
Prezzi: 30-38 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, DC, MC, Visa, Bancomat
DAI TREI GNURONT
ALESSANDRIA
Via Plana, 95
Tel. 0131 56423
Chiuso lunedì e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 gg in agosto
Coperti: 35
Prezzi: 20-28 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Via Plana, 95
Tel. 0131 56423
Chiuso lunedì e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 gg in agosto
Coperti: 35
Prezzi: 20-28 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
CAPPELVERDE
ALESSANDRIA
Via San Pio V, 26-angolo via Plana
Tel. 0131 251265
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
La trattoria si trova nel centro storico di Alessandria, e lo si deduce anche dalle splendide volte in mattoni a vista che incorniciano le due salette dove vi accomoderete in attesa che vi elenchino a voce, con cordialità, i piatti che la cucina ha preparato.
Tra gli antipasti figura un “misto piemontese” (lingua con bagnetto, insalata russa, formaggetta condita, frittata di stagione, salame cotto e crudo, quest’ultimo, purtroppo, tagliato con l’affettatrice) e sapori della vicina Liguria con acciughe fritte o gamberi con le patate. Tra i primi, saporiti gnocchetti di ricotta con burro e salvia, i classici ravioli di stufato e, in primavera, i rabaton di tradizione; i tagliolini, che qui sono fatti in casa, in autunno trovano un abbinamento perfetto con funghi e tartufi. Anche per i secondi al Cappelverde si attinge alla tradizione monferrina, senza disdegnare qualche sguardo al mar Ligure: la carne cruda, lo stinco di maiale, l’invernale stufato con la polenta, i locali salamini di vacca, il coniglio con pinoli e olive possono completarsi con lo stoccafisso alla ligure o con un trancio di pesce. Si potrà avere una piccola selezione di formaggi e, tra i dolci casalinghi, si sceglierà tra bonet, tortino di cioccolato, panna cotta, pesche al Moscato e sorbetti.
La lista dei vini, contenuta, dà risalto al territorio, con qualche accenno al resto del Piemonte e ad altre zone d’Italia. Il conto è leggero.
Via San Pio V, 26-angolo via Plana
Tel. 0131 251265
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
La trattoria si trova nel centro storico di Alessandria, e lo si deduce anche dalle splendide volte in mattoni a vista che incorniciano le due salette dove vi accomoderete in attesa che vi elenchino a voce, con cordialità, i piatti che la cucina ha preparato.
Tra gli antipasti figura un “misto piemontese” (lingua con bagnetto, insalata russa, formaggetta condita, frittata di stagione, salame cotto e crudo, quest’ultimo, purtroppo, tagliato con l’affettatrice) e sapori della vicina Liguria con acciughe fritte o gamberi con le patate. Tra i primi, saporiti gnocchetti di ricotta con burro e salvia, i classici ravioli di stufato e, in primavera, i rabaton di tradizione; i tagliolini, che qui sono fatti in casa, in autunno trovano un abbinamento perfetto con funghi e tartufi. Anche per i secondi al Cappelverde si attinge alla tradizione monferrina, senza disdegnare qualche sguardo al mar Ligure: la carne cruda, lo stinco di maiale, l’invernale stufato con la polenta, i locali salamini di vacca, il coniglio con pinoli e olive possono completarsi con lo stoccafisso alla ligure o con un trancio di pesce. Si potrà avere una piccola selezione di formaggi e, tra i dolci casalinghi, si sceglierà tra bonet, tortino di cioccolato, panna cotta, pesche al Moscato e sorbetti.
La lista dei vini, contenuta, dà risalto al territorio, con qualche accenno al resto del Piemonte e ad altre zone d’Italia. Il conto è leggero.
OSTERIA DELL’ARCO
ALBA
Piazza Savona, 5
Tel. 0173 363974
Chiuso domenica e lunedì, mai ottobre-novembre
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50
Prezzi: 29-34 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Basta infilarsi in uno dei cortili che si aprono sotto i portici della centrale piazza Savona, per trovare un angolo di confortevole tranquillità in questa storica osteria albese che, sia nell’arredamento sia nel servizio, gioca sull’equilibrio tra antico e moderno, tra informalità e impeccabilità. A curarla sono i membri della cooperativa I Tarocchi, che gestisce anche il Boccondivino di Bra e il ristorante albergo dell’Agenzia di Pollenzo.
Sulla carta – e nei menù degustazione a partire da 19 euro – piatti della tradizione piemontese accompagnati da preparazioni più creative legate alla stagionalità (molti i Presìdi Slow Food). Si può iniziare con un antipasto tradizionale – vitello tonnato, carne cruda all’albese, tonno di galletto ad esempio – oppure sperimentare un’insalata di merluzzo con olive taggiasche o un salmerino marinato con verdure in carpione. I classici
– e perfetti – tajarin e agnolotti dal plin ci sono sempre, conditi con i sughi tradizionali ma anche con verdure, poi gnocchi di seirass al raschera (in estate con pomodorini e olive taggiasche) e qualche risotto di stagione. Ampia la scelta dei secondi, da quelli estivi come il carpione agli invernali come il brasato al Barolo. Da citare inoltre il coniglio all’Arneis, lo stracotto di vitello, la noce di vitello al sale e le frequenti proposte di pesce. Per finire, un’ottima selezione di formaggi piemontesi e i dolci, irrinunciabili: panna cotta e bonet in primis, interessanti pure
il semifreddo al torrone e i dessert con frutta di stagione. La ricca carta dei vini, tutti con un ricarico onesto, è attenta al territorio, all’Italia e all’estero.
Piazza Savona, 5
Tel. 0173 363974
Chiuso domenica e lunedì, mai ottobre-novembre
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50
Prezzi: 29-34 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Basta infilarsi in uno dei cortili che si aprono sotto i portici della centrale piazza Savona, per trovare un angolo di confortevole tranquillità in questa storica osteria albese che, sia nell’arredamento sia nel servizio, gioca sull’equilibrio tra antico e moderno, tra informalità e impeccabilità. A curarla sono i membri della cooperativa I Tarocchi, che gestisce anche il Boccondivino di Bra e il ristorante albergo dell’Agenzia di Pollenzo.
Sulla carta – e nei menù degustazione a partire da 19 euro – piatti della tradizione piemontese accompagnati da preparazioni più creative legate alla stagionalità (molti i Presìdi Slow Food). Si può iniziare con un antipasto tradizionale – vitello tonnato, carne cruda all’albese, tonno di galletto ad esempio – oppure sperimentare un’insalata di merluzzo con olive taggiasche o un salmerino marinato con verdure in carpione. I classici
– e perfetti – tajarin e agnolotti dal plin ci sono sempre, conditi con i sughi tradizionali ma anche con verdure, poi gnocchi di seirass al raschera (in estate con pomodorini e olive taggiasche) e qualche risotto di stagione. Ampia la scelta dei secondi, da quelli estivi come il carpione agli invernali come il brasato al Barolo. Da citare inoltre il coniglio all’Arneis, lo stracotto di vitello, la noce di vitello al sale e le frequenti proposte di pesce. Per finire, un’ottima selezione di formaggi piemontesi e i dolci, irrinunciabili: panna cotta e bonet in primis, interessanti pure
il semifreddo al torrone e i dessert con frutta di stagione. La ricca carta dei vini, tutti con un ricarico onesto, è attenta al territorio, all’Italia e all’estero.
LA PIOLA
ALBA
Piazza Risorgimento, 4
Tel. 0173 442800
Chiuso dom sera e lun, estate dom e lun
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 20 gg tra dicembre e gennaio, 15 gg in agosto
Coperti: 50 + 40 esterni
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: AE, CartaSi, MC, Visa, Bancomat
Nel centro di Alba, nei pressi del duomo, troverete questo grazioso locale che coniuga con un ambiente moderno e arioso, apparecchiato con semplicità e buon gusto, una cucina spiccatamente territoriale, con proposte giornaliere che troverete elencate sulla grande lavagna a parete che sostituisce il menù cartaceo. Il servizio è informale e piacevole, i tavoli ben distanziati e, nella bella stagione, è possibile mangiare anche nella
veranda coperta affacciata sulla piazza.
Ampio il ventaglio degli antipasti: acciughe al verde, vitello tonnato, battuta al coltello, selezione di salumi o di formaggi, insalata russa e, per gli indecisi, un piatto misto che offre un buon numero di assaggi. I primi prevedono di solito agnolotti dal plin burro e salvia o con sugo di arrosto, ai tajarin al ragù; per chi non ama la carne c’è sempre una proposta vegetariana – in occasione della nostra ultima visita un delicato risotto con zucchine e fiori di zucca. I secondi, a rotazione, riservano un piatto a base di verdure – gustose quelle alla griglia – e uno che cambia ogni giorno, per esempio le ali di pollo con peperoni e insalata, brasato al Barolo, coniglio all’Arneis, salsiccia in umido, trippa.
Buona la scelta dei dolci con bonet, panna cotta, semifreddo al torroncino, zabaione al Moscato con le fragole e ciliegie marinate con gelatoalla panna. Ragionata la selezione dei vini che offre buone etichette, prevalentemente piemontesi, con ricarichi onesti.
Piazza Risorgimento, 4
Tel. 0173 442800
Chiuso dom sera e lun, estate dom e lun
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 20 gg tra dicembre e gennaio, 15 gg in agosto
Coperti: 50 + 40 esterni
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: AE, CartaSi, MC, Visa, Bancomat
Nel centro di Alba, nei pressi del duomo, troverete questo grazioso locale che coniuga con un ambiente moderno e arioso, apparecchiato con semplicità e buon gusto, una cucina spiccatamente territoriale, con proposte giornaliere che troverete elencate sulla grande lavagna a parete che sostituisce il menù cartaceo. Il servizio è informale e piacevole, i tavoli ben distanziati e, nella bella stagione, è possibile mangiare anche nella
veranda coperta affacciata sulla piazza.
Ampio il ventaglio degli antipasti: acciughe al verde, vitello tonnato, battuta al coltello, selezione di salumi o di formaggi, insalata russa e, per gli indecisi, un piatto misto che offre un buon numero di assaggi. I primi prevedono di solito agnolotti dal plin burro e salvia o con sugo di arrosto, ai tajarin al ragù; per chi non ama la carne c’è sempre una proposta vegetariana – in occasione della nostra ultima visita un delicato risotto con zucchine e fiori di zucca. I secondi, a rotazione, riservano un piatto a base di verdure – gustose quelle alla griglia – e uno che cambia ogni giorno, per esempio le ali di pollo con peperoni e insalata, brasato al Barolo, coniglio all’Arneis, salsiccia in umido, trippa.
Buona la scelta dei dolci con bonet, panna cotta, semifreddo al torroncino, zabaione al Moscato con le fragole e ciliegie marinate con gelatoalla panna. Ragionata la selezione dei vini che offre buone etichette, prevalentemente piemontesi, con ricarichi onesti.
LA VRILLE
VERRAYES Grangeon
Località Grangeon, 1
Tel. 0166 543018-347 1165945
Non ha giorno di chiusura, in bassa stagione aperto solo nel fine settimana
Orario: sera, pranzo su prenotazione
Coperti: 30 + 30 esterni
Prezzi: 28-33 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
I vigneti dell’azienda di Hervé Deguillame e della moglie Luciana Neyroz sono a 650 metri sulla sinistra orografica della Dora, quindi esposti all’adret, il versante rivolto a sud che gode di un irraggiamento solare favorevole. Tra i vigneti troverete il caseggiato dell’agriturismo La Vrille (il viticcio in patois), una biostruttura con sei camere e un ristoro di ottimo livello. Nella semplice ma accogliente sala – muri in pietra, travi e arredi in
legno – o, se fa caldo, nel rustico cortile, Luciana vi descriverà i piatti che prepara con cura e passione, usando principalmente prodotti aziendali.
Il menù è fisso e comprende due antipasti, un primo, un secondo, formaggi e dolce. Il via lo danno quasi sempre le castagne flambées alla grappa, che precedono la polenta con fonduta, le frittelle di menta con insalata e patate al vapore o il rotolo di carne salata con caprino speziato. Il primo è spesso una zuppa, per esempio di cavolo rapa con trota affumicata, la crema di castagne con latte, fagioli e orzo, l’estivo minestrone freddo con toma e basilico, mentre gli irriducibili della pasta spereranno di imbattersi nei maltagliati integrali con verdure e
timo. Le carni sono di animali allevati dai Deguillame: pollo o faraona o coniglio al forno, oca con le mele renette, pecora con le pere servita con polenta e patate. Casari delle malghe soprastanti forniscono caprini e vaccini d’alpeggio. Come dessert, bavarese al timo con salsa di fragole, gelato di prugna servito con confettura dello stesso frutto, crème brûlée alla menta. I vini sono naturalmente quelli aziendali, bianchi pluripremiati e rossi monovitigno.
Località Grangeon, 1
Tel. 0166 543018-347 1165945
Non ha giorno di chiusura, in bassa stagione aperto solo nel fine settimana
Orario: sera, pranzo su prenotazione
Coperti: 30 + 30 esterni
Prezzi: 28-33 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
I vigneti dell’azienda di Hervé Deguillame e della moglie Luciana Neyroz sono a 650 metri sulla sinistra orografica della Dora, quindi esposti all’adret, il versante rivolto a sud che gode di un irraggiamento solare favorevole. Tra i vigneti troverete il caseggiato dell’agriturismo La Vrille (il viticcio in patois), una biostruttura con sei camere e un ristoro di ottimo livello. Nella semplice ma accogliente sala – muri in pietra, travi e arredi in
legno – o, se fa caldo, nel rustico cortile, Luciana vi descriverà i piatti che prepara con cura e passione, usando principalmente prodotti aziendali.
Il menù è fisso e comprende due antipasti, un primo, un secondo, formaggi e dolce. Il via lo danno quasi sempre le castagne flambées alla grappa, che precedono la polenta con fonduta, le frittelle di menta con insalata e patate al vapore o il rotolo di carne salata con caprino speziato. Il primo è spesso una zuppa, per esempio di cavolo rapa con trota affumicata, la crema di castagne con latte, fagioli e orzo, l’estivo minestrone freddo con toma e basilico, mentre gli irriducibili della pasta spereranno di imbattersi nei maltagliati integrali con verdure e
timo. Le carni sono di animali allevati dai Deguillame: pollo o faraona o coniglio al forno, oca con le mele renette, pecora con le pere servita con polenta e patate. Casari delle malghe soprastanti forniscono caprini e vaccini d’alpeggio. Come dessert, bavarese al timo con salsa di fragole, gelato di prugna servito con confettura dello stesso frutto, crème brûlée alla menta. I vini sono naturalmente quelli aziendali, bianchi pluripremiati e rossi monovitigno.
Etichette:
osteria
Enoteca due bicchieri
Amantea
Ristorante-vineria
Via Dogana, 92
Tel. 0982 424409-347 1257301
Chiuso domenica sera e lunedì, mai d’estate
Orario: sera, domenica solo pranzo
Ferie: terza o quarta settimana di settembre
Coperti: 40 + 40 esterni
Prezzi: 20-26 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Gianluca Ganci ha avuto una felice intuizione quando, due anni fa, decise di trasformare la sua fornita enoteca in ristorante. La mutazione è stata graduale perché partendo dai classici stuzzichini, passando per piatti freddi è arrivato a quello che è un caso quasi unico in Calabria: l’enoteca con una vera cucina. Sta raccogliendo consensi: le proposte non sono banali, la materia prima è di qualità, la carta dei vini è indovinata. Gianluca è sempre presente a consigliare con garbo e competenza (è sommelier professionista), in cucina opera la moglie Marta con due aiutanti.
L’apertura è con tortino di alici marinate, polpi al salmoriglio, crudo di gamberi e scampi o di ricciola, bruschette con bianchetti marinati o con porcini, soufflé di pecorino del monte Poro. I primi veleggiano tra mare e terra con gli agnolotti di cernia con bottarga di tonno, oppure con i paccheri al ragù di cinghiale o i cappellacci di prosciutto silano e noci. Sentirete il sapore del mare anche nella pasta di Gragnano con ragù di paranza. Passando ai secondi, troviamo peperoni e cipolla rossa di Tropea, filetto di ricciola al forno, pesce spada alla bagnarese con capperi, arrosto di maiale nero calabrese ai ferri e, d’inverno, agnello e cinghiale. Per gli appassionati di formaggio, ci sono il pecorino del monte Poro (Presidio Slow Food) e una selezione di prodotti nazionali.
La cura del dessert spetta a Marta: mousse di cioccolato bianco e fondente, torta di ricotta e gelato al pistacchio, crostata con purea di mele caramellate al vino rosso, babà al cioccolato.
Ristorante-vineria
Via Dogana, 92
Tel. 0982 424409-347 1257301
Chiuso domenica sera e lunedì, mai d’estate
Orario: sera, domenica solo pranzo
Ferie: terza o quarta settimana di settembre
Coperti: 40 + 40 esterni
Prezzi: 20-26 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Gianluca Ganci ha avuto una felice intuizione quando, due anni fa, decise di trasformare la sua fornita enoteca in ristorante. La mutazione è stata graduale perché partendo dai classici stuzzichini, passando per piatti freddi è arrivato a quello che è un caso quasi unico in Calabria: l’enoteca con una vera cucina. Sta raccogliendo consensi: le proposte non sono banali, la materia prima è di qualità, la carta dei vini è indovinata. Gianluca è sempre presente a consigliare con garbo e competenza (è sommelier professionista), in cucina opera la moglie Marta con due aiutanti.
L’apertura è con tortino di alici marinate, polpi al salmoriglio, crudo di gamberi e scampi o di ricciola, bruschette con bianchetti marinati o con porcini, soufflé di pecorino del monte Poro. I primi veleggiano tra mare e terra con gli agnolotti di cernia con bottarga di tonno, oppure con i paccheri al ragù di cinghiale o i cappellacci di prosciutto silano e noci. Sentirete il sapore del mare anche nella pasta di Gragnano con ragù di paranza. Passando ai secondi, troviamo peperoni e cipolla rossa di Tropea, filetto di ricciola al forno, pesce spada alla bagnarese con capperi, arrosto di maiale nero calabrese ai ferri e, d’inverno, agnello e cinghiale. Per gli appassionati di formaggio, ci sono il pecorino del monte Poro (Presidio Slow Food) e una selezione di prodotti nazionali.
La cura del dessert spetta a Marta: mousse di cioccolato bianco e fondente, torta di ricotta e gelato al pistacchio, crostata con purea di mele caramellate al vino rosso, babà al cioccolato.
Etichette:
osteria
giovedì 7 aprile 2011
La bottegaccia
Simeri Crichi Apostolello
Trattoria
Contrada Apostolello, 43
Tel. 0961 799185-339 3321764
Chiuso domenica sera, agosto domenica a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 70 + 20 esterni
Prezzi: 15-20 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne DC, Bancomat
Il locale della signora Anna Guarnieri – coadiuvata dalla famiglia – è da anni garanzia di una proposta gastronomica affidabile, che valorizza i piatti della cucina familiare calabrese e i prodotti degli orti. Sembra che cominci ad apprezzarlo anche un nuovo tipo di pubblico, in larga parte composto da giovani del luogo, che sovente rinunciano alla solita pizza per assaggiare, a prezzi di gran lunga più convenienti, qualcuno dei piatti di un tempo.
L’antipasto è composto da verdure cucinate in molti modi, salumi quali capocollo e soppressata, pecorino, fiori di zucca, polpettine di patate e sottoli, tra cui segnaliamo i carciofini selvatici e i peperoncini tondi farciti di tonno e aromi. Il tutto è accompagnato dal pane di grano duro, preparato in casa e cotto nel forno a legna. Anna è una “sferrettatrice” esperta e da anni produce scilatelli per poi condirli con ragù di maiale o di agnello, con un ricco sugo di polpette o altri condimenti di stagione. Ma non sono da meno le zuppe, tra le quali primeggia la fagiolata alla pignata, con legumi e salsicce di coretto (impastate con cuore e polmone). Poi la preparazione simbolo del Catanzarese, il morzello (frattaglie soffritte e cotte a lungo con la salsa piccante di pomodoro) da consumare nella pitta. È, questo, un piatto che da solo può costituire l’intero pasto. Valide alternative sono le parmigiane di zucchine o melanzane (ricchissime, con pomodoro, provola, uova e soppressata), ’a tiana (agnello o capretto cotto nel tegame con patate, carciofi e piselli) e, in inverno, un intero menù dedicato al maiale. Infine crostate, tiramisù e una selezione di liquori di fattura casalinga.
Da bere si possono scegliere il rosso di produzione propria o alcune etichette regionali.
Trattoria
Contrada Apostolello, 43
Tel. 0961 799185-339 3321764
Chiuso domenica sera, agosto domenica a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 70 + 20 esterni
Prezzi: 15-20 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne DC, Bancomat
Il locale della signora Anna Guarnieri – coadiuvata dalla famiglia – è da anni garanzia di una proposta gastronomica affidabile, che valorizza i piatti della cucina familiare calabrese e i prodotti degli orti. Sembra che cominci ad apprezzarlo anche un nuovo tipo di pubblico, in larga parte composto da giovani del luogo, che sovente rinunciano alla solita pizza per assaggiare, a prezzi di gran lunga più convenienti, qualcuno dei piatti di un tempo.
L’antipasto è composto da verdure cucinate in molti modi, salumi quali capocollo e soppressata, pecorino, fiori di zucca, polpettine di patate e sottoli, tra cui segnaliamo i carciofini selvatici e i peperoncini tondi farciti di tonno e aromi. Il tutto è accompagnato dal pane di grano duro, preparato in casa e cotto nel forno a legna. Anna è una “sferrettatrice” esperta e da anni produce scilatelli per poi condirli con ragù di maiale o di agnello, con un ricco sugo di polpette o altri condimenti di stagione. Ma non sono da meno le zuppe, tra le quali primeggia la fagiolata alla pignata, con legumi e salsicce di coretto (impastate con cuore e polmone). Poi la preparazione simbolo del Catanzarese, il morzello (frattaglie soffritte e cotte a lungo con la salsa piccante di pomodoro) da consumare nella pitta. È, questo, un piatto che da solo può costituire l’intero pasto. Valide alternative sono le parmigiane di zucchine o melanzane (ricchissime, con pomodoro, provola, uova e soppressata), ’a tiana (agnello o capretto cotto nel tegame con patate, carciofi e piselli) e, in inverno, un intero menù dedicato al maiale. Infine crostate, tiramisù e una selezione di liquori di fattura casalinga.
Da bere si possono scegliere il rosso di produzione propria o alcune etichette regionali.
Etichette:
osteria
Parco pingitore
Serrastretta
Ristorante
Contrada Monache
Tel. 0968 81071
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 40 esterni
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Fotografie, utensili della tradizione artigianale e una selezione di vini di diverse zone d’Italia arricchiscono le pareti di un locale che molti clienti affezionati considerano da anni un punto di riferimento. Chissà che cosa rimarrà di questi elementi decorativi e che cosa, invece, ci sarà di nuovo nella sede in cui Delfino Maruca, la moglie Annarita e i due figli si trasferiranno entro la fine del 2006. In Contrada Tavernisi 1, il locale avrà un nuovo nome, Il Vecchio Castagno, ma manterrà invariati numero di coperti, stile rustico e numero di telefono.
Anche la cucina, assicurano i proprietari, continuerà a proporre, come antipasto, olive, ricottina nella fuscella, pecorino locale, gelatina e salumi di produzione propria tra cui la soppressata di Decollatura (Presidio Slow Food). Tra i primi piatti, qualche piccolo tocco creativo: tagliatelle alle ortiche con funghi porcini, linguine al pesto di finocchietto selvatico e noci, tagliolini di farina di castagne con ricotta e noci, tagliolini al sambuco con broccoli, zuppa di zucca e legumi. Pezzo forte, tra i secondi, sono e saranno le preparazioni a base di carne di maiale: salsicce con patate, carré alle castagne e, d’inverno, frittole. In alternativa, costolette di agnello impanate e speziate, agnello alle noci e baccalà du zucculiare (un tempo preparato fra ottobre e novembre per i contadini che lavoravano le castagne secche con gli zoccoli di legno), grigliata mista di carne e trota al cartoccio. Tra i contorni, consigliamo le patate ’mpacchiate. Alla fine del pasto, le crostate di frutta, le praline di castagna con cioccolato e rum, la granulata di fichi d’India o di corbezzoli, la mousse di castagna.
I tanti infusi casalinghi sono una piacevole sorpresa.
Ristorante
Contrada Monache
Tel. 0968 81071
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 40 esterni
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Fotografie, utensili della tradizione artigianale e una selezione di vini di diverse zone d’Italia arricchiscono le pareti di un locale che molti clienti affezionati considerano da anni un punto di riferimento. Chissà che cosa rimarrà di questi elementi decorativi e che cosa, invece, ci sarà di nuovo nella sede in cui Delfino Maruca, la moglie Annarita e i due figli si trasferiranno entro la fine del 2006. In Contrada Tavernisi 1, il locale avrà un nuovo nome, Il Vecchio Castagno, ma manterrà invariati numero di coperti, stile rustico e numero di telefono.
Anche la cucina, assicurano i proprietari, continuerà a proporre, come antipasto, olive, ricottina nella fuscella, pecorino locale, gelatina e salumi di produzione propria tra cui la soppressata di Decollatura (Presidio Slow Food). Tra i primi piatti, qualche piccolo tocco creativo: tagliatelle alle ortiche con funghi porcini, linguine al pesto di finocchietto selvatico e noci, tagliolini di farina di castagne con ricotta e noci, tagliolini al sambuco con broccoli, zuppa di zucca e legumi. Pezzo forte, tra i secondi, sono e saranno le preparazioni a base di carne di maiale: salsicce con patate, carré alle castagne e, d’inverno, frittole. In alternativa, costolette di agnello impanate e speziate, agnello alle noci e baccalà du zucculiare (un tempo preparato fra ottobre e novembre per i contadini che lavoravano le castagne secche con gli zoccoli di legno), grigliata mista di carne e trota al cartoccio. Tra i contorni, consigliamo le patate ’mpacchiate. Alla fine del pasto, le crostate di frutta, le praline di castagna con cioccolato e rum, la granulata di fichi d’India o di corbezzoli, la mousse di castagna.
I tanti infusi casalinghi sono una piacevole sorpresa.
Etichette:
osteria
Alla vecchia osteria u nozzularu
ellia Marina La Petrizia
Trattoria
Località La Petrizia SS 106
Tel. 0961 969854-328 2630784
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: sera, estate e festivi anche pranzo
Ferie: 20 giorni in ottobre
Coperti: 80 + 60 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Nel territorio di Sellia Marina la pastorizia e l’agricoltura svolgono ancora un ruolo importante: pascoli che nutrono vacche e, soprattutto, pecore e capre, pescheti, agrumeti e orti forniscono le materie prime di una cucina che, nonostante la vicinanza col mare, è fortemente ancorata alla terra. Inoltre non bisogna dimenticare le olive, sia da mensa sia da olio. E proprio da un vecchio deposito di sansa e nozzuli (noccioli di olive) è stata ricavata l’osteria della famiglia Camastra (Peppino e il papà Gregorio in sala, Antonia e Adolfo in cucina). Dall’anno scorso c’è un dehors da sfruttare nella bella stagione, ma in cucina non è cambiato nulla. I Camastra, infatti, continuano a utilizzare i prodotti di queste campagne, sovente arricchiti dall’olio di produzione propria.
Il pesce, tuttavia, si è ricavato un piccolo spazio in cucina, come dimostrano le frittelle di bianchetto e le bruschette al caviale calabrese (la sardella). Sempre come antipasto (ma anche come portata) spiccano le focacce e le pizze pizzicate cotte nel forno a legna. Giunti al primo, affidatevi alle paste casalinghe, come le scilatelle con ragù calabrese o quelle alla u nozzularu (con porcini, salsiccia, olive, carne tritata e pomodoro). I secondi vertono sulle carni locali: conigli, salsicce, capretto alla tiana, agnello al forno, capra. Ma verdure e legumi sono presenze costanti: dai ceci al finocchietto selvatico ai fagioli, le fave e le cicerchie cotti lentamente nella pignata di terracotta. Una piccola selezione di dolci casalinghi (crostate, torta alla u nozzularu e gelato con noci e miele) completa l’offerta.
Curiosate tra le bottiglie, di buone aziende della regione, esposte sugli scaffali e nella vetrinetta refrigerata per la scelta del vino.
Trattoria
Località La Petrizia SS 106
Tel. 0961 969854-328 2630784
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: sera, estate e festivi anche pranzo
Ferie: 20 giorni in ottobre
Coperti: 80 + 60 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Nel territorio di Sellia Marina la pastorizia e l’agricoltura svolgono ancora un ruolo importante: pascoli che nutrono vacche e, soprattutto, pecore e capre, pescheti, agrumeti e orti forniscono le materie prime di una cucina che, nonostante la vicinanza col mare, è fortemente ancorata alla terra. Inoltre non bisogna dimenticare le olive, sia da mensa sia da olio. E proprio da un vecchio deposito di sansa e nozzuli (noccioli di olive) è stata ricavata l’osteria della famiglia Camastra (Peppino e il papà Gregorio in sala, Antonia e Adolfo in cucina). Dall’anno scorso c’è un dehors da sfruttare nella bella stagione, ma in cucina non è cambiato nulla. I Camastra, infatti, continuano a utilizzare i prodotti di queste campagne, sovente arricchiti dall’olio di produzione propria.
Il pesce, tuttavia, si è ricavato un piccolo spazio in cucina, come dimostrano le frittelle di bianchetto e le bruschette al caviale calabrese (la sardella). Sempre come antipasto (ma anche come portata) spiccano le focacce e le pizze pizzicate cotte nel forno a legna. Giunti al primo, affidatevi alle paste casalinghe, come le scilatelle con ragù calabrese o quelle alla u nozzularu (con porcini, salsiccia, olive, carne tritata e pomodoro). I secondi vertono sulle carni locali: conigli, salsicce, capretto alla tiana, agnello al forno, capra. Ma verdure e legumi sono presenze costanti: dai ceci al finocchietto selvatico ai fagioli, le fave e le cicerchie cotti lentamente nella pignata di terracotta. Una piccola selezione di dolci casalinghi (crostate, torta alla u nozzularu e gelato con noci e miele) completa l’offerta.
Curiosate tra le bottiglie, di buone aziende della regione, esposte sugli scaffali e nella vetrinetta refrigerata per la scelta del vino.
Etichette:
osteria
Mamma assunta
Guardavalle Marina
Trattoria
Via Pietro Nenni
Tel. 0967 86121
Aperto tutti i giorni da giugno a settembre,
in inverno solo su prenotazione
Orario: mezzogiorno e sera
Coperti: 40 + 80 esterni
Prezzi: 15 euro
Carte di credito: nessuna
Vale sempre la pena ritagliarsi una sosta campagnola in questa suggestiva località che si affaccia sul mare di Guardavalle: per raggiungerla, lasciate la statale 106 all’altezza della statua di Padre Pio e inerpicatevi lungo la strada sterrata. Mamma Assunta, con la sua impeccabile cuffietta bianca, è un personaggio che è entrato nel cuore di quanti hanno visitato questo singolare locale: una vita trascorsa ai fornelli, è sempre prodiga di racconti di vita e di proverbi. A lei il compito di preparare gustose pietanze dal sapore contadino e di curare personalmente l’orto e l’allevamento degli animali da cortile. Da qualche anno ha anche realizzato un palmento per ottimizzare la piccola produzione di vino che serve in tavola: tra i vitigni, il bivongi e il guardavalle, ormai una rarità.
Nei locali della semplice casa colonica o sotto il fresco pergolato ricco di piante e di fiori, potrete gustare per cominciare i salumi locali e gli ortaggi sott’olio di produzione propria. Gli scilatelli lavorati al ferretto sono poi serviti con il sugo o con i fagioli; ottimi, in alternativa, gli gnocchi preparati con le saporite patate della vicina frazione montana di Elce della Vecchia. Per secondo, troviamo arrosto di maiale, pollo alla cacciatora, capra in umido o al sugo, polpette di carne al sugo di pomodoro e basilico o al ragù di capra. Buoni, fra i contorni, i carciofi fritti e i pipi e patate. Per finire, frutta fresca di stagione, limoncello o liquore alla menta fatto in casa.
Ricordiamo che la prenotazione è obbligatoria e che va effettuata con almeno un giorno d’anticipo.
Trattoria
Via Pietro Nenni
Tel. 0967 86121
Aperto tutti i giorni da giugno a settembre,
in inverno solo su prenotazione
Orario: mezzogiorno e sera
Coperti: 40 + 80 esterni
Prezzi: 15 euro
Carte di credito: nessuna
Vale sempre la pena ritagliarsi una sosta campagnola in questa suggestiva località che si affaccia sul mare di Guardavalle: per raggiungerla, lasciate la statale 106 all’altezza della statua di Padre Pio e inerpicatevi lungo la strada sterrata. Mamma Assunta, con la sua impeccabile cuffietta bianca, è un personaggio che è entrato nel cuore di quanti hanno visitato questo singolare locale: una vita trascorsa ai fornelli, è sempre prodiga di racconti di vita e di proverbi. A lei il compito di preparare gustose pietanze dal sapore contadino e di curare personalmente l’orto e l’allevamento degli animali da cortile. Da qualche anno ha anche realizzato un palmento per ottimizzare la piccola produzione di vino che serve in tavola: tra i vitigni, il bivongi e il guardavalle, ormai una rarità.
Nei locali della semplice casa colonica o sotto il fresco pergolato ricco di piante e di fiori, potrete gustare per cominciare i salumi locali e gli ortaggi sott’olio di produzione propria. Gli scilatelli lavorati al ferretto sono poi serviti con il sugo o con i fagioli; ottimi, in alternativa, gli gnocchi preparati con le saporite patate della vicina frazione montana di Elce della Vecchia. Per secondo, troviamo arrosto di maiale, pollo alla cacciatora, capra in umido o al sugo, polpette di carne al sugo di pomodoro e basilico o al ragù di capra. Buoni, fra i contorni, i carciofi fritti e i pipi e patate. Per finire, frutta fresca di stagione, limoncello o liquore alla menta fatto in casa.
Ricordiamo che la prenotazione è obbligatoria e che va effettuata con almeno un giorno d’anticipo.
Etichette:
osteria
Antico frantoio oleario dardari
Curinga
Azienda agrituristica
Contrada Trunchi, 1
Tel. 0968 789037
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 100 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Quello condotto da Patrizia Bardari è un bell’agriturismo in un casolare di pietra ben ristrutturato circondato da una tenuta coltivata a ortaggi, olivi e frutteti. Lo si può scegliere per la qualità dell’offerta gastronomica, ma anche quale meta di un soggiorno rilassante: la struttura dispone di cinque camere piacevolmente arredate. Oltre alla coltivazione, altra attività su cui si regge l’azienda è l’allevamento di polli, ovini e maiali, con cui si confezionano gli ottimi salumi da gustare fino a esaurimento scorte.
Il menù cambia spesso – quotidianamente in agosto – e ogni giorno prevede un ricco antipasto misto, due primi, due secondi e una selezione di dolci. Ecco un esempio di quello che potreste trovare. Si inizia con salumi, ricotte affumicate, pizzette rustiche e verdure cucinate in tutte le salse: cannoli di melanzane farciti di prosciutto o di tonno, frittelle e sformati di vario tipo, pomodorini ripieni e fiori di zucca in pastella. Tra i primi, preparazioni sostanziose come la pasta al forno con polpette, salame, ricotta e sugo rosso o la zuppa di fagioli e funghi porcini (gli stessi che si usano per farcire i fagottini) lasciano il posto in estate a piatti più leggeri come i tagliolini con crema di zucchine e peperoni o gli scilatelli all’ortolana. Con le carni si fanno grigliate miste, ma troverete anche preparazioni più elaborate: dal capretto al forno con patate al pollo con peperoni fino agli involtini di maiale. In chiusura, bocconotti con marmellata, crostate di amarene, di mele cotogne o con crema pasticciera, pere e scaglie di cioccolato.
Talvolta si pasteggia con lo sfuso della casa, ma diversamente vi affiderete all’interessante selezione di vini regionali. Ricordiamo che è sempre necessaria la prenotazione.
Azienda agrituristica
Contrada Trunchi, 1
Tel. 0968 789037
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 100 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Quello condotto da Patrizia Bardari è un bell’agriturismo in un casolare di pietra ben ristrutturato circondato da una tenuta coltivata a ortaggi, olivi e frutteti. Lo si può scegliere per la qualità dell’offerta gastronomica, ma anche quale meta di un soggiorno rilassante: la struttura dispone di cinque camere piacevolmente arredate. Oltre alla coltivazione, altra attività su cui si regge l’azienda è l’allevamento di polli, ovini e maiali, con cui si confezionano gli ottimi salumi da gustare fino a esaurimento scorte.
Il menù cambia spesso – quotidianamente in agosto – e ogni giorno prevede un ricco antipasto misto, due primi, due secondi e una selezione di dolci. Ecco un esempio di quello che potreste trovare. Si inizia con salumi, ricotte affumicate, pizzette rustiche e verdure cucinate in tutte le salse: cannoli di melanzane farciti di prosciutto o di tonno, frittelle e sformati di vario tipo, pomodorini ripieni e fiori di zucca in pastella. Tra i primi, preparazioni sostanziose come la pasta al forno con polpette, salame, ricotta e sugo rosso o la zuppa di fagioli e funghi porcini (gli stessi che si usano per farcire i fagottini) lasciano il posto in estate a piatti più leggeri come i tagliolini con crema di zucchine e peperoni o gli scilatelli all’ortolana. Con le carni si fanno grigliate miste, ma troverete anche preparazioni più elaborate: dal capretto al forno con patate al pollo con peperoni fino agli involtini di maiale. In chiusura, bocconotti con marmellata, crostate di amarene, di mele cotogne o con crema pasticciera, pere e scaglie di cioccolato.
Talvolta si pasteggia con lo sfuso della casa, ma diversamente vi affiderete all’interessante selezione di vini regionali. Ricordiamo che è sempre necessaria la prenotazione.
Etichette:
osteria
Le muraglie
Conflenti Muraglie
Azienda agrituristica
Contrada Muraglie
Tel. 0968 64367
Chiuso lunedì sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50 + 20 esterni
Prezzi: 18-22 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
A metà strada fra Conflenti e Martirano, l’azienda agrituristica di Matilde e Armando Roperti è una piccola oasi di quiete. All’interno sarete accolti in una saletta dotata di arredi rustici, fuori, nella bella stagione, alcuni tavoli per una ventina di persone. Il servizio in sala è curato dai figli Massimiliano e Daniele mentre Matilde e Armando si occupano della cucina, dalla quale ogni giorno escono pochi ma ben realizzati piatti.
Si potrà iniziare con un abbondante antipasto casereccio – salumi di produzione propria, formaggi locali e vari tipi di ortaggi sott’olio o sott’aceto – e proseguire con le paste fatte in casa: scilatelle, strozzapreti o tagliatelle condite, secondo stagione e disponibilità, con fagioli, frittule (cotiche) e ceci o piselli o fave, porcini freschi oppure con soppressata e olive nere. I legumi si usano anche per le zuppe invernali. Le carni sono per lo più ricavate dagli animali di bassa corte e dai suini allevati in azienda: ecco allora polli ruspanti arrostiti, conigli alla cacciatora, salsicce alla brace (solo nel periodo invernale che coincide con l’uccisione del maiale e con l’accensione del caminetto) oppure fritte o cotte al forno, maiale arrosto o in altre preparazioni. Su prenotazione, capretto al forno. Si può inoltre contare su contorni di stagione, a base di fave novelle e piselli, fagiolini, melanzane, pomodori e zucchine. Qualche buon biscottino – mostaccioli al miele e bocconotti alla marmellata d’uva – da accompagnare a un nocino o a un limoncello artigianale per finire.
In alternativa alle poche bottiglie presenti in cantina, ci sono gli sfusi, bianco e rosso, della casa.
Azienda agrituristica
Contrada Muraglie
Tel. 0968 64367
Chiuso lunedì sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50 + 20 esterni
Prezzi: 18-22 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
A metà strada fra Conflenti e Martirano, l’azienda agrituristica di Matilde e Armando Roperti è una piccola oasi di quiete. All’interno sarete accolti in una saletta dotata di arredi rustici, fuori, nella bella stagione, alcuni tavoli per una ventina di persone. Il servizio in sala è curato dai figli Massimiliano e Daniele mentre Matilde e Armando si occupano della cucina, dalla quale ogni giorno escono pochi ma ben realizzati piatti.
Si potrà iniziare con un abbondante antipasto casereccio – salumi di produzione propria, formaggi locali e vari tipi di ortaggi sott’olio o sott’aceto – e proseguire con le paste fatte in casa: scilatelle, strozzapreti o tagliatelle condite, secondo stagione e disponibilità, con fagioli, frittule (cotiche) e ceci o piselli o fave, porcini freschi oppure con soppressata e olive nere. I legumi si usano anche per le zuppe invernali. Le carni sono per lo più ricavate dagli animali di bassa corte e dai suini allevati in azienda: ecco allora polli ruspanti arrostiti, conigli alla cacciatora, salsicce alla brace (solo nel periodo invernale che coincide con l’uccisione del maiale e con l’accensione del caminetto) oppure fritte o cotte al forno, maiale arrosto o in altre preparazioni. Su prenotazione, capretto al forno. Si può inoltre contare su contorni di stagione, a base di fave novelle e piselli, fagiolini, melanzane, pomodori e zucchine. Qualche buon biscottino – mostaccioli al miele e bocconotti alla marmellata d’uva – da accompagnare a un nocino o a un limoncello artigianale per finire.
In alternativa alle poche bottiglie presenti in cantina, ci sono gli sfusi, bianco e rosso, della casa.
Etichette:
osteria
Mundial 82
Cerva
Trattoria-pizzeria
Via Daniele, 221
Tel. 0961 939481-939510
Chiuso il martedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-20 luglio
Coperti: 55
Prezzi: 21-23 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat
Compresa nell’area della Sila Piccola, Cerva offre la possibilità di innumerevoli passeggiate naturalistiche. Si possono ad esempio perlustrare i folti boschi di faggi, querce e castagni, dove si cercano i porcini e i rari ovoli che da anni costituiscono il piatto forte e la proposta costante del Mundial 82.
Non c’è che dire: qui i micofili troveranno pane per i loro denti, ché la signora Maria sa l’arte di preparare i funghi freschi e conosce il modo di conservarli, sott’olio o facendoli seccare, per proporli in ogni periodo dell’anno. Sui funghi si fonda un menù che va dall’antipasto al secondo. Ecco allora fresche insalate, condimenti per risotti o per paste (anche in abbinamento ai gamberi), funghi grigliati, arrosto, impanati e fritti, che costituiscono un buon accompagnamento (ma li si può mangiare anche da soli) per le scaloppine e il coniglio. Chi vuole, però, può optare per sapide alternative. Tra gli antipasti segnaliamo ’u salaturu, un misto di peperoni verdi, olive schiacciate, pomodori verdi e melanzane conservati in un particolare contenitore di terracotta. Poi i salumi fatti in casa, le tagliatelle al ragù di capra, i cavatelli con fagioli nella pignata, il coniglio alla cacciatora e la capra in umido (su ordinazione). Infine formaggi del territorio (caciocavalli silani e pecorini crotonesi), crostate, cuzzuppe pasquali e pitte ’nchiuse natalizie.
Per bere c’è una buona scelta di vini regionali, non va snobbata l’acqua che sgorga dalle vicine sorgenti. L’ambiente è genuino, il servizio curato dal patron, Giuseppe Masciari, efficiente e cortese. È opportuno prenotare.
Trattoria-pizzeria
Via Daniele, 221
Tel. 0961 939481-939510
Chiuso il martedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-20 luglio
Coperti: 55
Prezzi: 21-23 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat
Compresa nell’area della Sila Piccola, Cerva offre la possibilità di innumerevoli passeggiate naturalistiche. Si possono ad esempio perlustrare i folti boschi di faggi, querce e castagni, dove si cercano i porcini e i rari ovoli che da anni costituiscono il piatto forte e la proposta costante del Mundial 82.
Non c’è che dire: qui i micofili troveranno pane per i loro denti, ché la signora Maria sa l’arte di preparare i funghi freschi e conosce il modo di conservarli, sott’olio o facendoli seccare, per proporli in ogni periodo dell’anno. Sui funghi si fonda un menù che va dall’antipasto al secondo. Ecco allora fresche insalate, condimenti per risotti o per paste (anche in abbinamento ai gamberi), funghi grigliati, arrosto, impanati e fritti, che costituiscono un buon accompagnamento (ma li si può mangiare anche da soli) per le scaloppine e il coniglio. Chi vuole, però, può optare per sapide alternative. Tra gli antipasti segnaliamo ’u salaturu, un misto di peperoni verdi, olive schiacciate, pomodori verdi e melanzane conservati in un particolare contenitore di terracotta. Poi i salumi fatti in casa, le tagliatelle al ragù di capra, i cavatelli con fagioli nella pignata, il coniglio alla cacciatora e la capra in umido (su ordinazione). Infine formaggi del territorio (caciocavalli silani e pecorini crotonesi), crostate, cuzzuppe pasquali e pitte ’nchiuse natalizie.
Per bere c’è una buona scelta di vini regionali, non va snobbata l’acqua che sgorga dalle vicine sorgenti. L’ambiente è genuino, il servizio curato dal patron, Giuseppe Masciari, efficiente e cortese. È opportuno prenotare.
Etichette:
osteria
TRATTORIA DEI MERCANTI
Catanzaro
Trattoria
Vico Mercanti, 5
Tel. 0961 720303
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di agosto
Coperti: 24
Prezzi 18-22 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Nel cuore del centro storico e del corso Mazzini, si trova questo piccolo locale che da tre anni ha ripreso a vivere. La nuova gestione di Gianluca Squillace ha saputo recuperare un ambiente che ricorda lo stile semplice e frugale dell’antica putìca, la piccola trattoria catanzarese che serviva il morzeddu. Qui lo si può gustare il martedì e il mercoledì sia a pranzo sia a cena nella versione classica dentro la pitta (una morbida ciambella di pane che fa da contenitore) e, di venerdì, a base di baccalà.
In cucina le cuoche, Antonia e Wanda, preparano con cura i piatti come a casa. Gli antipasti propongono frittatine, melanzane, le classiche polpettine di carne, gli affettati calabresi e le bruschette spalmate di ’nduja. Tra i primi, riso al forno, semplici spaghetti al pomodoro e la tradizionale pasta china (ripiena di polpettine, provola, uovo sodo, soppressata). Pesce e carne per i secondi: alici con pomodori pachino sfumate con vino bianco, spatola al forno, gamberi da una parte; coniglio, capretto, cotoletta insaporita con provola e guanciale, dall’altra, senza trascurare la brasciola al ragù. In inverno, fino a Pasqua, troverete il piatto della tradizione per eccellenza, insieme al morzeddu: ’a tiana, un misto di carne di capretto tagliata minuta, insaporita con cipolla e cotta al forno con patate, piselli, formaggio grattugiato, pepe nero, prezzemolo tritato, mollica di pane.
Nella cantinetta sono a disposizione vini di tutte le regioni, con una presenza significativa delle etichette calabresi.
Trattoria
Vico Mercanti, 5
Tel. 0961 720303
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di agosto
Coperti: 24
Prezzi 18-22 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Nel cuore del centro storico e del corso Mazzini, si trova questo piccolo locale che da tre anni ha ripreso a vivere. La nuova gestione di Gianluca Squillace ha saputo recuperare un ambiente che ricorda lo stile semplice e frugale dell’antica putìca, la piccola trattoria catanzarese che serviva il morzeddu. Qui lo si può gustare il martedì e il mercoledì sia a pranzo sia a cena nella versione classica dentro la pitta (una morbida ciambella di pane che fa da contenitore) e, di venerdì, a base di baccalà.
In cucina le cuoche, Antonia e Wanda, preparano con cura i piatti come a casa. Gli antipasti propongono frittatine, melanzane, le classiche polpettine di carne, gli affettati calabresi e le bruschette spalmate di ’nduja. Tra i primi, riso al forno, semplici spaghetti al pomodoro e la tradizionale pasta china (ripiena di polpettine, provola, uovo sodo, soppressata). Pesce e carne per i secondi: alici con pomodori pachino sfumate con vino bianco, spatola al forno, gamberi da una parte; coniglio, capretto, cotoletta insaporita con provola e guanciale, dall’altra, senza trascurare la brasciola al ragù. In inverno, fino a Pasqua, troverete il piatto della tradizione per eccellenza, insieme al morzeddu: ’a tiana, un misto di carne di capretto tagliata minuta, insaporita con cipolla e cotta al forno con patate, piselli, formaggio grattugiato, pepe nero, prezzemolo tritato, mollica di pane.
Nella cantinetta sono a disposizione vini di tutte le regioni, con una presenza significativa delle etichette calabresi.
Etichette:
osteria
Da salvatore
Catanzaro
Trattoria-pizzeria con alloggio
Salita I del Rosario, 28
Tel. 0961 724318
Chiuso il lunedì, luglio-agosto anche domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 8-31 agosto
Coperti: 75
Prezzi: 20-22 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat
Sito in un vicoletto perpendicolare al centrale corso Mazzini e a pochi passi dal duomo e dal teatro Politeama, Salvatore costituisce da anni un indirizzo su cui fare assegnamento del centro di Catanzaro. La gestione ora è affidata a Francesco, genero dello storico proprietario che ha dato il nome e l’impronta gastronomica al locale, spesso frequentato da attori e musicisti.
In pochi piatti il menù offre un esaustivo repertorio di calabresità. Frittelle di verdure, assaggi di capocollo, pecorino e soppressata sottaceti, fanno da ouverture a un primo – o, se preferite, un secondo – che è sempre più raro trovare. Si tratta del morzeddu, antico cibo di strada costituito da morbida pitta farcita di trippa e interiora di vitello cotte con aromi e peperoncino – qui ne praticano anche una variante, con farcia di baccalà. Al capitolo primi troverete scilatelle al ragù di maiale, cavatelli con cozze e fagioli, gnocchi alla casereccia, maccheroncini, pappardelle e lasagne con sughi di stagione. Altro cavallo di battaglia è costituito dalla tiana di capretto, la cui carne è cotta lentamente in un tegame assieme a carciofi, patate, piselli e pane speziato. Accanto a questo troverete il pollo farcito, il baccalà fritto o in umido con patate e la parmigiana di zucchine o di melanzane. Spesso sono presenti pietanze di pesce, cucinato alla griglia, in guazzetto, all’acquapazza o fritto. Si conclude con torte alla frutta e tartufi alla castagna o alla noce.
Nella carta dei vini compare un discreto numero di etichette calabresi, ma in alternativa si può accompagnare il pasto con lo sfuso rosso della casa.
Trattoria-pizzeria con alloggio
Salita I del Rosario, 28
Tel. 0961 724318
Chiuso il lunedì, luglio-agosto anche domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 8-31 agosto
Coperti: 75
Prezzi: 20-22 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat
Sito in un vicoletto perpendicolare al centrale corso Mazzini e a pochi passi dal duomo e dal teatro Politeama, Salvatore costituisce da anni un indirizzo su cui fare assegnamento del centro di Catanzaro. La gestione ora è affidata a Francesco, genero dello storico proprietario che ha dato il nome e l’impronta gastronomica al locale, spesso frequentato da attori e musicisti.
In pochi piatti il menù offre un esaustivo repertorio di calabresità. Frittelle di verdure, assaggi di capocollo, pecorino e soppressata sottaceti, fanno da ouverture a un primo – o, se preferite, un secondo – che è sempre più raro trovare. Si tratta del morzeddu, antico cibo di strada costituito da morbida pitta farcita di trippa e interiora di vitello cotte con aromi e peperoncino – qui ne praticano anche una variante, con farcia di baccalà. Al capitolo primi troverete scilatelle al ragù di maiale, cavatelli con cozze e fagioli, gnocchi alla casereccia, maccheroncini, pappardelle e lasagne con sughi di stagione. Altro cavallo di battaglia è costituito dalla tiana di capretto, la cui carne è cotta lentamente in un tegame assieme a carciofi, patate, piselli e pane speziato. Accanto a questo troverete il pollo farcito, il baccalà fritto o in umido con patate e la parmigiana di zucchine o di melanzane. Spesso sono presenti pietanze di pesce, cucinato alla griglia, in guazzetto, all’acquapazza o fritto. Si conclude con torte alla frutta e tartufi alla castagna o alla noce.
Nella carta dei vini compare un discreto numero di etichette calabresi, ma in alternativa si può accompagnare il pasto con lo sfuso rosso della casa.
Etichette:
osteria
Luna rossa
Terranova di Pollino
Ristorante
Via Marconi, 18
Tel. 0973 93254
Chiuso il mercoledì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in ottobre
Coperti: 60 + 50 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Federico Valicenti dedica la sua inesauribile attività alla valorizzazione di un intero territorio, ai prodotti tipici, alla gastronomia e alle risorse ambientali del Parco nazionale del Pollino. È davvero difficile segnalare tutto ciò che prepara nel suo ristorante: lasciatevi consigliare o affidatevi al menù degustazione.
Si può iniziare con insalata di trippa, pan fritto al pomodoro, pèttola piccante di carosella (farina autoctona di grano tenero) ripiena di prosciutto crudo, sformato di patate con baccalà e peperoni cruschi. Numerosi i primi piatti: ferrazzuoli, tapparelle e rascatielli sono serviti alla lucana, con uvetta e mollica di pane, alle erbette fritte o ai sapori del Pollino; in alternativa, trovate il mischiglio (pasta di farina di ceci, orzo, avena, semola, fave) con pomodorini all’alloro oppure con ragù di noci, le foglie d’ulivo (pasta verde) con ricotta fresca e spezie, i maccheroncini al ferro con peperoni, salsiccia, uova e pomodori, i zinni zinni (piccoli cavatelli) con crema di fagioli di Sarconi. I secondi sono tutti a base di carne: tra questi, l’ingrattonato (trippa tritata con uova, formaggio e brodo di carne), il capocollo di maiale con peperoni ripieni di mandorle, il capretto alle erbe, l’agnello con porcini e tartufo nero e, su prenotazione, la “coscia della sposa”, coscia di capretto steccata e cotta al mattone. Interessante la selezione di formaggi locali, serviti con mieli e confetture. Da non perdere, per dessert, la mousse di castagne e i cestini di pasta frolla con passato di ceci, cannella e cotto di fichi.
La carta dei vini propone un’ottima selezione regionale e un piccolo ma interessante assortimento di etichette nazionali. Deliziosi i liquori alle erbe del Pollino.
Ristorante
Via Marconi, 18
Tel. 0973 93254
Chiuso il mercoledì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in ottobre
Coperti: 60 + 50 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Federico Valicenti dedica la sua inesauribile attività alla valorizzazione di un intero territorio, ai prodotti tipici, alla gastronomia e alle risorse ambientali del Parco nazionale del Pollino. È davvero difficile segnalare tutto ciò che prepara nel suo ristorante: lasciatevi consigliare o affidatevi al menù degustazione.
Si può iniziare con insalata di trippa, pan fritto al pomodoro, pèttola piccante di carosella (farina autoctona di grano tenero) ripiena di prosciutto crudo, sformato di patate con baccalà e peperoni cruschi. Numerosi i primi piatti: ferrazzuoli, tapparelle e rascatielli sono serviti alla lucana, con uvetta e mollica di pane, alle erbette fritte o ai sapori del Pollino; in alternativa, trovate il mischiglio (pasta di farina di ceci, orzo, avena, semola, fave) con pomodorini all’alloro oppure con ragù di noci, le foglie d’ulivo (pasta verde) con ricotta fresca e spezie, i maccheroncini al ferro con peperoni, salsiccia, uova e pomodori, i zinni zinni (piccoli cavatelli) con crema di fagioli di Sarconi. I secondi sono tutti a base di carne: tra questi, l’ingrattonato (trippa tritata con uova, formaggio e brodo di carne), il capocollo di maiale con peperoni ripieni di mandorle, il capretto alle erbe, l’agnello con porcini e tartufo nero e, su prenotazione, la “coscia della sposa”, coscia di capretto steccata e cotta al mattone. Interessante la selezione di formaggi locali, serviti con mieli e confetture. Da non perdere, per dessert, la mousse di castagne e i cestini di pasta frolla con passato di ceci, cannella e cotto di fichi.
La carta dei vini propone un’ottima selezione regionale e un piccolo ma interessante assortimento di etichette nazionali. Deliziosi i liquori alle erbe del Pollino.
Etichette:
osteria
Da peppe
Rotonda
Ristorante
Corso Garibaldi, 13
Tel. 0973 661251
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 70
Prezzi: 25-28 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Rotonda, grazioso paese ricco di vicoli caratteristici, è situato sul versante lucano del Parco nazionale del Pollino. Qui merita una sosta Da Peppe, delizioso ristorante curato sotto tutti i punti di vista. Lo gestisce Peppe De Marco, che si occupa della cucina e del reperimento delle materie prime, aiutato in sala dalla moglie e dalle due figlie.
Fra gli antipasti, molto sostanziosi e saporiti, spiccano i salumi e i formaggi locali tra cui il paddraccio, il tortino di zucchine con pomodoro costoluto, la minestra di patate con verza e vaiano (fagiolini verdi), il lardo aromatizzato alle erbe del Pollino. Tutti i formati di pasta sono preparati in casa con un misto di semola di grano duro e farina di carosella (maiorca): lagane e fagioli, ravioli alla punta di ortiche, cavatelli al sugo di cinghiale, tagliolini col tartufo del Pollino e fonduta di formaggio, rascatieddi con zucchine, fiori di zucca e caciocavallo affumicato. Ottimi, fra i secondi, il capocollo ai funghi porcini del Pollino, l’agnello con patate e peperoni, la vasta selezione di formaggi pecorini e caprini del Pollino, la melanzana rossa di Rotonda (Presidio Slow Food) ripiena di funghi porcini e di fagioli poverelli bianchi. Eccellente l’olio extravergine di oliva locale. Si chiude con semifreddo al torroncino, crostate con marmellate di frutti di bosco e la particolare torta di melanzane rosse di Rotonda.
La carta dei vini è ben assortita, con diverse etichette di provenienza regionale.
Ristorante
Corso Garibaldi, 13
Tel. 0973 661251
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 70
Prezzi: 25-28 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Rotonda, grazioso paese ricco di vicoli caratteristici, è situato sul versante lucano del Parco nazionale del Pollino. Qui merita una sosta Da Peppe, delizioso ristorante curato sotto tutti i punti di vista. Lo gestisce Peppe De Marco, che si occupa della cucina e del reperimento delle materie prime, aiutato in sala dalla moglie e dalle due figlie.
Fra gli antipasti, molto sostanziosi e saporiti, spiccano i salumi e i formaggi locali tra cui il paddraccio, il tortino di zucchine con pomodoro costoluto, la minestra di patate con verza e vaiano (fagiolini verdi), il lardo aromatizzato alle erbe del Pollino. Tutti i formati di pasta sono preparati in casa con un misto di semola di grano duro e farina di carosella (maiorca): lagane e fagioli, ravioli alla punta di ortiche, cavatelli al sugo di cinghiale, tagliolini col tartufo del Pollino e fonduta di formaggio, rascatieddi con zucchine, fiori di zucca e caciocavallo affumicato. Ottimi, fra i secondi, il capocollo ai funghi porcini del Pollino, l’agnello con patate e peperoni, la vasta selezione di formaggi pecorini e caprini del Pollino, la melanzana rossa di Rotonda (Presidio Slow Food) ripiena di funghi porcini e di fagioli poverelli bianchi. Eccellente l’olio extravergine di oliva locale. Si chiude con semifreddo al torroncino, crostate con marmellate di frutti di bosco e la particolare torta di melanzane rosse di Rotonda.
La carta dei vini è ben assortita, con diverse etichette di provenienza regionale.
Etichette:
osteria
Coccovello
RIVELLO
Azienda agrituristica
Contrada Carpuscino, 2
Tel. 0973 428025-329 2239318
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie ottobre
Coperti: 40
Prezzi: 20 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
L’azienda agrituristica Coccovello, che prende il nome dal vicino monte omonimo, è situata lungo la statale 585 (meglio conosciuta come Fondovalle del Noce) che collega l’autostrada alla costa di Maratea e a quella della Calabria tirrenica. Troverete le indicazioni al bivio per Sapri: una breve salita vi condurrà al ristorante, una piacevole costruzione in pietra e mattoni con una lunga balconata adorna di fiori. La sala, arredata con buon gusto in stile rustico, è piccola ma molto graziosa. Ad accogliervi, troverete Giovanni Megale e la moglie Alice, brava non solo ai fornelli ma anche a creare oggetti di bigiotteria. Le materie prime, oltre che dalla stessa azienda, provengono da Rotale, una zona pianeggiante non lontana.
Vari gli antipasti: salumi di propria produzione, tra cui la ricercata soppressata di Rivello, bruschette con caprino e pomodoro a fette, ricotta di capra, frittelle di patate con miele di castagne, involtini di patate con pancetta, pasticcio di patate con salsiccia, zucchine a scapece, crostini di polenta e tante altre proposte che variano secondo la stagione. Proseguendo consigliamo i tipici cavatelli con ricotta fresca, i fusilli ai funghi porcini, i ravioli al pomodoro, le lagane con i saporiti fagioli di Rotale. I diversi tagli di ottima carne alla brace costituiscono la principale proposta per i secondi: da non perdere il misto di agnello, capretto, maiale e podolica. Si chiude con dolci buoni e semplici: torta alla crema, crostata ai frutti di bosco, pasticceria secca a base di mandorle, noci e nocciole.
In cantina poche etichette regionali oltre a un discreto vino sfuso della zona.
Azienda agrituristica
Contrada Carpuscino, 2
Tel. 0973 428025-329 2239318
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie ottobre
Coperti: 40
Prezzi: 20 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
L’azienda agrituristica Coccovello, che prende il nome dal vicino monte omonimo, è situata lungo la statale 585 (meglio conosciuta come Fondovalle del Noce) che collega l’autostrada alla costa di Maratea e a quella della Calabria tirrenica. Troverete le indicazioni al bivio per Sapri: una breve salita vi condurrà al ristorante, una piacevole costruzione in pietra e mattoni con una lunga balconata adorna di fiori. La sala, arredata con buon gusto in stile rustico, è piccola ma molto graziosa. Ad accogliervi, troverete Giovanni Megale e la moglie Alice, brava non solo ai fornelli ma anche a creare oggetti di bigiotteria. Le materie prime, oltre che dalla stessa azienda, provengono da Rotale, una zona pianeggiante non lontana.
Vari gli antipasti: salumi di propria produzione, tra cui la ricercata soppressata di Rivello, bruschette con caprino e pomodoro a fette, ricotta di capra, frittelle di patate con miele di castagne, involtini di patate con pancetta, pasticcio di patate con salsiccia, zucchine a scapece, crostini di polenta e tante altre proposte che variano secondo la stagione. Proseguendo consigliamo i tipici cavatelli con ricotta fresca, i fusilli ai funghi porcini, i ravioli al pomodoro, le lagane con i saporiti fagioli di Rotale. I diversi tagli di ottima carne alla brace costituiscono la principale proposta per i secondi: da non perdere il misto di agnello, capretto, maiale e podolica. Si chiude con dolci buoni e semplici: torta alla crema, crostata ai frutti di bosco, pasticceria secca a base di mandorle, noci e nocciole.
In cantina poche etichette regionali oltre a un discreto vino sfuso della zona.
Etichette:
osteria
Isuccio
Potenza
Trattoria
Via Appia, 198
Tel. 0971 471312
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 10 giorni in agosto
Coperti: 50
Prezzi: 18-23 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Ubicato a 500 metri dall’uscita est della Basentana, il locale, oggi più curato, conserva il caratteristico stile semplice che il fondatore, Isuccio, gli aveva dato quando serviva merende, colazioni e, più avanti, semplici piatti caldi. Oggi ai fornelli c’è Maria Rocchina, che continua nel solco della tradizione gastronomica lucana e potentina.
L’antipasto misto consente di gustare buoni formaggi e salumi locali. Molto buone anche le frittelle con salsiccia, zucchine, fiori di zucca o ricotta. I primi piatti sono a base di pasta fresca: lagane con fagioli o ceci, strascinati con cacioricotta e peperoni crusch, orecchiette al ragù lucano (preparato con diversi tipi di carne), ravioli di ricotta, manate con mollica di pane e noci tostate in olio, cavatelli con fagioli, gnocchi con tartufi e funghi. Interessanti anche i piatti a base di verdure quali l’acquasala con le rape, la cicoria con purè di fave, con le cotiche o con la mollica di pane. Tra i secondi sono spesso presenti l’arrosto misto di carni alla brace, l’agnello cacio e uova (piatto tipico della tradizione potentina), il capretto al forno, la tortiera di capretto e patate, il maiale con peperoni all’aceto. Prenotando si può provare il cutturieddu, stracotto piccante di pecora, agnellone o castrato. Nel periodo invernale si aggiungono i piatti a base di baccalà: a ciauredda, con peperoni crusch, al forno con patate. I dolci sono quelli della tradizione lucana.
La cantina propone alcuni vini regionali e poche etichette nazionali.
Trattoria
Via Appia, 198
Tel. 0971 471312
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 10 giorni in agosto
Coperti: 50
Prezzi: 18-23 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Ubicato a 500 metri dall’uscita est della Basentana, il locale, oggi più curato, conserva il caratteristico stile semplice che il fondatore, Isuccio, gli aveva dato quando serviva merende, colazioni e, più avanti, semplici piatti caldi. Oggi ai fornelli c’è Maria Rocchina, che continua nel solco della tradizione gastronomica lucana e potentina.
L’antipasto misto consente di gustare buoni formaggi e salumi locali. Molto buone anche le frittelle con salsiccia, zucchine, fiori di zucca o ricotta. I primi piatti sono a base di pasta fresca: lagane con fagioli o ceci, strascinati con cacioricotta e peperoni crusch, orecchiette al ragù lucano (preparato con diversi tipi di carne), ravioli di ricotta, manate con mollica di pane e noci tostate in olio, cavatelli con fagioli, gnocchi con tartufi e funghi. Interessanti anche i piatti a base di verdure quali l’acquasala con le rape, la cicoria con purè di fave, con le cotiche o con la mollica di pane. Tra i secondi sono spesso presenti l’arrosto misto di carni alla brace, l’agnello cacio e uova (piatto tipico della tradizione potentina), il capretto al forno, la tortiera di capretto e patate, il maiale con peperoni all’aceto. Prenotando si può provare il cutturieddu, stracotto piccante di pecora, agnellone o castrato. Nel periodo invernale si aggiungono i piatti a base di baccalà: a ciauredda, con peperoni crusch, al forno con patate. I dolci sono quelli della tradizione lucana.
La cantina propone alcuni vini regionali e poche etichette nazionali.
Etichette:
osteria
La fattoria sotto il cielo
Pignola Lago Pantano
Azienda agrituristica
Contrada Petrucco
Tel. 0971 420166-486000
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 80 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
A una decina di chilometri da Potenza, nelle vicinanze dell’oasi faunistica Wwf del lago Pantano di Pignola, un bel casolare ospita l’azienda agricola dei fratelli Di Lorenzo, la cui struttura comprende anche maneggio, agriturismo e un piccolo caseificio. Luigi, che chiamano Gigione, si occupa con gentilezza del servizio, mentre Delia e il marito Rocky sono in cucina. Orti, alberi da frutto e un allevamento di pecore offrono le materie prime per i piatti del ristorante.
Tra gli antipasti, potrete gustare parmigiana, involtini di melanzane, sformati di zucchine o patate, insalata di funghi e noci, toma impanata. I primi piatti, realizzati con pasta fresca tirata a mano, sono conditi con sughi semplici e gustosi: caserecce con rape selvatiche e peperoni crusch, orecchiette o fusilli alla pecoraia (serviti in piccole pagnotte private della mollica), strascinati ammollicati con i peperoni di Senise, ravioli ripieni di ricotta fresca, lagane e ceci e il coccio di fave e cicorie. Da non perdere, tra i secondi, l’agnello arraganato (ripieno di capperi e peperoni), oppure al forno o a scottadito, il capretto al forno o alla brace, il maiale in umido, la lonza di maialino con salsa di mele (antica ricetta federiciana). Vasta l’offerta di formaggi: pecorini freschi e stagionati, tomini, burrata, scamorza, ricotta. Per chiudere, ricottine infornate condite con miele d’acacia e cannella, ’ncartellate, cannoncini con crema di nocciola.
La carta dei vini è ricca e importante: sono presenti i migliori prodotti regionali e oltre 250 etichette nazionali ed estere.
Azienda agrituristica
Contrada Petrucco
Tel. 0971 420166-486000
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 80 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
A una decina di chilometri da Potenza, nelle vicinanze dell’oasi faunistica Wwf del lago Pantano di Pignola, un bel casolare ospita l’azienda agricola dei fratelli Di Lorenzo, la cui struttura comprende anche maneggio, agriturismo e un piccolo caseificio. Luigi, che chiamano Gigione, si occupa con gentilezza del servizio, mentre Delia e il marito Rocky sono in cucina. Orti, alberi da frutto e un allevamento di pecore offrono le materie prime per i piatti del ristorante.
Tra gli antipasti, potrete gustare parmigiana, involtini di melanzane, sformati di zucchine o patate, insalata di funghi e noci, toma impanata. I primi piatti, realizzati con pasta fresca tirata a mano, sono conditi con sughi semplici e gustosi: caserecce con rape selvatiche e peperoni crusch, orecchiette o fusilli alla pecoraia (serviti in piccole pagnotte private della mollica), strascinati ammollicati con i peperoni di Senise, ravioli ripieni di ricotta fresca, lagane e ceci e il coccio di fave e cicorie. Da non perdere, tra i secondi, l’agnello arraganato (ripieno di capperi e peperoni), oppure al forno o a scottadito, il capretto al forno o alla brace, il maiale in umido, la lonza di maialino con salsa di mele (antica ricetta federiciana). Vasta l’offerta di formaggi: pecorini freschi e stagionati, tomini, burrata, scamorza, ricotta. Per chiudere, ricottine infornate condite con miele d’acacia e cannella, ’ncartellate, cannoncini con crema di nocciola.
La carta dei vini è ricca e importante: sono presenti i migliori prodotti regionali e oltre 250 etichette nazionali ed estere.
Etichette:
osteria
Novecento
Melfi
Ristorante
Contrada Incoronata
Tel. 0972 237470
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 giorni a fine luglio
Coperti: 40 + 40 esterni
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Novecento si trova all’ingresso della città di Melfi, nelle cui vicinanze è possibile visitare il castello federiciano, i laghi di Monticchio e, passando attraverso meravigliosi castagneti, giungere in pochi chilometri a Rionero in Vulture, sede delle principali cantine produttrici di Aglianico. Titolare del locale è Alessandro Lamorte, la cui carriera di ristoratore è iniziata nel 1968; è coadiuvato in cucina dalla moglie Maria Carretta, mentre si occupano del servizio, con grande affabilità, i figli Alfredo e Arturo. Il locale è arredato con gusto e sobrietà; la cucina è legata alla tradizione lucana, con qualche moderata rivisitazione.
I primi piatti sono preparati principalmente con pasta fresca: maccheronata alla trainiera, fascinelle con salsa di pomodori secchi e rucola, ravioli dolci di ricotta (tipici della zona del Vulture) con zucchero e cannella, laganelle con baccalà e rucola; in alternativa, nei mesi freddi, non manca la cicoria maritata. Per secondo sceglierete fra agnello a cutturidd (piatto tradizionale dei pastori lucani), bocconcini di vitello al basilico, brasato all’Aglianico del Vulture, maiale alla contadina. Il carrello dei formaggi comprende le tante eccellenze casearie locali: pecorino di Filiano, canestrato di Moliterno, caciocavallo podolico, cacioricotta, mozzarelle.
Alfredo e Arturo vi sapranno ben consigliare sulla non facile scelta del vino: in cantina trovano infatti spazio oltre 400 etichette nazionali e internazionali; molto ben rappresentato, naturalmente, l’Aglianico del Vulture.
Ristorante
Contrada Incoronata
Tel. 0972 237470
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 giorni a fine luglio
Coperti: 40 + 40 esterni
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Novecento si trova all’ingresso della città di Melfi, nelle cui vicinanze è possibile visitare il castello federiciano, i laghi di Monticchio e, passando attraverso meravigliosi castagneti, giungere in pochi chilometri a Rionero in Vulture, sede delle principali cantine produttrici di Aglianico. Titolare del locale è Alessandro Lamorte, la cui carriera di ristoratore è iniziata nel 1968; è coadiuvato in cucina dalla moglie Maria Carretta, mentre si occupano del servizio, con grande affabilità, i figli Alfredo e Arturo. Il locale è arredato con gusto e sobrietà; la cucina è legata alla tradizione lucana, con qualche moderata rivisitazione.
I primi piatti sono preparati principalmente con pasta fresca: maccheronata alla trainiera, fascinelle con salsa di pomodori secchi e rucola, ravioli dolci di ricotta (tipici della zona del Vulture) con zucchero e cannella, laganelle con baccalà e rucola; in alternativa, nei mesi freddi, non manca la cicoria maritata. Per secondo sceglierete fra agnello a cutturidd (piatto tradizionale dei pastori lucani), bocconcini di vitello al basilico, brasato all’Aglianico del Vulture, maiale alla contadina. Il carrello dei formaggi comprende le tante eccellenze casearie locali: pecorino di Filiano, canestrato di Moliterno, caciocavallo podolico, cacioricotta, mozzarelle.
Alfredo e Arturo vi sapranno ben consigliare sulla non facile scelta del vino: in cantina trovano infatti spazio oltre 400 etichette nazionali e internazionali; molto ben rappresentato, naturalmente, l’Aglianico del Vulture.
Etichette:
osteria
Vignola
MARSICO NUOVO
Azienda agrituristica
Contrada Capo d’Acqua
Tel. 0975 342511-344003
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 40 esterni
Prezzi: 18-20 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne DC
L’azienda agrituristica Vignola si estende per oltre 16 ettari e comprende, oltre al ristorante, 2 appartamenti e 4 camere per un totale di 16 posti letto, attrezzature per attività equestri e un grande orto per la produzione di essenze e ortaggi a uso aziendale. Sorta nel 1994, è la capostipite delle strutture agrituristiche della val d’Agri. La cucina è gestita con sapienza da Peppe Bruno, marito della titolare Maria Antonietta Vignola, che utilizza per la preparazione dei piatti prodotti stagionali provenienti in gran parte dalla stessa azienda.
Funghi di bosco trifolati, peperoni crusch, salame e prosciutto, ricotta, mozzarella, melanzane ripiene, involtini di asparagi, soffritto di agnello, salsiccia di fegatini, costituiscono solo l’inizio del ricco pasto. Si prosegue quindi con le orecchiette o i fusilli mollicati (con mollica di pane, noci, aglio e prezzemolo), lagane e fagioli, cozoni alla marsicana (grandi ravioli ripieni di ricotta locale), la cuccìa, piatto tipico contadino a base di legumi e fagioli di Sarconi. Piatti sostanziosi anche tra i secondi: agnello arraganato, spezzatino di cinghiale (d’inverno) o di maiale, coniglio al tartufo scorzone della val d’Agri. Si chiude con crostate alla frutta di stagione e un ottimo caffè.
Il pane e il vino sono di produzione propria, ma è a disposizione anche una modesta carta dei vini che privilegia le etichette regionali. Consigliabile la prenotazione.
Azienda agrituristica
Contrada Capo d’Acqua
Tel. 0975 342511-344003
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 40 esterni
Prezzi: 18-20 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne DC
L’azienda agrituristica Vignola si estende per oltre 16 ettari e comprende, oltre al ristorante, 2 appartamenti e 4 camere per un totale di 16 posti letto, attrezzature per attività equestri e un grande orto per la produzione di essenze e ortaggi a uso aziendale. Sorta nel 1994, è la capostipite delle strutture agrituristiche della val d’Agri. La cucina è gestita con sapienza da Peppe Bruno, marito della titolare Maria Antonietta Vignola, che utilizza per la preparazione dei piatti prodotti stagionali provenienti in gran parte dalla stessa azienda.
Funghi di bosco trifolati, peperoni crusch, salame e prosciutto, ricotta, mozzarella, melanzane ripiene, involtini di asparagi, soffritto di agnello, salsiccia di fegatini, costituiscono solo l’inizio del ricco pasto. Si prosegue quindi con le orecchiette o i fusilli mollicati (con mollica di pane, noci, aglio e prezzemolo), lagane e fagioli, cozoni alla marsicana (grandi ravioli ripieni di ricotta locale), la cuccìa, piatto tipico contadino a base di legumi e fagioli di Sarconi. Piatti sostanziosi anche tra i secondi: agnello arraganato, spezzatino di cinghiale (d’inverno) o di maiale, coniglio al tartufo scorzone della val d’Agri. Si chiude con crostate alla frutta di stagione e un ottimo caffè.
Il pane e il vino sono di produzione propria, ma è a disposizione anche una modesta carta dei vini che privilegia le etichette regionali. Consigliabile la prenotazione.
Etichette:
osteria
Il giardino di epicuro
Maratea Massa
Ristorante
Località Massa
Tel. 0973 870130
Chiuso il mercoledì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: novembre
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 25-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne AE, Bancomat
La costa di Maratea è senza dubbio la più bella del Tirreno, fra il blu intenso del mare e il verde cupo della lussureggiante montagna: lungo la salita per contrada Massa potrete godere la vista di un paesaggio mozzafiato. Una volta giunti al Giardino di Epicuro, sarete accolti con garbo da Michele Bocchiglione che, con la sua famiglia, gestisce questo curato locale proponendo piatti gustosi, genuini e tipici.
Gustosi e ben assortiti gli antipasti: salumi e formaggi locali (solo su ordinazione la celebre mozzarellina di Massa), vari sottoli e sottaceti, fritturine. La moglie di Michele, Milena, in cucina prepara diverse paste fatte in casa: ravioli con ricotta e tartufo lucano, lagane e ceci, cavatelli o fusilli al sugo di cinghiale o di castrato, ai funghi porcini, con crema di tartufo lucano o di asparagi. Tra le carni, scelte personalmente da Michele e preparate soprattutto alla griglia, spicca la gustosa podolica ma sono ottime anche le carni di agnello e di capretto. Solo su prenotazione, è invece possibile gustare la zuppa di pesce. Quand’è stagione, infine, non perdete le diverse preparazioni a base di funghi. I dolci sono casalinghi: torta alle noci o al limone e crostate di frutta.
In cantina troverete varie etichette regionali, principalmente Aglianico del Vulture, e poche etichette nazionali. Discreto il vino sfuso da uve aglianico, ottimi i liquori di produzione propria al basilico, al finocchietto, alle fragoline di bosco.
Ristorante
Località Massa
Tel. 0973 870130
Chiuso il mercoledì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: novembre
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 25-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne AE, Bancomat
La costa di Maratea è senza dubbio la più bella del Tirreno, fra il blu intenso del mare e il verde cupo della lussureggiante montagna: lungo la salita per contrada Massa potrete godere la vista di un paesaggio mozzafiato. Una volta giunti al Giardino di Epicuro, sarete accolti con garbo da Michele Bocchiglione che, con la sua famiglia, gestisce questo curato locale proponendo piatti gustosi, genuini e tipici.
Gustosi e ben assortiti gli antipasti: salumi e formaggi locali (solo su ordinazione la celebre mozzarellina di Massa), vari sottoli e sottaceti, fritturine. La moglie di Michele, Milena, in cucina prepara diverse paste fatte in casa: ravioli con ricotta e tartufo lucano, lagane e ceci, cavatelli o fusilli al sugo di cinghiale o di castrato, ai funghi porcini, con crema di tartufo lucano o di asparagi. Tra le carni, scelte personalmente da Michele e preparate soprattutto alla griglia, spicca la gustosa podolica ma sono ottime anche le carni di agnello e di capretto. Solo su prenotazione, è invece possibile gustare la zuppa di pesce. Quand’è stagione, infine, non perdete le diverse preparazioni a base di funghi. I dolci sono casalinghi: torta alle noci o al limone e crostate di frutta.
In cantina troverete varie etichette regionali, principalmente Aglianico del Vulture, e poche etichette nazionali. Discreto il vino sfuso da uve aglianico, ottimi i liquori di produzione propria al basilico, al finocchietto, alle fragoline di bosco.
Etichette:
osteria
La taverna dei gesuiti
Latronico
Ristorante
Via Lacava, 6
Tel. 0973 858312
Chiuso il lunedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 giorni in settembre
Coperti: 56 + 60 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Rinomato centro termale, Latronico si trova a circa 10 chilometri dall’uscita autostradale di Lauria Nord. Il ristorante deve il suo nome alla forte presenza dei gesuiti in questo paese tra il XVII e il XVIII secolo e alla loro fama di buongustai. Gestito da Benito Vecchio in sala e Franco Tucci ai fornelli, si trova vicino alla piazza principale del paese. Si sviluppa in tre sale piccole e graziose: una rossa al piano terra, le altre due, verde e turchese, al primo. Nelle giornate d’estate si può mangiare in giardino.
L’ottimo pane di grano duro cotto a legna accompagna tutto il pasto che può iniziare con vari salumi e formaggi locali. I primi sono a base di pasta fresca: lagane con purea di ceci e baccalà, o con purea di fave, cinghiale e pecorino, fusilli con mollica di pane, acciughe e peperoni crusch, rascatieddi con formaggio e funghi porcini, mischiglio al sugo con pecorino, paccheri con crema di cavolfiore e salsiccia fresca, orecchiette con provola affumicata e asparagi. Robusti i secondi: baccalà alla trainiera con peperoni crusch o con crema di ceci, trippa all’arrabbiata con sugo e fagioli, arrosto misto di agnello e maiale, gnummarieddi (intestino d’agnello avvolto su se stesso con spezie e odori). Su ordinazione, troverete il cosciotto di agnello farcito. Particolari i dolci: provate la monacona (toma fresca di pecora, albume d’uova, cedro candito e liquore) e la sbriciolata (crema di grano cotto, miele e aromi).
In cantina troverete pochi vini regionali, principalmente Aglianico del Vulture, e qualche etichetta nazionale.
Ristorante
Via Lacava, 6
Tel. 0973 858312
Chiuso il lunedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 giorni in settembre
Coperti: 56 + 60 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Rinomato centro termale, Latronico si trova a circa 10 chilometri dall’uscita autostradale di Lauria Nord. Il ristorante deve il suo nome alla forte presenza dei gesuiti in questo paese tra il XVII e il XVIII secolo e alla loro fama di buongustai. Gestito da Benito Vecchio in sala e Franco Tucci ai fornelli, si trova vicino alla piazza principale del paese. Si sviluppa in tre sale piccole e graziose: una rossa al piano terra, le altre due, verde e turchese, al primo. Nelle giornate d’estate si può mangiare in giardino.
L’ottimo pane di grano duro cotto a legna accompagna tutto il pasto che può iniziare con vari salumi e formaggi locali. I primi sono a base di pasta fresca: lagane con purea di ceci e baccalà, o con purea di fave, cinghiale e pecorino, fusilli con mollica di pane, acciughe e peperoni crusch, rascatieddi con formaggio e funghi porcini, mischiglio al sugo con pecorino, paccheri con crema di cavolfiore e salsiccia fresca, orecchiette con provola affumicata e asparagi. Robusti i secondi: baccalà alla trainiera con peperoni crusch o con crema di ceci, trippa all’arrabbiata con sugo e fagioli, arrosto misto di agnello e maiale, gnummarieddi (intestino d’agnello avvolto su se stesso con spezie e odori). Su ordinazione, troverete il cosciotto di agnello farcito. Particolari i dolci: provate la monacona (toma fresca di pecora, albume d’uova, cedro candito e liquore) e la sbriciolata (crema di grano cotto, miele e aromi).
In cantina troverete pochi vini regionali, principalmente Aglianico del Vulture, e qualche etichetta nazionale.
Etichette:
osteria
Azienda valsirino
Lagonegro Monte Sirino
Azienda agrituristica
Contrada Aniella
Tel. 338 8158496-368 7557703
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: ottobre
Coperti: 80 + 40 esterni
Prezzi: 20 euro
Carte di credito: nessuna
All’uscita di Lagonegro sud della Salerno-Reggio Calabria, prendete la provinciale per il monte Sirino e dopo pochi chilometri, a quota 1200 metri, arriverete all’agriturismo Valsirino. In un ampio salone, arredato con molti oggetti antichi della tradizione contadina, vi attende il proprietario dell’azienda, Mario Civale.
Gli antipasti sono ben 18 e possono costituire un pasto completo (14 euro): zuppa di legumi e cereali (fagioli, farro, mais), melanzane ammollicate con pomodori e formaggio pecorino, polpettine di carne, polenta con peperoni crusch, trippa con patate, fegatini con peperoni crusch, ciambotta, patate e cipolline, frittata con peperoni zucchine e asparagi, affettati di maiale e cinghiale, patate ripiene con ricotta, ricotta di pecora, casieddu e tante altre prelibatezze che variano secondo le stagioni. Volendo proseguire, aggiungendo soli 2 euro al conto finale si potrà gustare un tris di primi piatti: ravioli, tagliatelle, cavatelli sono conditi con ricotta e formaggio o funghi e tartufi locali, i fusilli con mollica di pane e peperoni crusch. I secondi sono tutti a base di carne cotta alla brace: cinghiale, agnello, capretto, vitello podolico e maiale nero. Al momento del dessert, ottime torte fatte in casa con fragoline di bosco, confetture, ricotta e pere.
Unico vino disponibile, un Aglianico di produzione locale. Da provare i liquori di fattura casalinga, al finocchietto e all’uva fragola.
Azienda agrituristica
Contrada Aniella
Tel. 338 8158496-368 7557703
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: ottobre
Coperti: 80 + 40 esterni
Prezzi: 20 euro
Carte di credito: nessuna
All’uscita di Lagonegro sud della Salerno-Reggio Calabria, prendete la provinciale per il monte Sirino e dopo pochi chilometri, a quota 1200 metri, arriverete all’agriturismo Valsirino. In un ampio salone, arredato con molti oggetti antichi della tradizione contadina, vi attende il proprietario dell’azienda, Mario Civale.
Gli antipasti sono ben 18 e possono costituire un pasto completo (14 euro): zuppa di legumi e cereali (fagioli, farro, mais), melanzane ammollicate con pomodori e formaggio pecorino, polpettine di carne, polenta con peperoni crusch, trippa con patate, fegatini con peperoni crusch, ciambotta, patate e cipolline, frittata con peperoni zucchine e asparagi, affettati di maiale e cinghiale, patate ripiene con ricotta, ricotta di pecora, casieddu e tante altre prelibatezze che variano secondo le stagioni. Volendo proseguire, aggiungendo soli 2 euro al conto finale si potrà gustare un tris di primi piatti: ravioli, tagliatelle, cavatelli sono conditi con ricotta e formaggio o funghi e tartufi locali, i fusilli con mollica di pane e peperoni crusch. I secondi sono tutti a base di carne cotta alla brace: cinghiale, agnello, capretto, vitello podolico e maiale nero. Al momento del dessert, ottime torte fatte in casa con fragoline di bosco, confetture, ricotta e pere.
Unico vino disponibile, un Aglianico di produzione locale. Da provare i liquori di fattura casalinga, al finocchietto e all’uva fragola.
Etichette:
osteria
Vecchio mulino
Guardia Perticara
Trattoria
Via Roma, 36
Tel. 0971 964010
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: ultima settimana di settembre
Coperti: 30 + 60 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Arroccato sulla cima di una collina, Guardia Perticara merita di essere visitato per il suo centro storico che è un raro esempio di restauro conservativo integrale ben riuscito. La pietra delle strade e delle case fa da cornice a questo piccolo locale ricavato da un antico mulino, la cui cisterna interna è alimentata da una sorgente ancora attiva. Maria sta ai fornelli, il marito Nicola seleziona presso i produttori locali le buone materie prime.
Buoni formaggi e salumi locali (compresa la pezzente, Presidio Slow Food) sono serviti per antipasto insieme a sottoli e ortaggi di stagione, peperoni crusch e varie preparazioni a base di patate. Maria è esperta nella preparazione dei formati di pasta tradizionali: provate la pasta con i fagioli di Sarconi, lagane e ceci, verricelli ai funghi di bosco, strascinati con peperoni crusch e pomodorini, orecchiette al cinghiale. Interessanti, quand’è stagione, cicoria e fagioli, fagioli con finocchio selvatico, cicorie con cotenna o con purè di fave. Tra i secondi primeggiano le carni alla brace, specialmente l’agnello, la salsiccia al peperone di Senise con finocchietto selvatico e gli gnummarieddi piccanti. Disponibili anche le frittate con cannella e origano, con asparagi o con cipolla, e una discreta scelta di piatti a base di baccalà. Su prenotazione è possibile gustare un piatto unico tradizionale dell’Appennino lucano: la pastorale, stufato di ovino adulto con verdure. I dolci sono quelli della tradizione: crostata di sanguinaccio, torta di ricotta, panzerotti di ceci e cioccolato, zeppole.
Si consiglia di prenotare con un certo anticipo per essere sicuri di trovare un menù più ampio. Essenziale e prevalentemente locale l’offerta di vino.
Trattoria
Via Roma, 36
Tel. 0971 964010
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: ultima settimana di settembre
Coperti: 30 + 60 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Arroccato sulla cima di una collina, Guardia Perticara merita di essere visitato per il suo centro storico che è un raro esempio di restauro conservativo integrale ben riuscito. La pietra delle strade e delle case fa da cornice a questo piccolo locale ricavato da un antico mulino, la cui cisterna interna è alimentata da una sorgente ancora attiva. Maria sta ai fornelli, il marito Nicola seleziona presso i produttori locali le buone materie prime.
Buoni formaggi e salumi locali (compresa la pezzente, Presidio Slow Food) sono serviti per antipasto insieme a sottoli e ortaggi di stagione, peperoni crusch e varie preparazioni a base di patate. Maria è esperta nella preparazione dei formati di pasta tradizionali: provate la pasta con i fagioli di Sarconi, lagane e ceci, verricelli ai funghi di bosco, strascinati con peperoni crusch e pomodorini, orecchiette al cinghiale. Interessanti, quand’è stagione, cicoria e fagioli, fagioli con finocchio selvatico, cicorie con cotenna o con purè di fave. Tra i secondi primeggiano le carni alla brace, specialmente l’agnello, la salsiccia al peperone di Senise con finocchietto selvatico e gli gnummarieddi piccanti. Disponibili anche le frittate con cannella e origano, con asparagi o con cipolla, e una discreta scelta di piatti a base di baccalà. Su prenotazione è possibile gustare un piatto unico tradizionale dell’Appennino lucano: la pastorale, stufato di ovino adulto con verdure. I dolci sono quelli della tradizione: crostata di sanguinaccio, torta di ricotta, panzerotti di ceci e cioccolato, zeppole.
Si consiglia di prenotare con un certo anticipo per essere sicuri di trovare un menù più ampio. Essenziale e prevalentemente locale l’offerta di vino.
Etichette:
osteria
Il Crepuscolo
Francavilla in Sinni
Azienda agrituristica
Contrada Piano Rivitale
Tel. 0973 648900-333 3146682
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: gennaio e febbraio
Coperti: 60
Prezzi: 18 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Incontrerete l’agriturismo Il Crepuscolo sulle verdi pendici del monte Caramola, a circa 900 metri di altitudine, in una bella radura circondata da un bosco di faggi e di querce nel Parco nazionale del Pollino. L’antico cascinale, che è stato ben ristrutturato, dispone di un’ampia e luminosa sala da pranzo dalle cui finestre si può godere un panorama quasi fiabesco. In un’atmosfera accogliente e familiare, gusterete piatti tradizionali lucani che variano seguendo l’alternarsi delle stagioni. Della cucina si occupano le signore Lidia ed Elisabetta, il servizio in sala è invece affidato ai figli.
Si può iniziare con un ricco antipasto misto che comprende salumi di propria produzione, formaggi di pecora, una squisita ricotta, frittatine con menta e asparagi, patate lesse con i peperoni a pezzetti, il pancotto con l’uovo, la cotica di maiale. La pasta fresca è fatta in casa: ravioli, tagliatelle, fusilli, orecchiette, oltre agli immancabili rascatieddi con mollica e peperoni di Senise, tipico piatto della zona. Le carni di agnello, capretto, maiale, vitello, tutte provenienti da allevamenti locali, sono egregiamente cotte alla brace o al forno. Il pollo è invece allevato in proprio. Semplici e casalinghe, per finire, le buone crostate con ricotta o con frutta.
Scelta limitata per quello che riguarda i vini: qualche etichetta regionale in alternativa allo sfuso locale.
Azienda agrituristica
Contrada Piano Rivitale
Tel. 0973 648900-333 3146682
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: gennaio e febbraio
Coperti: 60
Prezzi: 18 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Incontrerete l’agriturismo Il Crepuscolo sulle verdi pendici del monte Caramola, a circa 900 metri di altitudine, in una bella radura circondata da un bosco di faggi e di querce nel Parco nazionale del Pollino. L’antico cascinale, che è stato ben ristrutturato, dispone di un’ampia e luminosa sala da pranzo dalle cui finestre si può godere un panorama quasi fiabesco. In un’atmosfera accogliente e familiare, gusterete piatti tradizionali lucani che variano seguendo l’alternarsi delle stagioni. Della cucina si occupano le signore Lidia ed Elisabetta, il servizio in sala è invece affidato ai figli.
Si può iniziare con un ricco antipasto misto che comprende salumi di propria produzione, formaggi di pecora, una squisita ricotta, frittatine con menta e asparagi, patate lesse con i peperoni a pezzetti, il pancotto con l’uovo, la cotica di maiale. La pasta fresca è fatta in casa: ravioli, tagliatelle, fusilli, orecchiette, oltre agli immancabili rascatieddi con mollica e peperoni di Senise, tipico piatto della zona. Le carni di agnello, capretto, maiale, vitello, tutte provenienti da allevamenti locali, sono egregiamente cotte alla brace o al forno. Il pollo è invece allevato in proprio. Semplici e casalinghe, per finire, le buone crostate con ricotta o con frutta.
Scelta limitata per quello che riguarda i vini: qualche etichetta regionale in alternativa allo sfuso locale.
Etichette:
osteria
La fontana del tasso
Francavilla in Sinni Scaldaferri
Azienda agrituristica
Contrada Scaldaferri, 40
Tel. 0973 644566
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 10 esterni
Prezzi: 28 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Cascinale ristrutturato tipico della montagna lucana, è ben inserito nell’ambiente boschivo del Parco del Pollino. Gli ambienti sono raccolti, le pareti tutte in pietra locale a vista e, nella bella stagione, è piacevole pranzare nel panoramico porticato. I piatti della tradizione sono preparati da Prospero utilizzando ottime materie prime.
Gustosi e abbondanti gli antipasti: salumi locali, ricotta, formaggi freschi e stagionati, la ciambotta di ortaggi nella pagnotta. I primi sono a base di pasta fresca: rascatielli ai peperoni crusch, al pomodoro fresco e ricotta salata, al tartufo, con ricotta fresca, i cavatelli alla contadina, le tagliatelle ai porcini locali o alle erbette; in inverno Prospero propone pasta e fagioli, pasta coi ceci o con cime di rape e ceci. La carne utilizzata per i secondi proviene da allevamenti locali. Una delle specialità è un antico piatto della tradizione nuziale: il mezzo capretto al forno con pesto di lardo e aromi; se non si è in buon numero per ordinare questa portata, si può optare per il capretto o l’agnello cotti nel forno a legna, per le puntine di maiale, il coniglio in umido, il pollo ruspante al forno o alla cacciatora. Maria, oltre a servire in sala con la figlia Veronica, si occupa della preparazione dei dolci: mousse di ricotta ai frutti di bosco, al cioccolato, al caffè o alle noci, tiramisù, crostate di frutta, torta di mele, cui abbinare un infuso di erbe, una grappa aromatica o i rosoli di produzione propria.
Cantina non ricca ma ben rappresentativa delle etichette locali.
Azienda agrituristica
Contrada Scaldaferri, 40
Tel. 0973 644566
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 10 esterni
Prezzi: 28 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Cascinale ristrutturato tipico della montagna lucana, è ben inserito nell’ambiente boschivo del Parco del Pollino. Gli ambienti sono raccolti, le pareti tutte in pietra locale a vista e, nella bella stagione, è piacevole pranzare nel panoramico porticato. I piatti della tradizione sono preparati da Prospero utilizzando ottime materie prime.
Gustosi e abbondanti gli antipasti: salumi locali, ricotta, formaggi freschi e stagionati, la ciambotta di ortaggi nella pagnotta. I primi sono a base di pasta fresca: rascatielli ai peperoni crusch, al pomodoro fresco e ricotta salata, al tartufo, con ricotta fresca, i cavatelli alla contadina, le tagliatelle ai porcini locali o alle erbette; in inverno Prospero propone pasta e fagioli, pasta coi ceci o con cime di rape e ceci. La carne utilizzata per i secondi proviene da allevamenti locali. Una delle specialità è un antico piatto della tradizione nuziale: il mezzo capretto al forno con pesto di lardo e aromi; se non si è in buon numero per ordinare questa portata, si può optare per il capretto o l’agnello cotti nel forno a legna, per le puntine di maiale, il coniglio in umido, il pollo ruspante al forno o alla cacciatora. Maria, oltre a servire in sala con la figlia Veronica, si occupa della preparazione dei dolci: mousse di ricotta ai frutti di bosco, al cioccolato, al caffè o alle noci, tiramisù, crostate di frutta, torta di mele, cui abbinare un infuso di erbe, una grappa aromatica o i rosoli di produzione propria.
Cantina non ricca ma ben rappresentativa delle etichette locali.
Etichette:
osteria
Costa casale
Chiaromonte
Azienda agrituristica
Contrada Vito
Tel. 0973 642346
Chiuso il mercoledì
Orario: pranzo, sera su prenotazione, agosto pranzo e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 22 euro
Carte di credito: nessuna
L’azienda agrituristica Costa Casale, situata nel Parco nazionale del Pollino, a valle del centro abitato del comune di Chiaromonte che domina la vallata del fiume Sinni, si estende per circa 40 ettari di terreno e comprende un ristorante, cinque appartamenti, un maneggio, un ampio frutteto con susini e albicocchi, un oliveto, una riserva di daini e un allevamento di suini, ovini e caprini. I piatti proposti dal ristorante, semplici e genuini, appartengono alla tradizione lucana e sono preparati con materie prime prodotte e acquistabili in azienda: carni, salumi, formaggi, confetture, olio e sottoli.
Il menù è fisso e varia secondo stagione. Si comincia con diversi antipasti tra cui il soffritto, i peperoni ripieni, i fiori di zucca, i funghi, il timballo di patate, i salumi e i formaggi locali, tra cui una buona ricotta. Seguono due assaggi di primi piatti, a base di pasta fresca, da scegliere fra i tradizionali strascinati con peperone e mollica, gli ottimi ravioli di ricotta, i fusilli al sugo di cinghiale o di daino, le orecchiette ai funghi. Le carni di produzione propria sono preparate sia al forno che ai ferri: agnello, daino, cinghiale, maiale, vitello. Il pasto si può concludere con frutta fresca prodotta in azienda e varie crostate di ricotta o di frutta.
Non ci sono vini in bottiglia: viene servito soltanto un discreto sfuso della zona.
Azienda agrituristica
Contrada Vito
Tel. 0973 642346
Chiuso il mercoledì
Orario: pranzo, sera su prenotazione, agosto pranzo e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 22 euro
Carte di credito: nessuna
L’azienda agrituristica Costa Casale, situata nel Parco nazionale del Pollino, a valle del centro abitato del comune di Chiaromonte che domina la vallata del fiume Sinni, si estende per circa 40 ettari di terreno e comprende un ristorante, cinque appartamenti, un maneggio, un ampio frutteto con susini e albicocchi, un oliveto, una riserva di daini e un allevamento di suini, ovini e caprini. I piatti proposti dal ristorante, semplici e genuini, appartengono alla tradizione lucana e sono preparati con materie prime prodotte e acquistabili in azienda: carni, salumi, formaggi, confetture, olio e sottoli.
Il menù è fisso e varia secondo stagione. Si comincia con diversi antipasti tra cui il soffritto, i peperoni ripieni, i fiori di zucca, i funghi, il timballo di patate, i salumi e i formaggi locali, tra cui una buona ricotta. Seguono due assaggi di primi piatti, a base di pasta fresca, da scegliere fra i tradizionali strascinati con peperone e mollica, gli ottimi ravioli di ricotta, i fusilli al sugo di cinghiale o di daino, le orecchiette ai funghi. Le carni di produzione propria sono preparate sia al forno che ai ferri: agnello, daino, cinghiale, maiale, vitello. Il pasto si può concludere con frutta fresca prodotta in azienda e varie crostate di ricotta o di frutta.
Non ci sono vini in bottiglia: viene servito soltanto un discreto sfuso della zona.
Etichette:
osteria
Al becco della civetta
Castelmezzano
Trattoria annessa all’albergo
Vico I Maglietta, 7
Tel. 0971 986249
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili in autunno
Coperti: 120
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat
Ci sono almeno due buone ragioni per visitare questo locale: lasciarsi affascinare da Castelmezzano, splendido paesino inserito nel Parco regionale di Gallipoli Cognato, meta di turisti amanti della montagna e dell’arrampicata sportiva; affidarsi alla signora Antonietta che, nel suo locale, lavora instancabilmente cucinando, coordinando il servizio, curando personalmente l’approvvigionamento delle materie prime.
L’antipasto misto con cui vi consigliamo di iniziare comprende salumi e formaggi locali, varie frittatine, peperoni crusch, funghi, una gustosa zuppa di verdure e la minestra maritata di cicorie. I primi sono tutti a base di pasta fresca: tra questi si segnalano la pasta al peperoncino con ricotta e noci, gli strascinati con funghi, castagne e salsiccia, le manate ai funghi porcini, i cavatelli con pomodoro, pasta di salsiccia e cacioricotta, il mischiglio del Pollino. Squisiti i secondi: agnello alle erbe con patate arraganate, sfoglia di maiale con scamorza e scarole, rollata di vitello podolico farcita con verdura maritata. Vasta la scelta dei formaggi: prenotando in tempo, potrete gustare le piccole produzioni della zona. Si conclude con crostole al miele e origano, tegolino alle fragole con salsa ai frutti di bosco e un’ottima mousse di ricotta.
La carta dei vini è stata notevolmente arricchita e oggi comprende oltre 200 bottiglie locali e nazionali cui si aggiunge qualche etichetta internazionale. Numerosi i distillati. Per chi desidera pernottare, è disponibile una piccola struttura alberghiera recentemente ammodernata.
Trattoria annessa all’albergo
Vico I Maglietta, 7
Tel. 0971 986249
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili in autunno
Coperti: 120
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat
Ci sono almeno due buone ragioni per visitare questo locale: lasciarsi affascinare da Castelmezzano, splendido paesino inserito nel Parco regionale di Gallipoli Cognato, meta di turisti amanti della montagna e dell’arrampicata sportiva; affidarsi alla signora Antonietta che, nel suo locale, lavora instancabilmente cucinando, coordinando il servizio, curando personalmente l’approvvigionamento delle materie prime.
L’antipasto misto con cui vi consigliamo di iniziare comprende salumi e formaggi locali, varie frittatine, peperoni crusch, funghi, una gustosa zuppa di verdure e la minestra maritata di cicorie. I primi sono tutti a base di pasta fresca: tra questi si segnalano la pasta al peperoncino con ricotta e noci, gli strascinati con funghi, castagne e salsiccia, le manate ai funghi porcini, i cavatelli con pomodoro, pasta di salsiccia e cacioricotta, il mischiglio del Pollino. Squisiti i secondi: agnello alle erbe con patate arraganate, sfoglia di maiale con scamorza e scarole, rollata di vitello podolico farcita con verdura maritata. Vasta la scelta dei formaggi: prenotando in tempo, potrete gustare le piccole produzioni della zona. Si conclude con crostole al miele e origano, tegolino alle fragole con salsa ai frutti di bosco e un’ottima mousse di ricotta.
La carta dei vini è stata notevolmente arricchita e oggi comprende oltre 200 bottiglie locali e nazionali cui si aggiunge qualche etichetta internazionale. Numerosi i distillati. Per chi desidera pernottare, è disponibile una piccola struttura alberghiera recentemente ammodernata.
Etichette:
osteria
Pietra del sale
Avigliano Frusci-Monte Carmine
Ristorante
Contrada Pietra del Sale
Tel. 0971 87063
Chiuso il lunedì e domenica sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 30 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
A oltre 1100 metri sul livello del mare, il locale dei fratelli Samela è ospitato in un antico casone ben restaurato sulla strada che collega Avigliano a Castelagopesole. Da qui si gode una splendida vista: l’antico maniero federiciano e il monte Vulture, vulcano spento nei cui crateri si trovano i laghi di Monticchio. In sala, Leonardo assicura un servizio accorto e discreto. La cucina utilizza diversi prodotti dell’azienda.
Nell’antipasto misto, sempre molto ricco, troviamo salumi locali, caprini freschi o stagionati, pecorino di Filiano, caciocavallo podolico. In alternativa (o in aggiunta) melanzane e peperoni fritti o arrostiti, zucchine a scapece, l’eccellente ricotta con il miele e l’insalata di ovuli nella stagione dei funghi. Tra i primi, realizzati con pasta fresca tirata a mano, da non perdere i ferretti con il sugo di cinghiale, le cautarogne (si chiamano così in questa zona gli strascinati) con funghi e tartufo o con carne ed erbette, le tagliatelle con caprino e tartufo, i cauzuni (ravioli di ricotta con la mentuccia), i cavatelli rucola e cacioricotta, il trittico al ragù di cinghiale. Superlativi i secondi piatti: costate di cinghiale alle erbe, mugnulatieddi (involtini di interiora di agnello), agnello ai ferri, maiale con peperoni all’aceto, baccalà fritto con i peperoni crusch e, su prenotazione, il cutturieddu (stracotto speziato di pecora o agnellone). Si conclude con i taralli glassati di Avigliano, le crostate ai frutti di bosco e i gelati casalinghi.
Nella cantina alcune etichette di Aglianico e bottiglie nazionali.
Ristorante
Contrada Pietra del Sale
Tel. 0971 87063
Chiuso il lunedì e domenica sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 30 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
A oltre 1100 metri sul livello del mare, il locale dei fratelli Samela è ospitato in un antico casone ben restaurato sulla strada che collega Avigliano a Castelagopesole. Da qui si gode una splendida vista: l’antico maniero federiciano e il monte Vulture, vulcano spento nei cui crateri si trovano i laghi di Monticchio. In sala, Leonardo assicura un servizio accorto e discreto. La cucina utilizza diversi prodotti dell’azienda.
Nell’antipasto misto, sempre molto ricco, troviamo salumi locali, caprini freschi o stagionati, pecorino di Filiano, caciocavallo podolico. In alternativa (o in aggiunta) melanzane e peperoni fritti o arrostiti, zucchine a scapece, l’eccellente ricotta con il miele e l’insalata di ovuli nella stagione dei funghi. Tra i primi, realizzati con pasta fresca tirata a mano, da non perdere i ferretti con il sugo di cinghiale, le cautarogne (si chiamano così in questa zona gli strascinati) con funghi e tartufo o con carne ed erbette, le tagliatelle con caprino e tartufo, i cauzuni (ravioli di ricotta con la mentuccia), i cavatelli rucola e cacioricotta, il trittico al ragù di cinghiale. Superlativi i secondi piatti: costate di cinghiale alle erbe, mugnulatieddi (involtini di interiora di agnello), agnello ai ferri, maiale con peperoni all’aceto, baccalà fritto con i peperoni crusch e, su prenotazione, il cutturieddu (stracotto speziato di pecora o agnellone). Si conclude con i taralli glassati di Avigliano, le crostate ai frutti di bosco e i gelati casalinghi.
Nella cantina alcune etichette di Aglianico e bottiglie nazionali.
Etichette:
osteria
La mangiatoia
Rotondella
Ristorante
Via Giotto, 23
Tel. 0835 504440-504137
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 90 + 20 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Dalla strada statale Sinnica, che collega il litorale tirrenico a quello ionico, ci si inerpica per una bretella ricca di tornanti e di una lussureggiante vegetazione che conduce nel piccolo ma suggestivo paese di Rotondella. Una volta arrivati nel centro storico, si capisce perché questo borgo viene chiamato “il balcone sullo Ionio”: si apre infatti al visitatore una vista su tutto il golfo. La Mangiatoia è un locale a gestione familiare suddiviso su due livelli: al primo piano è possibile gustare i piatti della cucina tradizionale, al piano terra si può assaporare un’ottima pizza. La regina dei fornelli è la signora Cosima, affiancata in sala dal figlio Giuseppe.
Sin dagli antipasti colpiscono la genuinità dei piatti e la cura nella loro preparazione: pastizzi (calzoni ripieni di carne), falagoni (calzoni con ortaggi e verdure), salumi lucani, formaggi freschi e stagionati, ottime burratine. Tra i primi piatti, spiccano i frizzuli – un tipo di pasta fresca che Cosima ricava utilizzando un ferro particolare – conditi con il ragù misto e polvere di peperoni di Senise. Se si ha voglia di una minestra calda, è da non perdere la zuppa di fagiolini e ceci. L’ottima carne utilizzata per la preparazione dei secondi è selezionata personalmente dal marito della signora Cosima: consigliamo soprattutto il delicato capretto lattante, ottimo al forno o alla brace, e il coniglio alla cacciatora. Si può concludere con cannoli di ricotta e pastizzotti.
La scelta dei vini è limitata a poche etichette locali.
Ristorante
Via Giotto, 23
Tel. 0835 504440-504137
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 90 + 20 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna
Dalla strada statale Sinnica, che collega il litorale tirrenico a quello ionico, ci si inerpica per una bretella ricca di tornanti e di una lussureggiante vegetazione che conduce nel piccolo ma suggestivo paese di Rotondella. Una volta arrivati nel centro storico, si capisce perché questo borgo viene chiamato “il balcone sullo Ionio”: si apre infatti al visitatore una vista su tutto il golfo. La Mangiatoia è un locale a gestione familiare suddiviso su due livelli: al primo piano è possibile gustare i piatti della cucina tradizionale, al piano terra si può assaporare un’ottima pizza. La regina dei fornelli è la signora Cosima, affiancata in sala dal figlio Giuseppe.
Sin dagli antipasti colpiscono la genuinità dei piatti e la cura nella loro preparazione: pastizzi (calzoni ripieni di carne), falagoni (calzoni con ortaggi e verdure), salumi lucani, formaggi freschi e stagionati, ottime burratine. Tra i primi piatti, spiccano i frizzuli – un tipo di pasta fresca che Cosima ricava utilizzando un ferro particolare – conditi con il ragù misto e polvere di peperoni di Senise. Se si ha voglia di una minestra calda, è da non perdere la zuppa di fagiolini e ceci. L’ottima carne utilizzata per la preparazione dei secondi è selezionata personalmente dal marito della signora Cosima: consigliamo soprattutto il delicato capretto lattante, ottimo al forno o alla brace, e il coniglio alla cacciatora. Si può concludere con cannoli di ricotta e pastizzotti.
La scelta dei vini è limitata a poche etichette locali.
Etichette:
osteria
Lucanerie
Matera
Ristorante
Via Santo Stefano, 61
Tel. 0835 332133
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto
Coperti: 40
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
In un ristorante di anno in anno sempre più frequentato sia da locali sia da turisti (la prenotazione è caldamente consigliata), Enza Leone e Franco Abbondanza propongono con costanza i gustosi piatti della tradizione lucana e, in particolare, della montagna materana. Enza sta ai fornelli, mentre Franco si occupa della gestione della sala.
Vari e numerosi gli antipasti: salsiccia pezzente (Presidio Slow Food), caprini e pecorini locali abbinati a confetture di frutta, peperoni crusch, zuppa di orzo e porcini del Pollino o di fagioli di Sarconi. I primi sono preparati con pasta fresca di diversi formati (cavatelli, ferricelli, rascatielli) che può essere condita con funghi cardoncelli e salsiccia, con peperoni crusch e mollica fritta, oppure con porcini e tartufo del Pollino. Gran parte dei secondi piatti sono realizzati con carni provenienti dai pascoli lucani: negli ultimi tempi è giustamente molto richiesto il manzo podolico in zuppa con i fagioli, ma rappresentano proposte molto valide anche il maiale alla brace con cotto di fichi, l’arrosto di agnello e capretto di pascolo lucano abbinato agli gnummarieddi, involtini di interiora di agnello. I dessert sono tutti di fattura casalinga: oltre alla crostata di ricotta e alla mousse di caprino, da non perdere, nel periodo natalizio, le cartellate al miele o al vincotto.
La carta dei vini propone le principali etichette di Aglianico più alcune bottiglie nazionali.
Ristorante
Via Santo Stefano, 61
Tel. 0835 332133
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto
Coperti: 40
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
In un ristorante di anno in anno sempre più frequentato sia da locali sia da turisti (la prenotazione è caldamente consigliata), Enza Leone e Franco Abbondanza propongono con costanza i gustosi piatti della tradizione lucana e, in particolare, della montagna materana. Enza sta ai fornelli, mentre Franco si occupa della gestione della sala.
Vari e numerosi gli antipasti: salsiccia pezzente (Presidio Slow Food), caprini e pecorini locali abbinati a confetture di frutta, peperoni crusch, zuppa di orzo e porcini del Pollino o di fagioli di Sarconi. I primi sono preparati con pasta fresca di diversi formati (cavatelli, ferricelli, rascatielli) che può essere condita con funghi cardoncelli e salsiccia, con peperoni crusch e mollica fritta, oppure con porcini e tartufo del Pollino. Gran parte dei secondi piatti sono realizzati con carni provenienti dai pascoli lucani: negli ultimi tempi è giustamente molto richiesto il manzo podolico in zuppa con i fagioli, ma rappresentano proposte molto valide anche il maiale alla brace con cotto di fichi, l’arrosto di agnello e capretto di pascolo lucano abbinato agli gnummarieddi, involtini di interiora di agnello. I dessert sono tutti di fattura casalinga: oltre alla crostata di ricotta e alla mousse di caprino, da non perdere, nel periodo natalizio, le cartellate al miele o al vincotto.
La carta dei vini propone le principali etichette di Aglianico più alcune bottiglie nazionali.
Etichette:
osteria
Le botteghe
Matera
Trattoria
Piazza San Pietro Barisano, 22
Tel. 0835 344072
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in gennaio
Coperti: 95 + 50 esterni
Prezzi: 28-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Da piazza Vittorio Veneto, la piazza principale di Matera, attraverso una ripida scalinata si arriva in via Fiorentini, una delle strade più suggestive del Sasso Barisano: terminata la breve passeggiata ci si trova davanti alla trattoria Le Botteghe. Una volta entrati, il benvenuto è dato da un avvolgente odore di carne arrosto, una delle specialità della casa: se ne occupa Angelo Giannella, familiarmente conosciuto come “Il Rosso”, che metterà a vostra disposizione la sua esperienza di macellaio proponendovi i migliori tagli di carne locale che ha selezionato personalmente.
Il pasto può iniziare con un misto di salumi e formaggi (tra i quali il pecorino del Parco della Murgia), oppure con assaggi di parmigiana di melanzane, lampascioni fritti, polpette di melanzane, fiori di zucca, peperoni crusch. Ancor più strettamente legati alla tradizione culinaria lucana e della Murgia sono i primi e i secondi piatti: tagliatelle con i ceci e la mollica fritta, cavatelli di semolone (farina integrale), strascinati con funghi cardoncelli e salsiccia, le immancabili fave e cicoria, e poi capretto e agnello murgiani, costate di podolica, gnummarieddi (involtini di interiora). I dolci sono di fattura casalinga: crostate con confettura di frutta, spumetti alla mandorla, dolci con ricotta.
In cantina ampia selezione di vini regionali e della vicina Puglia. Buona la scelta degli oli, tutti della provincia di Matera, come l’extravergine di maiatica.
Trattoria
Piazza San Pietro Barisano, 22
Tel. 0835 344072
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in gennaio
Coperti: 95 + 50 esterni
Prezzi: 28-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Da piazza Vittorio Veneto, la piazza principale di Matera, attraverso una ripida scalinata si arriva in via Fiorentini, una delle strade più suggestive del Sasso Barisano: terminata la breve passeggiata ci si trova davanti alla trattoria Le Botteghe. Una volta entrati, il benvenuto è dato da un avvolgente odore di carne arrosto, una delle specialità della casa: se ne occupa Angelo Giannella, familiarmente conosciuto come “Il Rosso”, che metterà a vostra disposizione la sua esperienza di macellaio proponendovi i migliori tagli di carne locale che ha selezionato personalmente.
Il pasto può iniziare con un misto di salumi e formaggi (tra i quali il pecorino del Parco della Murgia), oppure con assaggi di parmigiana di melanzane, lampascioni fritti, polpette di melanzane, fiori di zucca, peperoni crusch. Ancor più strettamente legati alla tradizione culinaria lucana e della Murgia sono i primi e i secondi piatti: tagliatelle con i ceci e la mollica fritta, cavatelli di semolone (farina integrale), strascinati con funghi cardoncelli e salsiccia, le immancabili fave e cicoria, e poi capretto e agnello murgiani, costate di podolica, gnummarieddi (involtini di interiora). I dolci sono di fattura casalinga: crostate con confettura di frutta, spumetti alla mandorla, dolci con ricotta.
In cantina ampia selezione di vini regionali e della vicina Puglia. Buona la scelta degli oli, tutti della provincia di Matera, come l’extravergine di maiatica.
Etichette:
osteria
Il cantuccio
Matera
Trattoria
Via delle Beccherie, 33
Tel. 0835 332090
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-15 settembre
Coperti: 37 + 20 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Le diverse esperienze in campo gastronomico maturate da Micha (Michele Lella) in alcuni paesi europei, consentono oggi a questo giovane chef di elaborare le ricette della tradizione materana con qualche tocco innovativo ma sempre con serietà e sobrietà. Il risultato è una cucina molto apprezzata dalla clientela locale come dai numerosi turisti italiani e stranieri che scelgono di visitare la città dei Sassi.
Per cominciare potete scegliere i cavatelli alla frantoiana, le orecchiette con basilico, aglio, cipolla, pomodorini e cacioricotta, i ravioli ripieni di cime di rapa con salsa di aglio, acciughe e pangrattato; nella stagione invernale spicca la minestra di farro, grano e fagioli di Sarconi con funghi del Pollino, mentre in primavera valgono l’assaggio le orecchiette con ricotta fresca di pecora, cannella e buccia di limone. Tra i secondi, per lo più a base di carne, ha un posto d’onore l’agnello alla materana con verdure e ortaggi, variante della pignata, il classico stufato di carne ovina. In alternativa, provate il capretto con cicorie campestri e pomodorini, il filetto di vitello all’Aglianico con porcini, il baccalà fritto con purè di fave e peperoni crusch, la tagliata di podolica. I formaggi della montagna e della collina materana (pecorini e caprini, sottocenere o stagionati in grotta) offrono un’ottima alternativa alle carni.
I dessert chiudono il pranzo con un tocco di raffinatezza: mousse al cioccolato o crema alla materana con cannella. La cantina conta ormai un centinaio di etichette regionali e nazionali.
Trattoria
Via delle Beccherie, 33
Tel. 0835 332090
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-15 settembre
Coperti: 37 + 20 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Le diverse esperienze in campo gastronomico maturate da Micha (Michele Lella) in alcuni paesi europei, consentono oggi a questo giovane chef di elaborare le ricette della tradizione materana con qualche tocco innovativo ma sempre con serietà e sobrietà. Il risultato è una cucina molto apprezzata dalla clientela locale come dai numerosi turisti italiani e stranieri che scelgono di visitare la città dei Sassi.
Per cominciare potete scegliere i cavatelli alla frantoiana, le orecchiette con basilico, aglio, cipolla, pomodorini e cacioricotta, i ravioli ripieni di cime di rapa con salsa di aglio, acciughe e pangrattato; nella stagione invernale spicca la minestra di farro, grano e fagioli di Sarconi con funghi del Pollino, mentre in primavera valgono l’assaggio le orecchiette con ricotta fresca di pecora, cannella e buccia di limone. Tra i secondi, per lo più a base di carne, ha un posto d’onore l’agnello alla materana con verdure e ortaggi, variante della pignata, il classico stufato di carne ovina. In alternativa, provate il capretto con cicorie campestri e pomodorini, il filetto di vitello all’Aglianico con porcini, il baccalà fritto con purè di fave e peperoni crusch, la tagliata di podolica. I formaggi della montagna e della collina materana (pecorini e caprini, sottocenere o stagionati in grotta) offrono un’ottima alternativa alle carni.
I dessert chiudono il pranzo con un tocco di raffinatezza: mousse al cioccolato o crema alla materana con cannella. La cantina conta ormai un centinaio di etichette regionali e nazionali.
Etichette:
osteria
La locandiera
Bernalda
Ristorante
Corso Umberto I, 194
Tel. 0835 543241
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80
Prezzi: 22-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna, Bancomat
Una vacanza sulla costa jonica del Metapontino, tra i resti di insediamenti della Magna Grecia e le spiagge sabbiose, può essere arricchita da una sosta in questa intima e raccolta trattoria di Bernalda. Il locale è gestito da due coppie di sorelle imparentate tra loro: Clara è coadiuvata in cucina dalla nipote Franca, Maria si occupa della sala insieme alla figlia Mariangela.
Gli antipasti sono preparati soprattutto con i tanti ortaggi del Metapontino: conserva di pomodori verdi o di zucchine e lampascioni, ciambotto di peperoni e melanzane, frittelle di zucchine o baccalà, pettole, peperoni con uva passa e la tipica crapiata, piatto a base di grano e legumi. Anche i primi fanno riferimento alla tradizione locale: ferricelli con ragù di cavallino o con zucchine, melanzane e ricotta, tripoline con mollica fritta, purea di fave con cicorie campestri, bucatini con fagiolini e ricotta. Per i secondi si può scegliere tra un corposo piatto di “pastorale” (stufato di ovino adulto con verdure), braciolette (involtini) di cavallo, polpette di pane, trippa, parmigiana di melanzane, arrosto di agnello o capretto. In alternativa, formaggi locali (caciocavallo o pecorino di Moliterno) abbinati a una buona confettura di limone. Durante le feste (specie sotto Natale), è una scelta quasi obbligata chiudere il pasto con le ottime cartellate al vin cotto, in estate è piacevole il semifreddo al torroncino con fichi secchi e sciroppo di cotto di fichi. Molto buoni anche i panzerottini con l’acinata (confettura di uva), abbinati a un bicchiere di limoncello o nespolino.
In cantina le migliori bottiglie di Aglianico e qualche etichetta nazionale. Atmosfera e accoglienza cortesi.
Ristorante
Corso Umberto I, 194
Tel. 0835 543241
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80
Prezzi: 22-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna, Bancomat
Una vacanza sulla costa jonica del Metapontino, tra i resti di insediamenti della Magna Grecia e le spiagge sabbiose, può essere arricchita da una sosta in questa intima e raccolta trattoria di Bernalda. Il locale è gestito da due coppie di sorelle imparentate tra loro: Clara è coadiuvata in cucina dalla nipote Franca, Maria si occupa della sala insieme alla figlia Mariangela.
Gli antipasti sono preparati soprattutto con i tanti ortaggi del Metapontino: conserva di pomodori verdi o di zucchine e lampascioni, ciambotto di peperoni e melanzane, frittelle di zucchine o baccalà, pettole, peperoni con uva passa e la tipica crapiata, piatto a base di grano e legumi. Anche i primi fanno riferimento alla tradizione locale: ferricelli con ragù di cavallino o con zucchine, melanzane e ricotta, tripoline con mollica fritta, purea di fave con cicorie campestri, bucatini con fagiolini e ricotta. Per i secondi si può scegliere tra un corposo piatto di “pastorale” (stufato di ovino adulto con verdure), braciolette (involtini) di cavallo, polpette di pane, trippa, parmigiana di melanzane, arrosto di agnello o capretto. In alternativa, formaggi locali (caciocavallo o pecorino di Moliterno) abbinati a una buona confettura di limone. Durante le feste (specie sotto Natale), è una scelta quasi obbligata chiudere il pasto con le ottime cartellate al vin cotto, in estate è piacevole il semifreddo al torroncino con fichi secchi e sciroppo di cotto di fichi. Molto buoni anche i panzerottini con l’acinata (confettura di uva), abbinati a un bicchiere di limoncello o nespolino.
In cantina le migliori bottiglie di Aglianico e qualche etichetta nazionale. Atmosfera e accoglienza cortesi.
Etichette:
osteria
Pezzolla
Accettura
Ristorante con alloggio
Via Roma, 21
Tel. 0835 675008
Chiuso il venerdì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 40 + 20 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Visitando il parco regionale di Gallipoli-Cognato, tra le ampie faggete non è difficile incontrare i placidi bovini di razza podolica dalle ampie corna e dal manto bianco-grigio. Accettura, noto soprattutto per il “Maggio”, festa silvo-pastorale di antica tradizione, è un piccolo centro nel cuore del parco. È qui che si trova questo celebre locale, in cui si respira una piacevole atmosfera familiare, gestito con passione dalla signora Isabella con il figlio Mario.
Se si è fortunati è possibile trovare l’ormai anziana ma attiva signora che prepara la pasta fresca sul “tavoliere”: orecchiette, cavatelli, schiacciatelle, manate. Pasta che, dopo un classico antipasto a base di gustosi affettati e conserve locali e caserecci, vi sarà servita con il ragù di cinghiale, di agnello o di salsiccia pezzente, con semplice pomodoro, con ceci o fagioli, ancora, con funghi e tartufi lucani, ricetta quest’ultima che va per la maggiore. La carne, attentamente selezionata, è protagonista dei secondi: primeggia il vitello podolico stufato o alla piastra; in alternativa, agnello, capretto o maiale, magari accompagnati da un semplice e gustoso piatto di patate tagliate e fritte al momento. I formaggi, forniti direttamente dai casari della zona, rappresentano una più che valida alternativa: pecorini e caprini di diverse stagionature, oltre al caciocavallo podolico, servito anche alla piastra con miele di castagno.
Anche se la tradizione locale non è ricca di dolci, troverete certamente le zeppole al miele (dolci di pasta di pane fritta). La cantina non è ricca ma propone decorosi vini locali.
Ristorante con alloggio
Via Roma, 21
Tel. 0835 675008
Chiuso il venerdì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 40 + 20 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Visitando il parco regionale di Gallipoli-Cognato, tra le ampie faggete non è difficile incontrare i placidi bovini di razza podolica dalle ampie corna e dal manto bianco-grigio. Accettura, noto soprattutto per il “Maggio”, festa silvo-pastorale di antica tradizione, è un piccolo centro nel cuore del parco. È qui che si trova questo celebre locale, in cui si respira una piacevole atmosfera familiare, gestito con passione dalla signora Isabella con il figlio Mario.
Se si è fortunati è possibile trovare l’ormai anziana ma attiva signora che prepara la pasta fresca sul “tavoliere”: orecchiette, cavatelli, schiacciatelle, manate. Pasta che, dopo un classico antipasto a base di gustosi affettati e conserve locali e caserecci, vi sarà servita con il ragù di cinghiale, di agnello o di salsiccia pezzente, con semplice pomodoro, con ceci o fagioli, ancora, con funghi e tartufi lucani, ricetta quest’ultima che va per la maggiore. La carne, attentamente selezionata, è protagonista dei secondi: primeggia il vitello podolico stufato o alla piastra; in alternativa, agnello, capretto o maiale, magari accompagnati da un semplice e gustoso piatto di patate tagliate e fritte al momento. I formaggi, forniti direttamente dai casari della zona, rappresentano una più che valida alternativa: pecorini e caprini di diverse stagionature, oltre al caciocavallo podolico, servito anche alla piastra con miele di castagno.
Anche se la tradizione locale non è ricca di dolci, troverete certamente le zeppole al miele (dolci di pasta di pane fritta). La cantina non è ricca ma propone decorosi vini locali.
Etichette:
osteria
Delfina & giovanni
Tortoreto Lido
Ristorante
Lungomare Sirena, 378
Tel. 0861 786578
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di settembre
Coperti: 70
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Sul lungomare di Tortoreto, questo locale semplice e accogliente è il posto giusto per gustare buoni piatti a base di pesce fresco. In cucina, da anni, c’è Delfina, in sala il figlio Alfonso Stuardi. L’ambiente è moderno e il servizio cordiale e vivace, improntato a una semplicità che è il principio ispiratore anche della preparazione dei piatti. Non troverete salse o condimenti invadenti, solo l’olio extravergine delle colline teramane concorre al sapore antico ma riproposto sempre felicemente dei piatti, come dimostra il guazzetto servito in padella con gli spaghetti, tradizionale piatto unico dei pescatori locali.
Tra le proposte di apertura, tanto numerose che se non farete attenzione basteranno a saziarvi, troverete lo sgombro e le alici marinate, gli scampetti bolliti e i calamaretti all’uso dei pescatori, le alici a scottadito e le vongole al cartoccio. Tra i primi si segnalano le linguine con sogliole e scampi, uno dei punti fermi del locale, e gli ottimi spaghetti alla pescatora. Tra i secondi, pesci di piccola e media taglia, come la rana pescatrice, il rombo, il pesce sampietro e la sogliola, cotti arrosto o all’acquapazza. Con un po’ di fortuna, potrete trovare una frittura di paranza davvero ben fatta.
Ottima la cantina, fornita e con etichette per tutte le tasche. Il locale è molto frequentato, quindi si consiglia di prenotare; inoltre si ricorda che, se si scelgono crostacei e pesci pregiati, il prezzo del pasto può aumentare.
Ristorante
Lungomare Sirena, 378
Tel. 0861 786578
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di settembre
Coperti: 70
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Sul lungomare di Tortoreto, questo locale semplice e accogliente è il posto giusto per gustare buoni piatti a base di pesce fresco. In cucina, da anni, c’è Delfina, in sala il figlio Alfonso Stuardi. L’ambiente è moderno e il servizio cordiale e vivace, improntato a una semplicità che è il principio ispiratore anche della preparazione dei piatti. Non troverete salse o condimenti invadenti, solo l’olio extravergine delle colline teramane concorre al sapore antico ma riproposto sempre felicemente dei piatti, come dimostra il guazzetto servito in padella con gli spaghetti, tradizionale piatto unico dei pescatori locali.
Tra le proposte di apertura, tanto numerose che se non farete attenzione basteranno a saziarvi, troverete lo sgombro e le alici marinate, gli scampetti bolliti e i calamaretti all’uso dei pescatori, le alici a scottadito e le vongole al cartoccio. Tra i primi si segnalano le linguine con sogliole e scampi, uno dei punti fermi del locale, e gli ottimi spaghetti alla pescatora. Tra i secondi, pesci di piccola e media taglia, come la rana pescatrice, il rombo, il pesce sampietro e la sogliola, cotti arrosto o all’acquapazza. Con un po’ di fortuna, potrete trovare una frittura di paranza davvero ben fatta.
Ottima la cantina, fornita e con etichette per tutte le tasche. Il locale è molto frequentato, quindi si consiglia di prenotare; inoltre si ricorda che, se si scelgono crostacei e pesci pregiati, il prezzo del pasto può aumentare.
Etichette:
osteria
La sosta
Torano Nuovo
Ristorante
Via Regina Margherita, 34
Tel. 0861 82085
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tre settimane dopo Ferragosto
Coperti: 75
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Nel centro di Torano si fa onore da anni questo ristorante in cui si viene per gustare buoni piatti della tradizione teramana. È una scelta consapevole dei titolari, Francesco e Serafino Luciano, infatti, quella di dare un’impronta classica alla propria cucina, sostanziosa e di qualità sempre elevata. Le due sale in cui si sviluppa il locale sono arredate con gusto rustico e familiare, all’ingresso i prodotti del territorio utilizzati nella preparazione delle pietanze sono esposti in una bella credenza.
Ben assortita è la scelta dei piatti, che variano in base alle stagioni. È così negli antipasti – tra cui lombo affumicato, olive all’ascolana, trippa e buoni formaggi e salumi locali – come nei primi. Qui potrete scegliere tra ottimi spaghetti alla pecorara con sugo di salsiccia, tagliatelle al ragù o ai funghi porcini, maccheroni alla chitarra con le polpettine, gnocchi e timballo di crespelle. Sono sempre accompagnati da patate al forno, verdure cotte o insalate, i secondi: lo stinco di vitello o il capocollo di maiale al forno, l’agnello alla brace, lo spezzatino di capra alla neretese con cipolla e peperoni, l’arrosto misto e le salsicce. Assaggiate, se potete, le tradizionali mazzarelle (interiora di agnello in umido) e il pecorino fritto. I dolci sono tutti casalinghi, a partire dal tiramisù e dalla panna cotta, fino al dolce casereccio (fatto con pan di Spagna, alchermes, crema e cioccolato) e ai cantuccini, e sono serviti con un passito. Buono anche il sorbetto al limone.
La lista dei vini propone bottiglie in prevalenza abruzzesi, a prezzi onesti.
Ristorante
Via Regina Margherita, 34
Tel. 0861 82085
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tre settimane dopo Ferragosto
Coperti: 75
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Nel centro di Torano si fa onore da anni questo ristorante in cui si viene per gustare buoni piatti della tradizione teramana. È una scelta consapevole dei titolari, Francesco e Serafino Luciano, infatti, quella di dare un’impronta classica alla propria cucina, sostanziosa e di qualità sempre elevata. Le due sale in cui si sviluppa il locale sono arredate con gusto rustico e familiare, all’ingresso i prodotti del territorio utilizzati nella preparazione delle pietanze sono esposti in una bella credenza.
Ben assortita è la scelta dei piatti, che variano in base alle stagioni. È così negli antipasti – tra cui lombo affumicato, olive all’ascolana, trippa e buoni formaggi e salumi locali – come nei primi. Qui potrete scegliere tra ottimi spaghetti alla pecorara con sugo di salsiccia, tagliatelle al ragù o ai funghi porcini, maccheroni alla chitarra con le polpettine, gnocchi e timballo di crespelle. Sono sempre accompagnati da patate al forno, verdure cotte o insalate, i secondi: lo stinco di vitello o il capocollo di maiale al forno, l’agnello alla brace, lo spezzatino di capra alla neretese con cipolla e peperoni, l’arrosto misto e le salsicce. Assaggiate, se potete, le tradizionali mazzarelle (interiora di agnello in umido) e il pecorino fritto. I dolci sono tutti casalinghi, a partire dal tiramisù e dalla panna cotta, fino al dolce casereccio (fatto con pan di Spagna, alchermes, crema e cioccolato) e ai cantuccini, e sono serviti con un passito. Buono anche il sorbetto al limone.
La lista dei vini propone bottiglie in prevalenza abruzzesi, a prezzi onesti.
Etichette:
osteria
Enoteca centrale
Teramo
Enoteca con mescita e cucina
Corso Cerulli, 24-26
Tel. 0861 243633
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane tra agosto e settembre
Coperti: 30 + 25 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Ecco un locale capace di soddisfare tutti i gusti a tutte le ore, dalla prima colazione a mezzanotte, passando per l’aperitivo. Il merito è del serio lavoro di Marcello e Pietro Perpetuini, bravi a presentare una variegata offerta giornaliera di produzioni artigianali, senza mai perdere di vista l’offerta dei vini: molto fornita la cantina, che non trascura le novità e i piccoli produttori abruzzesi, nazionali e stranieri, con numerose etichette (anche importanti) al bicchiere.
Ci si può sedere al bancone per un semplice aperitivo, un pranzo veloce o una pausa accompagnata da salumi e formaggi artigianali, frittate con verdure di stagione, sformatini e altre stuzzicanti entrées che variano con frequenza. Al tavolo i piatti del giorno seguono le stagioni: nei mesi caldi avrete i tagliolini con pomodoro fresco, la chitarra con zucchine, pomodorini e melanzane fritte e gli gnocchi con la genovese di vitello e tartufo, mentre nel periodo invernale troverete le classiche ricette teramane, dalle crespelle in brodo alla chitarra con tartufo, dalla polenta ai ravioli ripieni di ricotta e maggiorana o quelli dolci, con zucchero e cannella. Da provare, tra i secondi, oltre all’agnello dei monti della Laga, l’ottima trippa alla teramana, in bianco o con il pomodoro, le immancabili mazzarelle (interiora di agnello avvolte in foglie di indivia), lo stinco di maiale, la lombata di maiale al cartoccio con mozzarella e tartufo e diversi tagli di manzo. Per concludere, pizza dolce, torta al cioccolato o di frutta fresca.
Enoteca con mescita e cucina
Corso Cerulli, 24-26
Tel. 0861 243633
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane tra agosto e settembre
Coperti: 30 + 25 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Ecco un locale capace di soddisfare tutti i gusti a tutte le ore, dalla prima colazione a mezzanotte, passando per l’aperitivo. Il merito è del serio lavoro di Marcello e Pietro Perpetuini, bravi a presentare una variegata offerta giornaliera di produzioni artigianali, senza mai perdere di vista l’offerta dei vini: molto fornita la cantina, che non trascura le novità e i piccoli produttori abruzzesi, nazionali e stranieri, con numerose etichette (anche importanti) al bicchiere.
Ci si può sedere al bancone per un semplice aperitivo, un pranzo veloce o una pausa accompagnata da salumi e formaggi artigianali, frittate con verdure di stagione, sformatini e altre stuzzicanti entrées che variano con frequenza. Al tavolo i piatti del giorno seguono le stagioni: nei mesi caldi avrete i tagliolini con pomodoro fresco, la chitarra con zucchine, pomodorini e melanzane fritte e gli gnocchi con la genovese di vitello e tartufo, mentre nel periodo invernale troverete le classiche ricette teramane, dalle crespelle in brodo alla chitarra con tartufo, dalla polenta ai ravioli ripieni di ricotta e maggiorana o quelli dolci, con zucchero e cannella. Da provare, tra i secondi, oltre all’agnello dei monti della Laga, l’ottima trippa alla teramana, in bianco o con il pomodoro, le immancabili mazzarelle (interiora di agnello avvolte in foglie di indivia), lo stinco di maiale, la lombata di maiale al cartoccio con mozzarella e tartufo e diversi tagli di manzo. Per concludere, pizza dolce, torta al cioccolato o di frutta fresca.
Etichette:
Abruzzo
Rifugio delle aquile
Teramo Acquachiara
Trattoria-rifugio
Località Acquachiara
Tel. 0861 286279
Chiuso mercoledì; inverno aperto dal venerdì alla domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 130 + 200 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
L’indirizzo non tragga in inganno, in realtà si è piuttosto lontani dal centro abitato. Da Teramo si prende la statale 81 in direzione Ascoli, si svolta al cartello Roiano e, proseguendo sulla provinciale 51, dopo qualche chilometro e diverse curve, si imbocca una strada in condizioni non ottime. A oltre 1000 metri di altitudine, si arriva a questo accogliente rifugio dotato di nove camere e di un ristorante.
La maggior parte delle materie prime usate in cucina proviene dai terreni di proprietà della società che gestisce la struttura, dove abbondano i funghi, si allevano bovini, caprini, ovini, suini ma anche cinghiali, caprioli e cervi in libertà e, per ora solo in sperimentazione, anche yak. I soci sono tre, ognuno con un compito specifico: il sommelier Vincenzo Michetti si occupa della bella sala con ampia vetrata, Pacifico Capoferri dirige la cucina, il veterinario Cesare Lazzaroni seleziona carni e formaggi. A tavola c’è l’imbarazzo della scelta, ma attenzione a non esagerare: le porzioni sono abbondanti. Si parte con salumi e formaggi di produzione propria, olive farcite, polentina, zuppa di lenticchie e porcini. Tra le paste, tutte fatte in casa, meritano un assaggio i cappelli del prete con salsa di tartufo e formaggio, ma anche le pappardelle, le tagliatelle e gli gnocchi conditi con tartufo e porcini oppure con ragù classico, di cinghiale o di capriolo. Generosi anche i secondi, tra cui il cinghialino da latte al forno con patate, l’agnello a scottadito e, dopo Pasqua, il capretto. Tra i dolci casalinghi, biscotti secchi e crostata con ricotta di capra e cioccolato.
Molto fornita la cantina, con etichette non solo regionali, ma non è da disprezzare il vino della casa. Da provare il casalingo liquore di genziana.
Trattoria-rifugio
Località Acquachiara
Tel. 0861 286279
Chiuso mercoledì; inverno aperto dal venerdì alla domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 130 + 200 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
L’indirizzo non tragga in inganno, in realtà si è piuttosto lontani dal centro abitato. Da Teramo si prende la statale 81 in direzione Ascoli, si svolta al cartello Roiano e, proseguendo sulla provinciale 51, dopo qualche chilometro e diverse curve, si imbocca una strada in condizioni non ottime. A oltre 1000 metri di altitudine, si arriva a questo accogliente rifugio dotato di nove camere e di un ristorante.
La maggior parte delle materie prime usate in cucina proviene dai terreni di proprietà della società che gestisce la struttura, dove abbondano i funghi, si allevano bovini, caprini, ovini, suini ma anche cinghiali, caprioli e cervi in libertà e, per ora solo in sperimentazione, anche yak. I soci sono tre, ognuno con un compito specifico: il sommelier Vincenzo Michetti si occupa della bella sala con ampia vetrata, Pacifico Capoferri dirige la cucina, il veterinario Cesare Lazzaroni seleziona carni e formaggi. A tavola c’è l’imbarazzo della scelta, ma attenzione a non esagerare: le porzioni sono abbondanti. Si parte con salumi e formaggi di produzione propria, olive farcite, polentina, zuppa di lenticchie e porcini. Tra le paste, tutte fatte in casa, meritano un assaggio i cappelli del prete con salsa di tartufo e formaggio, ma anche le pappardelle, le tagliatelle e gli gnocchi conditi con tartufo e porcini oppure con ragù classico, di cinghiale o di capriolo. Generosi anche i secondi, tra cui il cinghialino da latte al forno con patate, l’agnello a scottadito e, dopo Pasqua, il capretto. Tra i dolci casalinghi, biscotti secchi e crostata con ricotta di capra e cioccolato.
Molto fornita la cantina, con etichette non solo regionali, ma non è da disprezzare il vino della casa. Da provare il casalingo liquore di genziana.
Etichette:
osteria
Vecchia marina
Roseto degli Abruzzi
Ristorante annesso all’albergo
Lungomare Trento, 37
Tel. 085 8931170
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 35 + 25 esterni
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
D’estate Roseto degli Abruzzi è una vivace cittadina balneare che ospita numerose manifestazioni sportive e culturali. D’inverno tutto sembra fermo e un po’ triste, ma risolleva davvero lo spirito entrare in questo ristorantino al piano terra di un sobrio e tranquillo albergo a conduzione familiare che si affaccia sul lungomare.
Vi accomoderete a uno dei tavoli nell’unica e semplice sala o, quando non fa freddo, in giardino, e subito Gennaro D’Ignazio e Giovanni Parnanzone vi proporranno la loro cucina casalinga, con una discreta varietà di pietanze preparate con il pescato locale del giorno. Arriveranno in tavola, per cominciare, antipasti crudi e cotti tra cui gli scampi sgusciati e bolliti, i filetti di triglia con pomodorini, le alici marinate, il crudo di gamberetti e calamari, gli scampi in padella e il guazzetto di vongole. Gli scampi e i gamberetti ricompaiono tra i primi, sgusciati e saltati in padella con pomodorini e vongole, a condire la pasta di Gragnano. Una mano leggera nei condimenti si fa apprezzare nelle linguine allo scoglio e nel risotto ai frutti di mare. Arrivano quotidianamente dal mare anche le materie prime con cui sono preparati i secondi, dalla delicata frittura di paranza all’arrosto misto, fino all’immancabile guazzetto in cui troverete un assortimento di pesci sempre equilibrato ma variabile in base alla disponibilità e alla stagione. La piccola selezione di pasticceria secca segna la conclusione del pasto.
La cantina, in crescita, propone un discreto numero di etichette abruzzesi e nazionali. Servizio informale ma attento.
Ristorante annesso all’albergo
Lungomare Trento, 37
Tel. 085 8931170
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 35 + 25 esterni
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
D’estate Roseto degli Abruzzi è una vivace cittadina balneare che ospita numerose manifestazioni sportive e culturali. D’inverno tutto sembra fermo e un po’ triste, ma risolleva davvero lo spirito entrare in questo ristorantino al piano terra di un sobrio e tranquillo albergo a conduzione familiare che si affaccia sul lungomare.
Vi accomoderete a uno dei tavoli nell’unica e semplice sala o, quando non fa freddo, in giardino, e subito Gennaro D’Ignazio e Giovanni Parnanzone vi proporranno la loro cucina casalinga, con una discreta varietà di pietanze preparate con il pescato locale del giorno. Arriveranno in tavola, per cominciare, antipasti crudi e cotti tra cui gli scampi sgusciati e bolliti, i filetti di triglia con pomodorini, le alici marinate, il crudo di gamberetti e calamari, gli scampi in padella e il guazzetto di vongole. Gli scampi e i gamberetti ricompaiono tra i primi, sgusciati e saltati in padella con pomodorini e vongole, a condire la pasta di Gragnano. Una mano leggera nei condimenti si fa apprezzare nelle linguine allo scoglio e nel risotto ai frutti di mare. Arrivano quotidianamente dal mare anche le materie prime con cui sono preparati i secondi, dalla delicata frittura di paranza all’arrosto misto, fino all’immancabile guazzetto in cui troverete un assortimento di pesci sempre equilibrato ma variabile in base alla disponibilità e alla stagione. La piccola selezione di pasticceria secca segna la conclusione del pasto.
La cantina, in crescita, propone un discreto numero di etichette abruzzesi e nazionali. Servizio informale ma attento.
Etichette:
Abruzzo
Borgo spoltino
Mosciano Sant'Angelo
Ristorante
Strada Selva Alta
Tel. 085 8071021
Chiuso lunedì e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Il locale porta lo stesso nome del borgo in cui si trova, un piccolo agglomerato di edifici, tra cui una chiesetta, ristrutturato con attenzione e nel pieno rispetto dei caratteri originari. Qui si gode un’atmosfera serena, quasi non sembra vero che la statale e l’autostrada siano così vicine. Il ristorante di Gabriele Marrangoni, un ambiente raccolto e con cucina a vista, trovandosi in un edificio separato da quello che ospita l’ampia sala per ricevimenti e banchetti, è silenzioso e tranquillo.
In cucina la tradizione si alterna alla creatività, ma sempre nel rispetto delle stagioni. Si comincia da antipasti tipici, con il meglio della produzione abruzzese di insaccati e formaggi, ma anche da proposte più personali: vellutata di asparagi con scamorza, fiori di zucca farciti e fritti, insalata di orzo o, in una piccola parentesi ittica, tonno affumicato con uno spicchio di arancia, semplice e appetitoso. A seguire, primi piatti per lo più tradizionali, come zuppa di farro, pappardelle con ragù di pecora ed erbette, linguine con straccetti di baccalà e pomodoro fresco, vellutata di zucca con mosto. Come secondo, una buona scelta di carni rosse o bianche: bistecchine di pecora, trippa con maggiorana, tagliata, filetto di maiale al Porto, costine di agnello alla griglia e, qualche volta, piccione. Si conclude con dolci di buona fattura, semplici e gustosi, che alternano proposte come bavaresi o semifreddi a dolci di accento più locale, come la classica pizza teramana.
I vini sono conservati nella cantina posta nei locali sotterranei, curata con gusto personale da Gabriele. E non sarà facile scegliere: le etichette, in prevalenza regionali, sono molte.
Ristorante
Strada Selva Alta
Tel. 085 8071021
Chiuso lunedì e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Il locale porta lo stesso nome del borgo in cui si trova, un piccolo agglomerato di edifici, tra cui una chiesetta, ristrutturato con attenzione e nel pieno rispetto dei caratteri originari. Qui si gode un’atmosfera serena, quasi non sembra vero che la statale e l’autostrada siano così vicine. Il ristorante di Gabriele Marrangoni, un ambiente raccolto e con cucina a vista, trovandosi in un edificio separato da quello che ospita l’ampia sala per ricevimenti e banchetti, è silenzioso e tranquillo.
In cucina la tradizione si alterna alla creatività, ma sempre nel rispetto delle stagioni. Si comincia da antipasti tipici, con il meglio della produzione abruzzese di insaccati e formaggi, ma anche da proposte più personali: vellutata di asparagi con scamorza, fiori di zucca farciti e fritti, insalata di orzo o, in una piccola parentesi ittica, tonno affumicato con uno spicchio di arancia, semplice e appetitoso. A seguire, primi piatti per lo più tradizionali, come zuppa di farro, pappardelle con ragù di pecora ed erbette, linguine con straccetti di baccalà e pomodoro fresco, vellutata di zucca con mosto. Come secondo, una buona scelta di carni rosse o bianche: bistecchine di pecora, trippa con maggiorana, tagliata, filetto di maiale al Porto, costine di agnello alla griglia e, qualche volta, piccione. Si conclude con dolci di buona fattura, semplici e gustosi, che alternano proposte come bavaresi o semifreddi a dolci di accento più locale, come la classica pizza teramana.
I vini sono conservati nella cantina posta nei locali sotterranei, curata con gusto personale da Gabriele. E non sarà facile scegliere: le etichette, in prevalenza regionali, sono molte.
Etichette:
Abruzzo
Il sestante
Martinsicuro Villa Rosa
Trattoria
Lungomare Italia
Tel. 0861 713268
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto e a Natale
Coperti: 60
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Siamo a metà del lungomare di Villa Rosa, località vocata al turismo balneare: chi vi capiterà nei mesi invernali e noterà gli appartamenti sul lungomare, in gran parte disabitati, avvertirà tangibile la sensazione di “mare d’inverno”. Il Sestante, arredato in stile marinaro, continua ad approvvigionarsi presso fornitori del posto, a proporre piatti prettamente locali e, cosa che non passa inosservata, a tenere i prezzi sotto controllo, cosicché il successo è costante e, visto il numero limitato dei coperti, trovare un tavolo implica necessariamente la prenotazione, specialmente la sera.
Sempre protagonisti gli antipasti, per varietà e quantità (a mezzogiorno ne troverete una successione ridotta, ma pur sempre ricca): alici marinate, cicale di mare e scampi bolliti, magnana (neonata di sarda) fritta o bollita e condita con un filo di olio, uova di merluzzo, trippa di rana pescatrice con sughetto al pomodoro piccante, misto di crudità, lumachine di mare in porchetta. Le paste sono preferibilmente di Gragnano, ma non mancano le chitarrine abruzzesi e altre tipologie locali, tutte condite con sughi di pesce o di pesce e verdure: chitarrine con zucchine e moscardini, gnocchetti alle vongole, mezzi rigatoni ai crostacei, spaghetti al nero di seppia, ravioli di mare. Tra i secondi, il guazzetto è una delle preparazioni locali più tipiche. Buoni anche il rombo al forno con patate, la frittura e le diverse proposte di scamponi (bolliti, arrosto, alla catalana). Per concludere, oltre al sorbetto, sono disponibili crostate di frutta o crema catalana.
La carta dei vini contempla numerose buone etichette, molte regionali e alcune francesi, con ricarichi onesti. Lodevole l’offerta di mezze bottiglie e di uno sfuso tutt’altro che disprezzabile.
Trattoria
Lungomare Italia
Tel. 0861 713268
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto e a Natale
Coperti: 60
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Siamo a metà del lungomare di Villa Rosa, località vocata al turismo balneare: chi vi capiterà nei mesi invernali e noterà gli appartamenti sul lungomare, in gran parte disabitati, avvertirà tangibile la sensazione di “mare d’inverno”. Il Sestante, arredato in stile marinaro, continua ad approvvigionarsi presso fornitori del posto, a proporre piatti prettamente locali e, cosa che non passa inosservata, a tenere i prezzi sotto controllo, cosicché il successo è costante e, visto il numero limitato dei coperti, trovare un tavolo implica necessariamente la prenotazione, specialmente la sera.
Sempre protagonisti gli antipasti, per varietà e quantità (a mezzogiorno ne troverete una successione ridotta, ma pur sempre ricca): alici marinate, cicale di mare e scampi bolliti, magnana (neonata di sarda) fritta o bollita e condita con un filo di olio, uova di merluzzo, trippa di rana pescatrice con sughetto al pomodoro piccante, misto di crudità, lumachine di mare in porchetta. Le paste sono preferibilmente di Gragnano, ma non mancano le chitarrine abruzzesi e altre tipologie locali, tutte condite con sughi di pesce o di pesce e verdure: chitarrine con zucchine e moscardini, gnocchetti alle vongole, mezzi rigatoni ai crostacei, spaghetti al nero di seppia, ravioli di mare. Tra i secondi, il guazzetto è una delle preparazioni locali più tipiche. Buoni anche il rombo al forno con patate, la frittura e le diverse proposte di scamponi (bolliti, arrosto, alla catalana). Per concludere, oltre al sorbetto, sono disponibili crostate di frutta o crema catalana.
La carta dei vini contempla numerose buone etichette, molte regionali e alcune francesi, con ricarichi onesti. Lodevole l’offerta di mezze bottiglie e di uno sfuso tutt’altro che disprezzabile.
Etichette:
osteria
Il mandrone
Isola del Gran Sasso d'Italia San Pietro
Trattoria
Frazione San Pietro
Tel. 0861 976152
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 2-3 settimane tra gennaio e febbraio
Coperti: 50
Prezzi: 20-22 euro
Carte di credito: nessuna
È quasi difficile immaginare che, in un recente passato, l’angusta piazzetta nel cuore di Isola fosse crocevia delle mandrie in partenza per i pascoli d’alta quota. Eppure Il Mandrone prende il nome proprio da questa usanza contadina. Le difficoltà nel raggiungerlo, per la strada tortuosa e le indicazioni scarse, sono compensate dalla gentile e simpatica accoglienza di Loredana e Nada Canuti, che vi faranno accomodare in una delle salette disposte su tre livelli. La trattoria si trova in una vecchia casa in pietra e tavole di legno a vista, in cui si mescolano il tempo andato a qualche opportuno restauro moderno.
L’antipasto della casa prevede bruschette al cacio marcetto e la squisita ventricina teramana spalmabile sul pane, buoni salumi, formaggi e sottoli e, se siete fortunati, le salsicce di cinghiale. In cucina le persone della famiglia che si alternano ai fornelli sono tante, ma non cambiano mai la sostanza e la qualità delle portate che arrivano in tavola. I primi in menù sono sempre tre o quattro: da provare le strongole alla barcarola (spaghettoni fatti a mano, conditi con un ragù bianco di carne e funghi aromatizzati con 18 erbe del Gran Sasso), ma anche le tagliatelle con funghi porcini, la chitarra con polpettine di carne o i ravioli di ricotta. Immancabili, tra i secondi, le costolette di agnello impanate e fritte, la pecora alla callara, cucinata nel caldaro con una lunga e paziente cottura, e una gran varietà di carni, per lo più alla brace, e di contorni. Discreti i dolci casalinghi.
Buono lo sfuso della casa, un rosso prodotto da un contadino della zona. In alternativa è possibile ordinare qualche etichetta regionale.
Trattoria
Frazione San Pietro
Tel. 0861 976152
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 2-3 settimane tra gennaio e febbraio
Coperti: 50
Prezzi: 20-22 euro
Carte di credito: nessuna
È quasi difficile immaginare che, in un recente passato, l’angusta piazzetta nel cuore di Isola fosse crocevia delle mandrie in partenza per i pascoli d’alta quota. Eppure Il Mandrone prende il nome proprio da questa usanza contadina. Le difficoltà nel raggiungerlo, per la strada tortuosa e le indicazioni scarse, sono compensate dalla gentile e simpatica accoglienza di Loredana e Nada Canuti, che vi faranno accomodare in una delle salette disposte su tre livelli. La trattoria si trova in una vecchia casa in pietra e tavole di legno a vista, in cui si mescolano il tempo andato a qualche opportuno restauro moderno.
L’antipasto della casa prevede bruschette al cacio marcetto e la squisita ventricina teramana spalmabile sul pane, buoni salumi, formaggi e sottoli e, se siete fortunati, le salsicce di cinghiale. In cucina le persone della famiglia che si alternano ai fornelli sono tante, ma non cambiano mai la sostanza e la qualità delle portate che arrivano in tavola. I primi in menù sono sempre tre o quattro: da provare le strongole alla barcarola (spaghettoni fatti a mano, conditi con un ragù bianco di carne e funghi aromatizzati con 18 erbe del Gran Sasso), ma anche le tagliatelle con funghi porcini, la chitarra con polpettine di carne o i ravioli di ricotta. Immancabili, tra i secondi, le costolette di agnello impanate e fritte, la pecora alla callara, cucinata nel caldaro con una lunga e paziente cottura, e una gran varietà di carni, per lo più alla brace, e di contorni. Discreti i dolci casalinghi.
Buono lo sfuso della casa, un rosso prodotto da un contadino della zona. In alternativa è possibile ordinare qualche etichetta regionale.
Etichette:
Abruzzo
Osteria della stracciavocc
Giulianova Lido
Ristorante
Via Trieste, 159
Tel. 085 8005326
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra ottobre e novembre
Coperti: 80
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne AE
Una buona cucina di pesce contraddistingue questo ristorante a gestione familiare nel centro di Giulianova. Fabio Spitilli, con l’aiuto del padre Francesco, ogni giorno fa in modo di presentare ai suoi ospiti pesce freschissimo che la mamma Maria e la moglie Monia cucinano in modo semplice, con cotture essenziali e nel pieno rispetto dei sapori.
Qui si mangia solo ciò che offre il mare, così la scelta dei piatti in menù è sempre condizionata dalla disponibilità del pescato giornaliero. Ricca e affidabile è la varietà degli antipasti: crudo di ostriche e scampi, carpaccio di rana pescatrice con melanzane marinate, tortino di farro e zucchine con cipolle in agrodolce e sgombro cotto al vapore, stracciavocc bollite (cicale di mare, danno il nome all’insegna), scampi lessi con pomodoro fresco, zuppa di farro con pescatrice e pane bruscato, tortino di alici con zucchine e lardo di Colonnata, cozze e fasolari gratinati. Sempre buone le paste, tutte tirate a mano, come le tagliatelline nere con zucchine e rana pescatrice, i maltagliati con asparagi, gamberi, calamaretti e panocchie, il risotto alla marinara, la chitarrina abruzzese con sugo rosso di scampi. A seguire, e sempre in base alla disponibilità delle materie prime, rombo al forno con patate e olive, pesci alla griglia, frittura di paranza e un delicato guazzetto. Il pasto si conclude con dolci di produzione artigianale e i casalinghi soufflé al cioccolato, millefoglie e tiramisù.
La carta dei vini contempla le migliori etichette regionali e una piccola proposta di bottiglie nazionali.
Ristorante
Via Trieste, 159
Tel. 085 8005326
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra ottobre e novembre
Coperti: 80
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne AE
Una buona cucina di pesce contraddistingue questo ristorante a gestione familiare nel centro di Giulianova. Fabio Spitilli, con l’aiuto del padre Francesco, ogni giorno fa in modo di presentare ai suoi ospiti pesce freschissimo che la mamma Maria e la moglie Monia cucinano in modo semplice, con cotture essenziali e nel pieno rispetto dei sapori.
Qui si mangia solo ciò che offre il mare, così la scelta dei piatti in menù è sempre condizionata dalla disponibilità del pescato giornaliero. Ricca e affidabile è la varietà degli antipasti: crudo di ostriche e scampi, carpaccio di rana pescatrice con melanzane marinate, tortino di farro e zucchine con cipolle in agrodolce e sgombro cotto al vapore, stracciavocc bollite (cicale di mare, danno il nome all’insegna), scampi lessi con pomodoro fresco, zuppa di farro con pescatrice e pane bruscato, tortino di alici con zucchine e lardo di Colonnata, cozze e fasolari gratinati. Sempre buone le paste, tutte tirate a mano, come le tagliatelline nere con zucchine e rana pescatrice, i maltagliati con asparagi, gamberi, calamaretti e panocchie, il risotto alla marinara, la chitarrina abruzzese con sugo rosso di scampi. A seguire, e sempre in base alla disponibilità delle materie prime, rombo al forno con patate e olive, pesci alla griglia, frittura di paranza e un delicato guazzetto. Il pasto si conclude con dolci di produzione artigianale e i casalinghi soufflé al cioccolato, millefoglie e tiramisù.
La carta dei vini contempla le migliori etichette regionali e una piccola proposta di bottiglie nazionali.
Etichette:
Abruzzo
Osteria dal moro
Giulianova Lido
Trattoria
Lungomare Spalato, 74
Tel. 085 8004973
Chiuso martedì e mercoledì, estate solo mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra settembre e ottobre, tra febbraio e marzo
Coperti: 55 + 10 esterni
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Se cercate un’osteria in cui gustare i sapori schietti e semplici dell’Adriatico, non perdete l’occasione di fare una visita a questo locale. Ma non dimenticate di prenotare in anticipo, perché è facile trovare il tutto esaurito. All’Osteria dal Moro si mangia solo pesce fresco, per lo più povero e di paranza, preparato, secondo la buona tradizione abruzzese, con brevi e meticolose cotture. È Francesco, infatti, il titolare, che ogni mattina va a comprarlo al mercato ittico, per poi lasciarlo alla sapiente cucina della moglie Chiara e della sorella Doretta. È facile intuire che il menù varia di giorno in giorno e si adatta alla disponibilità quotidiana delle materie prime.
Le entrate, costituite da alici marinate, crudité, insalata di riso e granchio in salsa, sono solo il preludio di una serie di piatti che vi saranno serviti con buon ritmo e giusta professionalità: pesce azzurro con rucola e aceto balsamico, gamberetti con pomodori tiepidi e cipolla, bomboletti con sugo e cipolla, cozze ripiene, cicale di mare marinate, occhialone con salsa di pomodorini e cipolla. Tra i primi segnaliamo le mezzemaniche allo scoglio, la chitarrina di Campofilone alla pescatora, gli spaghetti al nero di seppia, i maltagliati ai frutti di mare. Invitanti le orecchiette con cime di rapa e pesce in bianco, ma è un peccato l’eccesso di olio nel condimento. Scampetti all’arrabbiata, grigliate di mare, frittura di paranza e pesci di piccola taglia al forno rappresentano l’affidabile proposta di secondi.
Nela lista dei vini, oltre a qualche bottiglia nazionale, una interessante selezione di etichette locali e regionali. Anche i liquori hanno accento abruzzese.
Trattoria
Lungomare Spalato, 74
Tel. 085 8004973
Chiuso martedì e mercoledì, estate solo mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra settembre e ottobre, tra febbraio e marzo
Coperti: 55 + 10 esterni
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Se cercate un’osteria in cui gustare i sapori schietti e semplici dell’Adriatico, non perdete l’occasione di fare una visita a questo locale. Ma non dimenticate di prenotare in anticipo, perché è facile trovare il tutto esaurito. All’Osteria dal Moro si mangia solo pesce fresco, per lo più povero e di paranza, preparato, secondo la buona tradizione abruzzese, con brevi e meticolose cotture. È Francesco, infatti, il titolare, che ogni mattina va a comprarlo al mercato ittico, per poi lasciarlo alla sapiente cucina della moglie Chiara e della sorella Doretta. È facile intuire che il menù varia di giorno in giorno e si adatta alla disponibilità quotidiana delle materie prime.
Le entrate, costituite da alici marinate, crudité, insalata di riso e granchio in salsa, sono solo il preludio di una serie di piatti che vi saranno serviti con buon ritmo e giusta professionalità: pesce azzurro con rucola e aceto balsamico, gamberetti con pomodori tiepidi e cipolla, bomboletti con sugo e cipolla, cozze ripiene, cicale di mare marinate, occhialone con salsa di pomodorini e cipolla. Tra i primi segnaliamo le mezzemaniche allo scoglio, la chitarrina di Campofilone alla pescatora, gli spaghetti al nero di seppia, i maltagliati ai frutti di mare. Invitanti le orecchiette con cime di rapa e pesce in bianco, ma è un peccato l’eccesso di olio nel condimento. Scampetti all’arrabbiata, grigliate di mare, frittura di paranza e pesci di piccola taglia al forno rappresentano l’affidabile proposta di secondi.
Nela lista dei vini, oltre a qualche bottiglia nazionale, una interessante selezione di etichette locali e regionali. Anche i liquori hanno accento abruzzese.
Etichette:
osteria
Zenobi
Colonnella Rio Moro
Ristorante
Contrada Rio Moro
Tel. 0861 70581
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in gennaio
Coperti: 80 + 60 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Ristoro di campagna: è questa l’appropriata indicazione del cartello segnaletico che seguirete una volta usciti dal casello autostradale Valvibrata e aver percorso poche centinaia di metri. Dopo aver svoltato a destra, ancora un chilometro tra le colline e un nuovo cartello vi indicherà l’ultimo, breve tratto per raggiungere Zenobi. La cucina di Patrizia Corradetti è un bell’esempio di semplicità conquistata con il perfezionamento amorevole di alcune ricette, tra una provincia e l’altra: Teramo e Ascoli Piceno.
L’apertura del pasto, con inevitabili cadenze stagionali, può contemplare tenere olive ascolane farcite e fritte, fagiolini e patate, verze e fagioli, panzerottini con formaggio pecorino, lonzino e prosciutto, caponata di verdure, sformatini, coratella di agnello con peperoni, frittatine in trippa. Poi il timballo nella classica versione teramana o in bianco, le ceppe (sorta di bucatini tipici della vicina Civitella del Tronto) con porcini o pomodoro e basilico, chitarrine con sugo di polpettine di carne, eccellenti ravioli di ricotta con pomodoro e ricotta salata, scrippelle ’mbusse al pecorino. La capra alla neretese, un piatto simbolo del territorio e del locale, è quasi sempre in carta assieme a varie proposte a base di agnello o capretto oppure ad animali da cortile (pollo in padella, oca al forno, coniglio). Solo il venerdì, ma non d’estate, l’imperdibile menù a base di baccalà o stoccafisso. Dolci casalinghi per concludere.
Carta dei vini personale e stimolante, costantemente aggiornata sulla produzione abruzzese.
Ristorante
Contrada Rio Moro
Tel. 0861 70581
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in gennaio
Coperti: 80 + 60 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Ristoro di campagna: è questa l’appropriata indicazione del cartello segnaletico che seguirete una volta usciti dal casello autostradale Valvibrata e aver percorso poche centinaia di metri. Dopo aver svoltato a destra, ancora un chilometro tra le colline e un nuovo cartello vi indicherà l’ultimo, breve tratto per raggiungere Zenobi. La cucina di Patrizia Corradetti è un bell’esempio di semplicità conquistata con il perfezionamento amorevole di alcune ricette, tra una provincia e l’altra: Teramo e Ascoli Piceno.
L’apertura del pasto, con inevitabili cadenze stagionali, può contemplare tenere olive ascolane farcite e fritte, fagiolini e patate, verze e fagioli, panzerottini con formaggio pecorino, lonzino e prosciutto, caponata di verdure, sformatini, coratella di agnello con peperoni, frittatine in trippa. Poi il timballo nella classica versione teramana o in bianco, le ceppe (sorta di bucatini tipici della vicina Civitella del Tronto) con porcini o pomodoro e basilico, chitarrine con sugo di polpettine di carne, eccellenti ravioli di ricotta con pomodoro e ricotta salata, scrippelle ’mbusse al pecorino. La capra alla neretese, un piatto simbolo del territorio e del locale, è quasi sempre in carta assieme a varie proposte a base di agnello o capretto oppure ad animali da cortile (pollo in padella, oca al forno, coniglio). Solo il venerdì, ma non d’estate, l’imperdibile menù a base di baccalà o stoccafisso. Dolci casalinghi per concludere.
Carta dei vini personale e stimolante, costantemente aggiornata sulla produzione abruzzese.
Etichette:
Abruzzo
Da luisetta
Castelli Colledoro
Ristorante
Contrada Colledoro, 1
Tel. 0861 979100
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in settembre
Coperti: 90
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Uscendo al casello di Villa Vomano o a quello di Colledara e percorrendo una dozzina di chilometri sulla strada che conduce al santuario di San Giacomo, troverete la piccola frazione di Castelli, da sempre animata da questo locale storico. I figli di Luisetta, Vitalino, Raniero e Lanfranco Crescia, hanno ereditato dalla madre la trattoria, la passione e la volontà e, con le mogli Mirella e Lucia ai fornelli e l’aiuto dei figli, garantiscono la continuità di una cucina semplice e di tradizione locale.
La serie dei piatti in menù, che in assenza di una carta è raccontata a voce, comincia con antipasti a base di pecorino, verdure sott’olio e salumi nostrani, tra cui un ottimo prosciutto e un buon lonzino. Sono degne di lode le paste fatte a mano: potrete scegliere tra pappardelle con ragù di castrato, tagliatelle con funghi porcini e salsa di tartufo, gnocchi con sugo di papera e la classica chitarra con polpettine di carne. Come secondo vi saranno proposte carni di agnello, di maiale o di manzo cotte alla brace, ma il venerdì c’è un intero menù dedicato al baccalà: cucinato a tocchetti in umido con i fagioli, preparato come condimento di gnocchi o mezzi rigatoni al sugo, arrostito sulla brace, fritto in pastella o cotto a tranci con pomodoro e patate. Potrete concludere con un dessert a scelta tra la panna cotta al caramello, al cioccolato o ai frutti di bosco, il sorbetto e la torta alla crema di caffè.
Il vino della casa è gradevole, ma potrete optare anche per qualche buona etichetta abruzzese.
Ristorante
Contrada Colledoro, 1
Tel. 0861 979100
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in settembre
Coperti: 90
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
Uscendo al casello di Villa Vomano o a quello di Colledara e percorrendo una dozzina di chilometri sulla strada che conduce al santuario di San Giacomo, troverete la piccola frazione di Castelli, da sempre animata da questo locale storico. I figli di Luisetta, Vitalino, Raniero e Lanfranco Crescia, hanno ereditato dalla madre la trattoria, la passione e la volontà e, con le mogli Mirella e Lucia ai fornelli e l’aiuto dei figli, garantiscono la continuità di una cucina semplice e di tradizione locale.
La serie dei piatti in menù, che in assenza di una carta è raccontata a voce, comincia con antipasti a base di pecorino, verdure sott’olio e salumi nostrani, tra cui un ottimo prosciutto e un buon lonzino. Sono degne di lode le paste fatte a mano: potrete scegliere tra pappardelle con ragù di castrato, tagliatelle con funghi porcini e salsa di tartufo, gnocchi con sugo di papera e la classica chitarra con polpettine di carne. Come secondo vi saranno proposte carni di agnello, di maiale o di manzo cotte alla brace, ma il venerdì c’è un intero menù dedicato al baccalà: cucinato a tocchetti in umido con i fagioli, preparato come condimento di gnocchi o mezzi rigatoni al sugo, arrostito sulla brace, fritto in pastella o cotto a tranci con pomodoro e patate. Potrete concludere con un dessert a scelta tra la panna cotta al caramello, al cioccolato o ai frutti di bosco, il sorbetto e la torta alla crema di caffè.
Il vino della casa è gradevole, ma potrete optare anche per qualche buona etichetta abruzzese.
Etichette:
osteria
Pervoglia
CASTELLALTO Castelbasso
Osteria di recente fondazione
Via XXIV Maggio
Tel. 0861 508035
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine ottobre-inizio novembre
Coperti: 50 + 30 esterni
Prezzi: 27-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Castelbasso Progetto Cultura è un’idea di ampio respiro avviata da un’associazione di giovani professionisti locali con lo scopo di rivitalizzare questo bellissimo borgo medievale, sia attraverso eventi culturali estivi sia con il recupero di attività artigianali e commerciali. Ci hanno creduto anche i giovani Marco ed Elenia Di Stefano, lei in cucina e lui in sala, bravi ad avviare questo bel locale con volte in mattoni e a impostare una cucina di tradizione con qualche novità.
Le prime proposte riguardano la bella selezione di salumi e di formaggi, il prosciutto e il filetto di maiale nostrano stagionato, la buonissima caponata di verdure con baccalà arrosto, la crespella croccante con crema di patate e zucchine, il filetto di baccalà pastellato con verdure e le mazzarelle alla teramana (involtino di interiora di agnello), eseguite alla perfezione. A seconda della stagione, si trovano i ravioli di ricotta con fiori di zucca e zafferano di L’Aquila, i maltagliati con pomodoro, guanciale e funghi porcini, gli spaghetti Verrigni con pomodoro e baccalà, le tagliatelle con tartufo nero dei monti della Laga, la chitarra alla teramana con sugo di pallottine di carne, gli strozzapreti di farro con zucchine e ricotta stagionata, le cordicelle con melanzane e pomodoro. Tre le carni non mancano mai la classica grigliata mista, il filetto di maiale con guanciale e tartufo o al Montepulciano d’Abruzzo, il fritto misto della casa (agnello scottadito, formaggio, fiori di zucca e ortaggi) e, soprattutto, l’agnello (in padella al Trebbiano d’Abruzzo, alla griglia o al forno con le erbette).
Molto interessanti la selezione di formaggi biologici e i dolci casalinghi. Vini regionali ma non solo.
Osteria di recente fondazione
Via XXIV Maggio
Tel. 0861 508035
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine ottobre-inizio novembre
Coperti: 50 + 30 esterni
Prezzi: 27-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Castelbasso Progetto Cultura è un’idea di ampio respiro avviata da un’associazione di giovani professionisti locali con lo scopo di rivitalizzare questo bellissimo borgo medievale, sia attraverso eventi culturali estivi sia con il recupero di attività artigianali e commerciali. Ci hanno creduto anche i giovani Marco ed Elenia Di Stefano, lei in cucina e lui in sala, bravi ad avviare questo bel locale con volte in mattoni e a impostare una cucina di tradizione con qualche novità.
Le prime proposte riguardano la bella selezione di salumi e di formaggi, il prosciutto e il filetto di maiale nostrano stagionato, la buonissima caponata di verdure con baccalà arrosto, la crespella croccante con crema di patate e zucchine, il filetto di baccalà pastellato con verdure e le mazzarelle alla teramana (involtino di interiora di agnello), eseguite alla perfezione. A seconda della stagione, si trovano i ravioli di ricotta con fiori di zucca e zafferano di L’Aquila, i maltagliati con pomodoro, guanciale e funghi porcini, gli spaghetti Verrigni con pomodoro e baccalà, le tagliatelle con tartufo nero dei monti della Laga, la chitarra alla teramana con sugo di pallottine di carne, gli strozzapreti di farro con zucchine e ricotta stagionata, le cordicelle con melanzane e pomodoro. Tre le carni non mancano mai la classica grigliata mista, il filetto di maiale con guanciale e tartufo o al Montepulciano d’Abruzzo, il fritto misto della casa (agnello scottadito, formaggio, fiori di zucca e ortaggi) e, soprattutto, l’agnello (in padella al Trebbiano d’Abruzzo, alla griglia o al forno con le erbette).
Molto interessanti la selezione di formaggi biologici e i dolci casalinghi. Vini regionali ma non solo.
Etichette:
Abruzzo
La tacchinella
Canzano
Trattoria
Via Roma, 18
Tel. 0861 555107
Chiuso domenica sera e lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 22-24 euro
Carte di credito: MC, Visa, Bancomat
Quasi in cima al paesino di Canzano, si trova la trattoria della famiglia Di Clemente, impegnata da generazioni nella preparazione di vivande che perpetuano le tradizioni locali. Ecco perché il piatto simbolo del locale (e del paese) non poteva che essere il tacchino alla canzanese, cotto lentamente nella sua gelatina e servito freddo, una ricetta tra le più raffinate della cucina teramana, oggi protagonista di un progetto di valorizzazione che coinvolge allevatori, produttori e istituzioni di alcuni paesi limitrofi. Qui si viene per assaggiarla nella versione più fedele e autentica, ma dopo una serie di tappe che comincia con un semplice antipasto di pecorino, verdure sott’olio e prosciutto stagionato nella cantina duecentesca dell’edificio che ospita la trattoria, una bella neviera che merita una visita. Autenticamente teramani sono la chitarra con polpettine di carne, le scrippelle ’mbusse (crespelle in brodo con pecorino), le fettuccine tricolore con ventrigli di pollo e funghi e la “lacrima”, uno spaghetto piccante. Oltre al tacchino, poi, galantina di pollo, ottime mazzarelle, agnello a scottadito, pecora alla callara e baccalà, al quale è dedicato un intero menù ogni venerdì.
Il finale è affidato alla torta di noci, al gustoso boccone di dama, preparato con pasta di mandorle, al tortino di cioccolato caldo o alla stracciatella con gelato alla crema, che potrete accompagnare con un bicchiere di vino cotto fatto in casa. Misurata selezione di vini regionali e qualche etichetta nazionale in cantina.
Trattoria
Via Roma, 18
Tel. 0861 555107
Chiuso domenica sera e lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 22-24 euro
Carte di credito: MC, Visa, Bancomat
Quasi in cima al paesino di Canzano, si trova la trattoria della famiglia Di Clemente, impegnata da generazioni nella preparazione di vivande che perpetuano le tradizioni locali. Ecco perché il piatto simbolo del locale (e del paese) non poteva che essere il tacchino alla canzanese, cotto lentamente nella sua gelatina e servito freddo, una ricetta tra le più raffinate della cucina teramana, oggi protagonista di un progetto di valorizzazione che coinvolge allevatori, produttori e istituzioni di alcuni paesi limitrofi. Qui si viene per assaggiarla nella versione più fedele e autentica, ma dopo una serie di tappe che comincia con un semplice antipasto di pecorino, verdure sott’olio e prosciutto stagionato nella cantina duecentesca dell’edificio che ospita la trattoria, una bella neviera che merita una visita. Autenticamente teramani sono la chitarra con polpettine di carne, le scrippelle ’mbusse (crespelle in brodo con pecorino), le fettuccine tricolore con ventrigli di pollo e funghi e la “lacrima”, uno spaghetto piccante. Oltre al tacchino, poi, galantina di pollo, ottime mazzarelle, agnello a scottadito, pecora alla callara e baccalà, al quale è dedicato un intero menù ogni venerdì.
Il finale è affidato alla torta di noci, al gustoso boccone di dama, preparato con pasta di mandorle, al tortino di cioccolato caldo o alla stracciatella con gelato alla crema, che potrete accompagnare con un bicchiere di vino cotto fatto in casa. Misurata selezione di vini regionali e qualche etichetta nazionale in cantina.
Etichette:
Abruzzo
Locanda del pompa
Campli
Trattoria con alloggio
Bivio Campli, 5
Tel. 0861 569011
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in febbraio
Coperti: 60
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
La famiglia Pompa ha davvero fatto la storia della ristorazione teramana, dai ristoranti gestiti nel capoluogo nella seconda metà del secolo scorso a questa locanda di campagna, appartata e accogliente, che si trova a metà strada tra Teramo e Campli.
Nella calda sala o sotto il riposante porticato esterno, avrete un saggio della ricca gastronomia locale, a partire dalla serie degli antipasti che, secondo stagione, può contemplare ricottine con zafferano e zucchine, salumi di maiale e selvaggina, verdure fritte e all’olio, ciffe e ciaffe (coratella di agnello con erbe aromatiche e peperoni), millefoglie di patate con tartufo nero e fonduta di formaggio. Proseguirete con spaghetti di grano saragolla con guanciale, zuppa di farro biologico con fagioli e prosciutto, chitarrine con porcini, con ragù o con pomodoro, basilico fresco e ricotta affumicata al ginepro. Inoltre, cuzztil con fiori di zucca e zafferano e, il Primo Maggio, le imperdibili virtù teramane, una sorta di minestrone che mette insieme una quarantina di ingredienti tra erbe, ortaggi e legumi. Tra i secondi spiccano l’agnello alle erbe o allo zafferano, la tagliata di manzo di razza marchigiana e il filetto di coniglio al basilico. Ottimo il tagliere di formaggi, che seleziona soprattutto prodotti del centro Italia. Tra i dolci, ci sono semifreddo di ricotta con frutti di bosco, mousse di cioccolato, crostata di farina integrale con crema e ricotta di pecora e la classica pizza dolce.
La carta dei vini spazia con competenza un po’ in tutta Italia, privilegiando la produzione regionale, con ricarichi corretti
Trattoria con alloggio
Bivio Campli, 5
Tel. 0861 569011
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in febbraio
Coperti: 60
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte
La famiglia Pompa ha davvero fatto la storia della ristorazione teramana, dai ristoranti gestiti nel capoluogo nella seconda metà del secolo scorso a questa locanda di campagna, appartata e accogliente, che si trova a metà strada tra Teramo e Campli.
Nella calda sala o sotto il riposante porticato esterno, avrete un saggio della ricca gastronomia locale, a partire dalla serie degli antipasti che, secondo stagione, può contemplare ricottine con zafferano e zucchine, salumi di maiale e selvaggina, verdure fritte e all’olio, ciffe e ciaffe (coratella di agnello con erbe aromatiche e peperoni), millefoglie di patate con tartufo nero e fonduta di formaggio. Proseguirete con spaghetti di grano saragolla con guanciale, zuppa di farro biologico con fagioli e prosciutto, chitarrine con porcini, con ragù o con pomodoro, basilico fresco e ricotta affumicata al ginepro. Inoltre, cuzztil con fiori di zucca e zafferano e, il Primo Maggio, le imperdibili virtù teramane, una sorta di minestrone che mette insieme una quarantina di ingredienti tra erbe, ortaggi e legumi. Tra i secondi spiccano l’agnello alle erbe o allo zafferano, la tagliata di manzo di razza marchigiana e il filetto di coniglio al basilico. Ottimo il tagliere di formaggi, che seleziona soprattutto prodotti del centro Italia. Tra i dolci, ci sono semifreddo di ricotta con frutti di bosco, mousse di cioccolato, crostata di farina integrale con crema e ricotta di pecora e la classica pizza dolce.
La carta dei vini spazia con competenza un po’ in tutta Italia, privilegiando la produzione regionale, con ricarichi corretti
Etichette:
Abruzzo
Iscriviti a:
Post (Atom)