giovedì 7 aprile 2011

Costa casale

Chiaromonte

Azienda agrituristica
Contrada Vito
Tel. 0973 642346
Chiuso il mercoledì
Orario: pranzo, sera su prenotazione, agosto pranzo e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 22 euro
Carte di credito: nessuna


L’azienda agrituristica Costa Casale, situata nel Parco nazionale del Pollino, a valle del centro abitato del comune di Chiaromonte che domina la vallata del fiume Sinni, si estende per circa 40 ettari di terreno e comprende un ristorante, cinque appartamenti, un maneggio, un ampio frutteto con susini e albicocchi, un oliveto, una riserva di daini e un allevamento di suini, ovini e caprini. I piatti proposti dal ristorante, semplici e genuini, appartengono alla tradizione lucana e sono preparati con materie prime prodotte e acquistabili in azienda: carni, salumi, formaggi, confetture, olio e sottoli.
Il menù è fisso e varia secondo stagione. Si comincia con diversi antipasti tra cui il soffritto, i peperoni ripieni, i fiori di zucca, i funghi, il timballo di patate, i salumi e i formaggi locali, tra cui una buona ricotta. Seguono due assaggi di primi piatti, a base di pasta fresca, da scegliere fra i tradizionali strascinati con peperone e mollica, gli ottimi ravioli di ricotta, i fusilli al sugo di cinghiale o di daino, le orecchiette ai funghi. Le carni di produzione propria sono preparate sia al forno che ai ferri: agnello, daino, cinghiale, maiale, vitello. Il pasto si può concludere con frutta fresca prodotta in azienda e varie crostate di ricotta o di frutta.
Non ci sono vini in bottiglia: viene servito soltanto un discreto sfuso della zona.

Al becco della civetta

Castelmezzano

Trattoria annessa all’albergo
Vico I Maglietta, 7
Tel. 0971 986249
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili in autunno
Coperti: 120
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat


Ci sono almeno due buone ragioni per visitare questo locale: lasciarsi affascinare da Castelmezzano, splendido paesino inserito nel Parco regionale di Gallipoli Cognato, meta di turisti amanti della montagna e dell’arrampicata sportiva; affidarsi alla signora Antonietta che, nel suo locale, lavora instancabilmente cucinando, coordinando il servizio, curando personalmente l’approvvigionamento delle materie prime.
L’antipasto misto con cui vi consigliamo di iniziare comprende salumi e formaggi locali, varie frittatine, peperoni crusch, funghi, una gustosa zuppa di verdure e la minestra maritata di cicorie. I primi sono tutti a base di pasta fresca: tra questi si segnalano la pasta al peperoncino con ricotta e noci, gli strascinati con funghi, castagne e salsiccia, le manate ai funghi porcini, i cavatelli con pomodoro, pasta di salsiccia e cacioricotta, il mischiglio del Pollino. Squisiti i secondi: agnello alle erbe con patate arraganate, sfoglia di maiale con scamorza e scarole, rollata di vitello podolico farcita con verdura maritata. Vasta la scelta dei formaggi: prenotando in tempo, potrete gustare le piccole produzioni della zona. Si conclude con crostole al miele e origano, tegolino alle fragole con salsa ai frutti di bosco e un’ottima mousse di ricotta.
La carta dei vini è stata notevolmente arricchita e oggi comprende oltre 200 bottiglie locali e nazionali cui si aggiunge qualche etichetta internazionale. Numerosi i distillati. Per chi desidera pernottare, è disponibile una piccola struttura alberghiera recentemente ammodernata.

Pietra del sale

Avigliano Frusci-Monte Carmine

Ristorante
Contrada Pietra del Sale
Tel. 0971 87063
Chiuso il lunedì e domenica sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80 + 30 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

A oltre 1100 metri sul livello del mare, il locale dei fratelli Samela è ospitato in un antico casone ben restaurato sulla strada che collega Avigliano a Castelagopesole. Da qui si gode una splendida vista: l’antico maniero federiciano e il monte Vulture, vulcano spento nei cui crateri si trovano i laghi di Monticchio. In sala, Leonardo assicura un servizio accorto e discreto. La cucina utilizza diversi prodotti dell’azienda.
Nell’antipasto misto, sempre molto ricco, troviamo salumi locali, caprini freschi o stagionati, pecorino di Filiano, caciocavallo podolico. In alternativa (o in aggiunta) melanzane e peperoni fritti o arrostiti, zucchine a scapece, l’eccellente ricotta con il miele e l’insalata di ovuli nella stagione dei funghi. Tra i primi, realizzati con pasta fresca tirata a mano, da non perdere i ferretti con il sugo di cinghiale, le cautarogne (si chiamano così in questa zona gli strascinati) con funghi e tartufo o con carne ed erbette, le tagliatelle con caprino e tartufo, i cauzuni (ravioli di ricotta con la mentuccia), i cavatelli rucola e cacioricotta, il trittico al ragù di cinghiale. Superlativi i secondi piatti: costate di cinghiale alle erbe, mugnulatieddi (involtini di interiora di agnello), agnello ai ferri, maiale con peperoni all’aceto, baccalà fritto con i peperoni crusch e, su prenotazione, il cutturieddu (stracotto speziato di pecora o agnellone). Si conclude con i taralli glassati di Avigliano, le crostate ai frutti di bosco e i gelati casalinghi.
Nella cantina alcune etichette di Aglianico e bottiglie nazionali.

La mangiatoia

Rotondella

Ristorante
Via Giotto, 23
Tel. 0835 504440-504137
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 90 + 20 esterni
Prezzi: 18-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna

Dalla strada statale Sinnica, che collega il litorale tirrenico a quello ionico, ci si inerpica per una bretella ricca di tornanti e di una lussureggiante vegetazione che conduce nel piccolo ma suggestivo paese di Rotondella. Una volta arrivati nel centro storico, si capisce perché questo borgo viene chiamato “il balcone sullo Ionio”: si apre infatti al visitatore una vista su tutto il golfo. La Mangiatoia è un locale a gestione familiare suddiviso su due livelli: al primo piano è possibile gustare i piatti della cucina tradizionale, al piano terra si può assaporare un’ottima pizza. La regina dei fornelli è la signora Cosima, affiancata in sala dal figlio Giuseppe.
Sin dagli antipasti colpiscono la genuinità dei piatti e la cura nella loro preparazione: pastizzi (calzoni ripieni di carne), falagoni (calzoni con ortaggi e verdure), salumi lucani, formaggi freschi e stagionati, ottime burratine. Tra i primi piatti, spiccano i frizzuli – un tipo di pasta fresca che Cosima ricava utilizzando un ferro particolare – conditi con il ragù misto e polvere di peperoni di Senise. Se si ha voglia di una minestra calda, è da non perdere la zuppa di fagiolini e ceci. L’ottima carne utilizzata per la preparazione dei secondi è selezionata personalmente dal marito della signora Cosima: consigliamo soprattutto il delicato capretto lattante, ottimo al forno o alla brace, e il coniglio alla cacciatora. Si può concludere con cannoli di ricotta e pastizzotti.
La scelta dei vini è limitata a poche etichette locali.

Lucanerie

Matera

Ristorante
Via Santo Stefano, 61
Tel. 0835 332133
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto
Coperti: 40
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


In un ristorante di anno in anno sempre più frequentato sia da locali sia da turisti (la prenotazione è caldamente consigliata), Enza Leone e Franco Abbondanza propongono con costanza i gustosi piatti della tradizione lucana e, in particolare, della montagna materana. Enza sta ai fornelli, mentre Franco si occupa della gestione della sala.
Vari e numerosi gli antipasti: salsiccia pezzente (Presidio Slow Food), caprini e pecorini locali abbinati a confetture di frutta, peperoni crusch, zuppa di orzo e porcini del Pollino o di fagioli di Sarconi. I primi sono preparati con pasta fresca di diversi formati (cavatelli, ferricelli, rascatielli) che può essere condita con funghi cardoncelli e salsiccia, con peperoni crusch e mollica fritta, oppure con porcini e tartufo del Pollino. Gran parte dei secondi piatti sono realizzati con carni provenienti dai pascoli lucani: negli ultimi tempi è giustamente molto richiesto il manzo podolico in zuppa con i fagioli, ma rappresentano proposte molto valide anche il maiale alla brace con cotto di fichi, l’arrosto di agnello e capretto di pascolo lucano abbinato agli gnummarieddi, involtini di interiora di agnello. I dessert sono tutti di fattura casalinga: oltre alla crostata di ricotta e alla mousse di caprino, da non perdere, nel periodo natalizio, le cartellate al miele o al vincotto.
La carta dei vini propone le principali etichette di Aglianico più alcune bottiglie nazionali.

Le botteghe

Matera

Trattoria
Piazza San Pietro Barisano, 22
Tel. 0835 344072
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in gennaio
Coperti: 95 + 50 esterni
Prezzi: 28-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Da piazza Vittorio Veneto, la piazza principale di Matera, attraverso una ripida scalinata si arriva in via Fiorentini, una delle strade più suggestive del Sasso Barisano: terminata la breve passeggiata ci si trova davanti alla trattoria Le Botteghe. Una volta entrati, il benvenuto è dato da un avvolgente odore di carne arrosto, una delle specialità della casa: se ne occupa Angelo Giannella, familiarmente conosciuto come “Il Rosso”, che metterà a vostra disposizione la sua esperienza di macellaio proponendovi i migliori tagli di carne locale che ha selezionato personalmente.
Il pasto può iniziare con un misto di salumi e formaggi (tra i quali il pecorino del Parco della Murgia), oppure con assaggi di parmigiana di melanzane, lampascioni fritti, polpette di melanzane, fiori di zucca, peperoni crusch. Ancor più strettamente legati alla tradizione culinaria lucana e della Murgia sono i primi e i secondi piatti: tagliatelle con i ceci e la mollica fritta, cavatelli di semolone (farina integrale), strascinati con funghi cardoncelli e salsiccia, le immancabili fave e cicoria, e poi capretto e agnello murgiani, costate di podolica, gnummarieddi (involtini di interiora). I dolci sono di fattura casalinga: crostate con confettura di frutta, spumetti alla mandorla, dolci con ricotta.
In cantina ampia selezione di vini regionali e della vicina Puglia. Buona la scelta degli oli, tutti della provincia di Matera, come l’extravergine di maiatica.

Il cantuccio

Matera

Trattoria
Via delle Beccherie, 33
Tel. 0835 332090
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-15 settembre
Coperti: 37 + 20 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Le diverse esperienze in campo gastronomico maturate da Micha (Michele Lella) in alcuni paesi europei, consentono oggi a questo giovane chef di elaborare le ricette della tradizione materana con qualche tocco innovativo ma sempre con serietà e sobrietà. Il risultato è una cucina molto apprezzata dalla clientela locale come dai numerosi turisti italiani e stranieri che scelgono di visitare la città dei Sassi.
Per cominciare potete scegliere i cavatelli alla frantoiana, le orecchiette con basilico, aglio, cipolla, pomodorini e cacioricotta, i ravioli ripieni di cime di rapa con salsa di aglio, acciughe e pangrattato; nella stagione invernale spicca la minestra di farro, grano e fagioli di Sarconi con funghi del Pollino, mentre in primavera valgono l’assaggio le orecchiette con ricotta fresca di pecora, cannella e buccia di limone. Tra i secondi, per lo più a base di carne, ha un posto d’onore l’agnello alla materana con verdure e ortaggi, variante della pignata, il classico stufato di carne ovina. In alternativa, provate il capretto con cicorie campestri e pomodorini, il filetto di vitello all’Aglianico con porcini, il baccalà fritto con purè di fave e peperoni crusch, la tagliata di podolica. I formaggi della montagna e della collina materana (pecorini e caprini, sottocenere o stagionati in grotta) offrono un’ottima alternativa alle carni.
I dessert chiudono il pranzo con un tocco di raffinatezza: mousse al cioccolato o crema alla materana con cannella. La cantina conta ormai un centinaio di etichette regionali e nazionali.

La locandiera

Bernalda

Ristorante
Corso Umberto I, 194
Tel. 0835 543241
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 80
Prezzi: 22-25 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna, Bancomat


Una vacanza sulla costa jonica del Metapontino, tra i resti di insediamenti della Magna Grecia e le spiagge sabbiose, può essere arricchita da una sosta in questa intima e raccolta trattoria di Bernalda. Il locale è gestito da due coppie di sorelle imparentate tra loro: Clara è coadiuvata in cucina dalla nipote Franca, Maria si occupa della sala insieme alla figlia Mariangela.
Gli antipasti sono preparati soprattutto con i tanti ortaggi del Metapontino: conserva di pomodori verdi o di zucchine e lampascioni, ciambotto di peperoni e melanzane, frittelle di zucchine o baccalà, pettole, peperoni con uva passa e la tipica crapiata, piatto a base di grano e legumi. Anche i primi fanno riferimento alla tradizione locale: ferricelli con ragù di cavallino o con zucchine, melanzane e ricotta, tripoline con mollica fritta, purea di fave con cicorie campestri, bucatini con fagiolini e ricotta. Per i secondi si può scegliere tra un corposo piatto di “pastorale” (stufato di ovino adulto con verdure), braciolette (involtini) di cavallo, polpette di pane, trippa, parmigiana di melanzane, arrosto di agnello o capretto. In alternativa, formaggi locali (caciocavallo o pecorino di Moliterno) abbinati a una buona confettura di limone. Durante le feste (specie sotto Natale), è una scelta quasi obbligata chiudere il pasto con le ottime cartellate al vin cotto, in estate è piacevole il semifreddo al torroncino con fichi secchi e sciroppo di cotto di fichi. Molto buoni anche i panzerottini con l’acinata (confettura di uva), abbinati a un bicchiere di limoncello o nespolino.
In cantina le migliori bottiglie di Aglianico e qualche etichetta nazionale. Atmosfera e accoglienza cortesi.

Pezzolla

Accettura

Ristorante con alloggio
Via Roma, 21
Tel. 0835 675008
Chiuso il venerdì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 40 + 20 esterni
Prezzi: 23-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat



Visitando il parco regionale di Gallipoli-Cognato, tra le ampie faggete non è difficile incontrare i placidi bovini di razza podolica dalle ampie corna e dal manto bianco-grigio. Accettura, noto soprattutto per il “Maggio”, festa silvo-pastorale di antica tradizione, è un piccolo centro nel cuore del parco. È qui che si trova questo celebre locale, in cui si respira una piacevole atmosfera familiare, gestito con passione dalla signora Isabella con il figlio Mario.
Se si è fortunati è possibile trovare l’ormai anziana ma attiva signora che prepara la pasta fresca sul “tavoliere”: orecchiette, cavatelli, schiacciatelle, manate. Pasta che, dopo un classico antipasto a base di gustosi affettati e conserve locali e caserecci, vi sarà servita con il ragù di cinghiale, di agnello o di salsiccia pezzente, con semplice pomodoro, con ceci o fagioli, ancora, con funghi e tartufi lucani, ricetta quest’ultima che va per la maggiore. La carne, attentamente selezionata, è protagonista dei secondi: primeggia il vitello podolico stufato o alla piastra; in alternativa, agnello, capretto o maiale, magari accompagnati da un semplice e gustoso piatto di patate tagliate e fritte al momento. I formaggi, forniti direttamente dai casari della zona, rappresentano una più che valida alternativa: pecorini e caprini di diverse stagionature, oltre al caciocavallo podolico, servito anche alla piastra con miele di castagno.
Anche se la tradizione locale non è ricca di dolci, troverete certamente le zeppole al miele (dolci di pasta di pane fritta). La cantina non è ricca ma propone decorosi vini locali.

Delfina & giovanni

Tortoreto Lido

Ristorante
Lungomare Sirena, 378
Tel. 0861 786578
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di settembre
Coperti: 70
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Sul lungomare di Tortoreto, questo locale semplice e accogliente è il posto giusto per gustare buoni piatti a base di pesce fresco. In cucina, da anni, c’è Delfina, in sala il figlio Alfonso Stuardi. L’ambiente è moderno e il servizio cordiale e vivace, improntato a una semplicità che è il principio ispiratore anche della preparazione dei piatti. Non troverete salse o condimenti invadenti, solo l’olio extravergine delle colline teramane concorre al sapore antico ma riproposto sempre felicemente dei piatti, come dimostra il guazzetto servito in padella con gli spaghetti, tradizionale piatto unico dei pescatori locali.
Tra le proposte di apertura, tanto numerose che se non farete attenzione basteranno a saziarvi, troverete lo sgombro e le alici marinate, gli scampetti bolliti e i calamaretti all’uso dei pescatori, le alici a scottadito e le vongole al cartoccio. Tra i primi si segnalano le linguine con sogliole e scampi, uno dei punti fermi del locale, e gli ottimi spaghetti alla pescatora. Tra i secondi, pesci di piccola e media taglia, come la rana pescatrice, il rombo, il pesce sampietro e la sogliola, cotti arrosto o all’acquapazza. Con un po’ di fortuna, potrete trovare una frittura di paranza davvero ben fatta.
Ottima la cantina, fornita e con etichette per tutte le tasche. Il locale è molto frequentato, quindi si consiglia di prenotare; inoltre si ricorda che, se si scelgono crostacei e pesci pregiati, il prezzo del pasto può aumentare.

La sosta

Torano Nuovo

Ristorante
Via Regina Margherita, 34
Tel. 0861 82085
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tre settimane dopo Ferragosto
Coperti: 75
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nel centro di Torano si fa onore da anni questo ristorante in cui si viene per gustare buoni piatti della tradizione teramana. È una scelta consapevole dei titolari, Francesco e Serafino Luciano, infatti, quella di dare un’impronta classica alla propria cucina, sostanziosa e di qualità sempre elevata. Le due sale in cui si sviluppa il locale sono arredate con gusto rustico e familiare, all’ingresso i prodotti del territorio utilizzati nella preparazione delle pietanze sono esposti in una bella credenza.
Ben assortita è la scelta dei piatti, che variano in base alle stagioni. È così negli antipasti – tra cui lombo affumicato, olive all’ascolana, trippa e buoni formaggi e salumi locali – come nei primi. Qui potrete scegliere tra ottimi spaghetti alla pecorara con sugo di salsiccia, tagliatelle al ragù o ai funghi porcini, maccheroni alla chitarra con le polpettine, gnocchi e timballo di crespelle. Sono sempre accompagnati da patate al forno, verdure cotte o insalate, i secondi: lo stinco di vitello o il capocollo di maiale al forno, l’agnello alla brace, lo spezzatino di capra alla neretese con cipolla e peperoni, l’arrosto misto e le salsicce. Assaggiate, se potete, le tradizionali mazzarelle (interiora di agnello in umido) e il pecorino fritto. I dolci sono tutti casalinghi, a partire dal tiramisù e dalla panna cotta, fino al dolce casereccio (fatto con pan di Spagna, alchermes, crema e cioccolato) e ai cantuccini, e sono serviti con un passito. Buono anche il sorbetto al limone.
La lista dei vini propone bottiglie in prevalenza abruzzesi, a prezzi onesti.

Enoteca centrale

Teramo

Enoteca con mescita e cucina
Corso Cerulli, 24-26
Tel. 0861 243633
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane tra agosto e settembre
Coperti: 30 + 25 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Ecco un locale capace di soddisfare tutti i gusti a tutte le ore, dalla prima colazione a mezzanotte, passando per l’aperitivo. Il merito è del serio lavoro di Marcello e Pietro Perpetuini, bravi a presentare una variegata offerta giornaliera di produzioni artigianali, senza mai perdere di vista l’offerta dei vini: molto fornita la cantina, che non trascura le novità e i piccoli produttori abruzzesi, nazionali e stranieri, con numerose etichette (anche importanti) al bicchiere.
Ci si può sedere al bancone per un semplice aperitivo, un pranzo veloce o una pausa accompagnata da salumi e formaggi artigianali, frittate con verdure di stagione, sformatini e altre stuzzicanti entrées che variano con frequenza. Al tavolo i piatti del giorno seguono le stagioni: nei mesi caldi avrete i tagliolini con pomodoro fresco, la chitarra con zucchine, pomodorini e melanzane fritte e gli gnocchi con la genovese di vitello e tartufo, mentre nel periodo invernale troverete le classiche ricette teramane, dalle crespelle in brodo alla chitarra con tartufo, dalla polenta ai ravioli ripieni di ricotta e maggiorana o quelli dolci, con zucchero e cannella. Da provare, tra i secondi, oltre all’agnello dei monti della Laga, l’ottima trippa alla teramana, in bianco o con il pomodoro, le immancabili mazzarelle (interiora di agnello avvolte in foglie di indivia), lo stinco di maiale, la lombata di maiale al cartoccio con mozzarella e tartufo e diversi tagli di manzo. Per concludere, pizza dolce, torta al cioccolato o di frutta fresca.

Rifugio delle aquile

Teramo Acquachiara

Trattoria-rifugio
Località Acquachiara
Tel. 0861 286279
Chiuso mercoledì; inverno aperto dal venerdì alla domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 130 + 200 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


L’indirizzo non tragga in inganno, in realtà si è piuttosto lontani dal centro abitato. Da Teramo si prende la statale 81 in direzione Ascoli, si svolta al cartello Roiano e, proseguendo sulla provinciale 51, dopo qualche chilometro e diverse curve, si imbocca una strada in condizioni non ottime. A oltre 1000 metri di altitudine, si arriva a questo accogliente rifugio dotato di nove camere e di un ristorante.
La maggior parte delle materie prime usate in cucina proviene dai terreni di proprietà della società che gestisce la struttura, dove abbondano i funghi, si allevano bovini, caprini, ovini, suini ma anche cinghiali, caprioli e cervi in libertà e, per ora solo in sperimentazione, anche yak. I soci sono tre, ognuno con un compito specifico: il sommelier Vincenzo Michetti si occupa della bella sala con ampia vetrata, Pacifico Capoferri dirige la cucina, il veterinario Cesare Lazzaroni seleziona carni e formaggi. A tavola c’è l’imbarazzo della scelta, ma attenzione a non esagerare: le porzioni sono abbondanti. Si parte con salumi e formaggi di produzione propria, olive farcite, polentina, zuppa di lenticchie e porcini. Tra le paste, tutte fatte in casa, meritano un assaggio i cappelli del prete con salsa di tartufo e formaggio, ma anche le pappardelle, le tagliatelle e gli gnocchi conditi con tartufo e porcini oppure con ragù classico, di cinghiale o di capriolo. Generosi anche i secondi, tra cui il cinghialino da latte al forno con patate, l’agnello a scottadito e, dopo Pasqua, il capretto. Tra i dolci casalinghi, biscotti secchi e crostata con ricotta di capra e cioccolato.
Molto fornita la cantina, con etichette non solo regionali, ma non è da disprezzare il vino della casa. Da provare il casalingo liquore di genziana.

Vecchia marina

Roseto degli Abruzzi

Ristorante annesso all’albergo
Lungomare Trento, 37
Tel. 085 8931170
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 35 + 25 esterni
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


D’estate Roseto degli Abruzzi è una vivace cittadina balneare che ospita numerose manifestazioni sportive e culturali. D’inverno tutto sembra fermo e un po’ triste, ma risolleva davvero lo spirito entrare in questo ristorantino al piano terra di un sobrio e tranquillo albergo a conduzione familiare che si affaccia sul lungomare.
Vi accomoderete a uno dei tavoli nell’unica e semplice sala o, quando non fa freddo, in giardino, e subito Gennaro D’Ignazio e Giovanni Parnanzone vi proporranno la loro cucina casalinga, con una discreta varietà di pietanze preparate con il pescato locale del giorno. Arriveranno in tavola, per cominciare, antipasti crudi e cotti tra cui gli scampi sgusciati e bolliti, i filetti di triglia con pomodorini, le alici marinate, il crudo di gamberetti e calamari, gli scampi in padella e il guazzetto di vongole. Gli scampi e i gamberetti ricompaiono tra i primi, sgusciati e saltati in padella con pomodorini e vongole, a condire la pasta di Gragnano. Una mano leggera nei condimenti si fa apprezzare nelle linguine allo scoglio e nel risotto ai frutti di mare. Arrivano quotidianamente dal mare anche le materie prime con cui sono preparati i secondi, dalla delicata frittura di paranza all’arrosto misto, fino all’immancabile guazzetto in cui troverete un assortimento di pesci sempre equilibrato ma variabile in base alla disponibilità e alla stagione. La piccola selezione di pasticceria secca segna la conclusione del pasto.
La cantina, in crescita, propone un discreto numero di etichette abruzzesi e nazionali. Servizio informale ma attento.

Borgo spoltino

Mosciano Sant'Angelo

Ristorante
Strada Selva Alta
Tel. 085 8071021
Chiuso lunedì e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Il locale porta lo stesso nome del borgo in cui si trova, un piccolo agglomerato di edifici, tra cui una chiesetta, ristrutturato con attenzione e nel pieno rispetto dei caratteri originari. Qui si gode un’atmosfera serena, quasi non sembra vero che la statale e l’autostrada siano così vicine. Il ristorante di Gabriele Marrangoni, un ambiente raccolto e con cucina a vista, trovandosi in un edificio separato da quello che ospita l’ampia sala per ricevimenti e banchetti, è silenzioso e tranquillo.
In cucina la tradizione si alterna alla creatività, ma sempre nel rispetto delle stagioni. Si comincia da antipasti tipici, con il meglio della produzione abruzzese di insaccati e formaggi, ma anche da proposte più personali: vellutata di asparagi con scamorza, fiori di zucca farciti e fritti, insalata di orzo o, in una piccola parentesi ittica, tonno affumicato con uno spicchio di arancia, semplice e appetitoso. A seguire, primi piatti per lo più tradizionali, come zuppa di farro, pappardelle con ragù di pecora ed erbette, linguine con straccetti di baccalà e pomodoro fresco, vellutata di zucca con mosto. Come secondo, una buona scelta di carni rosse o bianche: bistecchine di pecora, trippa con maggiorana, tagliata, filetto di maiale al Porto, costine di agnello alla griglia e, qualche volta, piccione. Si conclude con dolci di buona fattura, semplici e gustosi, che alternano proposte come bavaresi o semifreddi a dolci di accento più locale, come la classica pizza teramana.
I vini sono conservati nella cantina posta nei locali sotterranei, curata con gusto personale da Gabriele. E non sarà facile scegliere: le etichette, in prevalenza regionali, sono molte.

Il sestante

Martinsicuro Villa Rosa

Trattoria
Lungomare Italia
Tel. 0861 713268
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto e a Natale
Coperti: 60
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Siamo a metà del lungomare di Villa Rosa, località vocata al turismo balneare: chi vi capiterà nei mesi invernali e noterà gli appartamenti sul lungomare, in gran parte disabitati, avvertirà tangibile la sensazione di “mare d’inverno”. Il Sestante, arredato in stile marinaro, continua ad approvvigionarsi presso fornitori del posto, a proporre piatti prettamente locali e, cosa che non passa inosservata, a tenere i prezzi sotto controllo, cosicché il successo è costante e, visto il numero limitato dei coperti, trovare un tavolo implica necessariamente la prenotazione, specialmente la sera.
Sempre protagonisti gli antipasti, per varietà e quantità (a mezzogiorno ne troverete una successione ridotta, ma pur sempre ricca): alici marinate, cicale di mare e scampi bolliti, magnana (neonata di sarda) fritta o bollita e condita con un filo di olio, uova di merluzzo, trippa di rana pescatrice con sughetto al pomodoro piccante, misto di crudità, lumachine di mare in porchetta. Le paste sono preferibilmente di Gragnano, ma non mancano le chitarrine abruzzesi e altre tipologie locali, tutte condite con sughi di pesce o di pesce e verdure: chitarrine con zucchine e moscardini, gnocchetti alle vongole, mezzi rigatoni ai crostacei, spaghetti al nero di seppia, ravioli di mare. Tra i secondi, il guazzetto è una delle preparazioni locali più tipiche. Buoni anche il rombo al forno con patate, la frittura e le diverse proposte di scamponi (bolliti, arrosto, alla catalana). Per concludere, oltre al sorbetto, sono disponibili crostate di frutta o crema catalana.
La carta dei vini contempla numerose buone etichette, molte regionali e alcune francesi, con ricarichi onesti. Lodevole l’offerta di mezze bottiglie e di uno sfuso tutt’altro che disprezzabile.

Il mandrone

Isola del Gran Sasso d'Italia San Pietro

Trattoria
Frazione San Pietro
Tel. 0861 976152
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 2-3 settimane tra gennaio e febbraio
Coperti: 50
Prezzi: 20-22 euro
Carte di credito: nessuna

È quasi difficile immaginare che, in un recente passato, l’angusta piazzetta nel cuore di Isola fosse crocevia delle mandrie in partenza per i pascoli d’alta quota. Eppure Il Mandrone prende il nome proprio da questa usanza contadina. Le difficoltà nel raggiungerlo, per la strada tortuosa e le indicazioni scarse, sono compensate dalla gentile e simpatica accoglienza di Loredana e Nada Canuti, che vi faranno accomodare in una delle salette disposte su tre livelli. La trattoria si trova in una vecchia casa in pietra e tavole di legno a vista, in cui si mescolano il tempo andato a qualche opportuno restauro moderno.
L’antipasto della casa prevede bruschette al cacio marcetto e la squisita ventricina teramana spalmabile sul pane, buoni salumi, formaggi e sottoli e, se siete fortunati, le salsicce di cinghiale. In cucina le persone della famiglia che si alternano ai fornelli sono tante, ma non cambiano mai la sostanza e la qualità delle portate che arrivano in tavola. I primi in menù sono sempre tre o quattro: da provare le strongole alla barcarola (spaghettoni fatti a mano, conditi con un ragù bianco di carne e funghi aromatizzati con 18 erbe del Gran Sasso), ma anche le tagliatelle con funghi porcini, la chitarra con polpettine di carne o i ravioli di ricotta. Immancabili, tra i secondi, le costolette di agnello impanate e fritte, la pecora alla callara, cucinata nel caldaro con una lunga e paziente cottura, e una gran varietà di carni, per lo più alla brace, e di contorni. Discreti i dolci casalinghi.
Buono lo sfuso della casa, un rosso prodotto da un contadino della zona. In alternativa è possibile ordinare qualche etichetta regionale.

Osteria della stracciavocc

Giulianova Lido

Ristorante
Via Trieste, 159
Tel. 085 8005326
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra ottobre e novembre
Coperti: 80
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne AE

Una buona cucina di pesce contraddistingue questo ristorante a gestione familiare nel centro di Giulianova. Fabio Spitilli, con l’aiuto del padre Francesco, ogni giorno fa in modo di presentare ai suoi ospiti pesce freschissimo che la mamma Maria e la moglie Monia cucinano in modo semplice, con cotture essenziali e nel pieno rispetto dei sapori.
Qui si mangia solo ciò che offre il mare, così la scelta dei piatti in menù è sempre condizionata dalla disponibilità del pescato giornaliero. Ricca e affidabile è la varietà degli antipasti: crudo di ostriche e scampi, carpaccio di rana pescatrice con melanzane marinate, tortino di farro e zucchine con cipolle in agrodolce e sgombro cotto al vapore, stracciavocc bollite (cicale di mare, danno il nome all’insegna), scampi lessi con pomodoro fresco, zuppa di farro con pescatrice e pane bruscato, tortino di alici con zucchine e lardo di Colonnata, cozze e fasolari gratinati. Sempre buone le paste, tutte tirate a mano, come le tagliatelline nere con zucchine e rana pescatrice, i maltagliati con asparagi, gamberi, calamaretti e panocchie, il risotto alla marinara, la chitarrina abruzzese con sugo rosso di scampi. A seguire, e sempre in base alla disponibilità delle materie prime, rombo al forno con patate e olive, pesci alla griglia, frittura di paranza e un delicato guazzetto. Il pasto si conclude con dolci di produzione artigianale e i casalinghi soufflé al cioccolato, millefoglie e tiramisù.
La carta dei vini contempla le migliori etichette regionali e una piccola proposta di bottiglie nazionali.

Osteria dal moro

Giulianova Lido

Trattoria
Lungomare Spalato, 74
Tel. 085 8004973
Chiuso martedì e mercoledì, estate solo mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra settembre e ottobre, tra febbraio e marzo
Coperti: 55 + 10 esterni
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Se cercate un’osteria in cui gustare i sapori schietti e semplici dell’Adriatico, non perdete l’occasione di fare una visita a questo locale. Ma non dimenticate di prenotare in anticipo, perché è facile trovare il tutto esaurito. All’Osteria dal Moro si mangia solo pesce fresco, per lo più povero e di paranza, preparato, secondo la buona tradizione abruzzese, con brevi e meticolose cotture. È Francesco, infatti, il titolare, che ogni mattina va a comprarlo al mercato ittico, per poi lasciarlo alla sapiente cucina della moglie Chiara e della sorella Doretta. È facile intuire che il menù varia di giorno in giorno e si adatta alla disponibilità quotidiana delle materie prime.
Le entrate, costituite da alici marinate, crudité, insalata di riso e granchio in salsa, sono solo il preludio di una serie di piatti che vi saranno serviti con buon ritmo e giusta professionalità: pesce azzurro con rucola e aceto balsamico, gamberetti con pomodori tiepidi e cipolla, bomboletti con sugo e cipolla, cozze ripiene, cicale di mare marinate, occhialone con salsa di pomodorini e cipolla. Tra i primi segnaliamo le mezzemaniche allo scoglio, la chitarrina di Campofilone alla pescatora, gli spaghetti al nero di seppia, i maltagliati ai frutti di mare. Invitanti le orecchiette con cime di rapa e pesce in bianco, ma è un peccato l’eccesso di olio nel condimento. Scampetti all’arrabbiata, grigliate di mare, frittura di paranza e pesci di piccola taglia al forno rappresentano l’affidabile proposta di secondi.
Nela lista dei vini, oltre a qualche bottiglia nazionale, una interessante selezione di etichette locali e regionali. Anche i liquori hanno accento abruzzese.

Zenobi

Colonnella Rio Moro

Ristorante
Contrada Rio Moro
Tel. 0861 70581
Chiuso il martedì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in gennaio
Coperti: 80 + 60 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Ristoro di campagna: è questa l’appropriata indicazione del cartello segnaletico che seguirete una volta usciti dal casello autostradale Valvibrata e aver percorso poche centinaia di metri. Dopo aver svoltato a destra, ancora un chilometro tra le colline e un nuovo cartello vi indicherà l’ultimo, breve tratto per raggiungere Zenobi. La cucina di Patrizia Corradetti è un bell’esempio di semplicità conquistata con il perfezionamento amorevole di alcune ricette, tra una provincia e l’altra: Teramo e Ascoli Piceno.
L’apertura del pasto, con inevitabili cadenze stagionali, può contemplare tenere olive ascolane farcite e fritte, fagiolini e patate, verze e fagioli, panzerottini con formaggio pecorino, lonzino e prosciutto, caponata di verdure, sformatini, coratella di agnello con peperoni, frittatine in trippa. Poi il timballo nella classica versione teramana o in bianco, le ceppe (sorta di bucatini tipici della vicina Civitella del Tronto) con porcini o pomodoro e basilico, chitarrine con sugo di polpettine di carne, eccellenti ravioli di ricotta con pomodoro e ricotta salata, scrippelle ’mbusse al pecorino. La capra alla neretese, un piatto simbolo del territorio e del locale, è quasi sempre in carta assieme a varie proposte a base di agnello o capretto oppure ad animali da cortile (pollo in padella, oca al forno, coniglio). Solo il venerdì, ma non d’estate, l’imperdibile menù a base di baccalà o stoccafisso. Dolci casalinghi per concludere.
Carta dei vini personale e stimolante, costantemente aggiornata sulla produzione abruzzese.

Da luisetta

Castelli Colledoro

Ristorante
Contrada Colledoro, 1
Tel. 0861 979100
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in settembre
Coperti: 90
Prezzi: 20-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Uscendo al casello di Villa Vomano o a quello di Colledara e percorrendo una dozzina di chilometri sulla strada che conduce al santuario di San Giacomo, troverete la piccola frazione di Castelli, da sempre animata da questo locale storico. I figli di Luisetta, Vitalino, Raniero e Lanfranco Crescia, hanno ereditato dalla madre la trattoria, la passione e la volontà e, con le mogli Mirella e Lucia ai fornelli e l’aiuto dei figli, garantiscono la continuità di una cucina semplice e di tradizione locale.
La serie dei piatti in menù, che in assenza di una carta è raccontata a voce, comincia con antipasti a base di pecorino, verdure sott’olio e salumi nostrani, tra cui un ottimo prosciutto e un buon lonzino. Sono degne di lode le paste fatte a mano: potrete scegliere tra pappardelle con ragù di castrato, tagliatelle con funghi porcini e salsa di tartufo, gnocchi con sugo di papera e la classica chitarra con polpettine di carne. Come secondo vi saranno proposte carni di agnello, di maiale o di manzo cotte alla brace, ma il venerdì c’è un intero menù dedicato al baccalà: cucinato a tocchetti in umido con i fagioli, preparato come condimento di gnocchi o mezzi rigatoni al sugo, arrostito sulla brace, fritto in pastella o cotto a tranci con pomodoro e patate. Potrete concludere con un dessert a scelta tra la panna cotta al caramello, al cioccolato o ai frutti di bosco, il sorbetto e la torta alla crema di caffè.
Il vino della casa è gradevole, ma potrete optare anche per qualche buona etichetta abruzzese.

Pervoglia

CASTELLALTO Castelbasso

Osteria di recente fondazione
Via XXIV Maggio
Tel. 0861 508035
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine ottobre-inizio novembre
Coperti: 50 + 30 esterni
Prezzi: 27-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Castelbasso Progetto Cultura è un’idea di ampio respiro avviata da un’associazione di giovani professionisti locali con lo scopo di rivitalizzare questo bellissimo borgo medievale, sia attraverso eventi culturali estivi sia con il recupero di attività artigianali e commerciali. Ci hanno creduto anche i giovani Marco ed Elenia Di Stefano, lei in cucina e lui in sala, bravi ad avviare questo bel locale con volte in mattoni e a impostare una cucina di tradizione con qualche novità.
Le prime proposte riguardano la bella selezione di salumi e di formaggi, il prosciutto e il filetto di maiale nostrano stagionato, la buonissima caponata di verdure con baccalà arrosto, la crespella croccante con crema di patate e zucchine, il filetto di baccalà pastellato con verdure e le mazzarelle alla teramana (involtino di interiora di agnello), eseguite alla perfezione. A seconda della stagione, si trovano i ravioli di ricotta con fiori di zucca e zafferano di L’Aquila, i maltagliati con pomodoro, guanciale e funghi porcini, gli spaghetti Verrigni con pomodoro e baccalà, le tagliatelle con tartufo nero dei monti della Laga, la chitarra alla teramana con sugo di pallottine di carne, gli strozzapreti di farro con zucchine e ricotta stagionata, le cordicelle con melanzane e pomodoro. Tre le carni non mancano mai la classica grigliata mista, il filetto di maiale con guanciale e tartufo o al Montepulciano d’Abruzzo, il fritto misto della casa (agnello scottadito, formaggio, fiori di zucca e ortaggi) e, soprattutto, l’agnello (in padella al Trebbiano d’Abruzzo, alla griglia o al forno con le erbette).
Molto interessanti la selezione di formaggi biologici e i dolci casalinghi. Vini regionali ma non solo.

La tacchinella

Canzano

Trattoria
Via Roma, 18
Tel. 0861 555107
Chiuso domenica sera e lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50
Prezzi: 22-24 euro
Carte di credito: MC, Visa, Bancomat

Quasi in cima al paesino di Canzano, si trova la trattoria della famiglia Di Clemente, impegnata da generazioni nella preparazione di vivande che perpetuano le tradizioni locali. Ecco perché il piatto simbolo del locale (e del paese) non poteva che essere il tacchino alla canzanese, cotto lentamente nella sua gelatina e servito freddo, una ricetta tra le più raffinate della cucina teramana, oggi protagonista di un progetto di valorizzazione che coinvolge allevatori, produttori e istituzioni di alcuni paesi limitrofi. Qui si viene per assaggiarla nella versione più fedele e autentica, ma dopo una serie di tappe che comincia con un semplice antipasto di pecorino, verdure sott’olio e prosciutto stagionato nella cantina duecentesca dell’edificio che ospita la trattoria, una bella neviera che merita una visita. Autenticamente teramani sono la chitarra con polpettine di carne, le scrippelle ’mbusse (crespelle in brodo con pecorino), le fettuccine tricolore con ventrigli di pollo e funghi e la “lacrima”, uno spaghetto piccante. Oltre al tacchino, poi, galantina di pollo, ottime mazzarelle, agnello a scottadito, pecora alla callara e baccalà, al quale è dedicato un intero menù ogni venerdì.
Il finale è affidato alla torta di noci, al gustoso boccone di dama, preparato con pasta di mandorle, al tortino di cioccolato caldo o alla stracciatella con gelato alla crema, che potrete accompagnare con un bicchiere di vino cotto fatto in casa. Misurata selezione di vini regionali e qualche etichetta nazionale in cantina.

Locanda del pompa

Campli

Trattoria con alloggio
Bivio Campli, 5
Tel. 0861 569011
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in febbraio
Coperti: 60
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

La famiglia Pompa ha davvero fatto la storia della ristorazione teramana, dai ristoranti gestiti nel capoluogo nella seconda metà del secolo scorso a questa locanda di campagna, appartata e accogliente, che si trova a metà strada tra Teramo e Campli.
Nella calda sala o sotto il riposante porticato esterno, avrete un saggio della ricca gastronomia locale, a partire dalla serie degli antipasti che, secondo stagione, può contemplare ricottine con zafferano e zucchine, salumi di maiale e selvaggina, verdure fritte e all’olio, ciffe e ciaffe (coratella di agnello con erbe aromatiche e peperoni), millefoglie di patate con tartufo nero e fonduta di formaggio. Proseguirete con spaghetti di grano saragolla con guanciale, zuppa di farro biologico con fagioli e prosciutto, chitarrine con porcini, con ragù o con pomodoro, basilico fresco e ricotta affumicata al ginepro. Inoltre, cuzztil con fiori di zucca e zafferano e, il Primo Maggio, le imperdibili virtù teramane, una sorta di minestrone che mette insieme una quarantina di ingredienti tra erbe, ortaggi e legumi. Tra i secondi spiccano l’agnello alle erbe o allo zafferano, la tagliata di manzo di razza marchigiana e il filetto di coniglio al basilico. Ottimo il tagliere di formaggi, che seleziona soprattutto prodotti del centro Italia. Tra i dolci, ci sono semifreddo di ricotta con frutti di bosco, mousse di cioccolato, crostata di farina integrale con crema e ricotta di pecora e la classica pizza dolce.
La carta dei vini spazia con competenza un po’ in tutta Italia, privilegiando la produzione regionale, con ricarichi corretti

Il casale

Bellante Stazione

Ristorante
Via De Luca, 1
Tel. 0861 611925
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 45 + 45 esterni
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Lungo la strada statale tra Giulianova e Teramo trovate un locale dall’ambiente accogliente, con tavoli ben distanziati, e molto luminoso, in cui si può mangiare anche all’aperto, nel giardino estivo che circonda l’intero stabile.
Grazie al tenace impegno, a una grande passione e alla continua e mirata ricerca, Franca Di Giacomo, titolare e chef, si fa onore con una cucina ancorata al territorio che talvolta non disdegna piacevoli divagazioni creative. All’équipe al femminile in sala si è aggiunto da poco, e solo per la sera, un bravo sommelier. Il menù, sempre in sintonia con le stagioni, si apre con salumi e formaggi del Parco Gran Sasso e Monti della Laga: prosciutto, lonza, ricotta a scorza nera o affumicata al ginepro e “gregoriano”, un pecorino a pasta morbida che prende il nome dal suo produttore. E poi mazzarelle teramane, pancotto a base di verdure e pecorino, uova strapazzate con i peperoni. Tra i primi, pappardelle al sugo di papera, pappicci (pasta fatta utilizzando solo acqua e farina) con guanciale e pecorino e la tipica chitarra tirata a mano in salsa classica con le pallottine di carne. Buona la scelta dei secondi: agnello con carciofi, baccalà con crema di peperoni, filetto di vitello con tortino di spinaci, lombo di maiale con pere al Montepulciano. Buona, anche se fin troppo condita, la tagliata ai funghi porcini.
Ampia la scelta dei dessert, tutti casalinghi, tra cui budino al latte con salsa ai frutti di bosco, crostata con frutta fresca e crema pasticcera, semifreddo di ricotta con crema al limoncello. La carta dei vini è incentrata su etichette regionali.

Hostaria l’arca

Alba Adriatica

Osteria di recente fondazione
Viale Mazzini, 109
Tel. 0861 714647
Chiuso martedì e sabato a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 20 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Tante idee nuove per questo ristorante, in una delle vie principali di Alba Adriatica, in direzione del mare. I titolari Massimiliano Capretta, lo chef, e suo fratello Marco, sempre in sala, hanno rinnovato gli spazi del locale e arricchito la loro proposta gastronomica con misurati e ricercati dettagli. Ora la cucina è a vista, separata dalla sala solo da una grande vetrata, quasi a voler creare un rapporto diretto con i clienti.
Gli ingredienti, utilizzati per preparazioni tradizionali, sono sempre freschi. Tra gli antipasti, che variano in accordo con le stagioni e la fantasia dello chef, segnaliamo la vellutata di funghi misti, il carpaccio di manzo, i bocconcini di pecorino in pastella, le uova di quaglia al tartufo, il riso selvatico con radicchio e guanciale, la crema di fave decorticate con gorgonzola dolce. Si continua con tortelli di ricotta di pecora e zafferano in salsa di spinaci, prosciutto e pecorino, chitarrina di farro con pinoli, zucchine e pomodorini, tradizionali ceppe con ragù di coniglio, porri, noci e agretti. Attenta la selezione di carni nostrane: oltre alle classiche grigliate si possono assaggiare il tacchino disossato ripieno di manzo e pistacchi, le quagliette in salsa caramellata con tortino di patate, il coniglio in porchetta con salsa di spinaci, noci e aceto di mele.
È ampia e selezionata la scelta dei formaggi, che insieme ai dolci casalinghi – ricordiamo la tipica scrucchjata, crostata con uva di Montepulciano – concludono il pasto. La lista dei vini comprende una buona selezione di etichette regionali e nazionali.

Font’artana

Picciano

Trattoria
Piazza Duca degli Abruzzi, 8
Tel. 085 8285451
Chiuso il martedì
Orario: sera, domenica anche pranzo
Ferie: prima metà di agosto, seconda di febbraio
Coperti: 50 + 15 esterni
Prezzi: 23-26 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa


L’assegnazione della chiocciola a Font’Artana è il premio a un locale che si è sempre distinto per il rispetto della più genuina tradizione gastronomica dell’entroterra pescarese, la scelta di materie prime di qualità e un’accoglienza semplice ma curata. Ristrutturando egregiamente una bella casa del centro storico, Antonio Di Giovacchino ha voluto riproporre una cucina di casa sapientemente interpretata da mamma Concetta e dalla moglie Cristina.
Il menù, recitato a voce, si snoda in una serie di proposte che variano giornalmente. Non esagerate con le pizz’onte che accompagnano sempre ricotta o formaggio fresco, pecorino e salumi di carne e di fegato, prosciutto tagliato al coltello, pallotte cac’ e ova e succulente preparazioni di verdure come ciabbotto, cacigni o orapi con i fagioli, verze con la salsiccia, polenta arrostita, zuppa di legumi, fegatini con cacio e uova, spezzatino di agnello o di maiale (il cif e ciaf). Tra i primi si trovano tajarille e cicerchie in bianco, chitarrina verde con caprino e salsiccia, ravioli di ricotta con carciofi, strapizz con fave fresche e pomodoro, zuppa di farro, chitarra o gnocchi con ortiche e pecorino oppure con sugo di papera, fettuccine impastate con lo zafferano e condite con melanzane e salsiccia. Poi agnello oppure castrato alla brace o al limone, arrosto misto, coniglio ripieno o spezzato al tegame, tagliata di vitello aromatizzata alle erbe, pecora alla callara.
Buoni la classica pizza doce, il delicato latteruolo, i biscotti alle mandorle e le crostate. In cantina, il meglio dei vini abruzzesi.

Taverna 58

Pescara

Trattoria
Corso Manthoné, 46
Tel. 085 690724
Chiuso sabato a pranzo, domenica e festivi
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: agosto
Coperti: 60
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Giovanni Marrone fu tra i primi a credere nelle potenzialità della zona di corso Manthoné, oggi frequentatissima. La sua Taverna 58 non ha risentito dello scorrere del tempo, anzi ha conservato, migliorandola, una filosofia imperniata sulla valorizzazione della tradizione abruzzese, che si esplica in un percorso piacevole tra alcuni menù degustazione e le proposte alla carta, con un servizio degno di plauso.
Tra i numerosi antipasti segnaliamo la trippa con pecorino, i pesci di montagna (trote e gamberi di fiume), la polenta di ceci di Castelvecchio e baccalà, il paté di papera muta, il baccalà con crema di ceci e caprino fresco e il buon piatto di salumi nostrani con prosciutto di Torano, ventricina teramana, coppa e ventricina vastese. Tradizionali i primi: makaira (spaghetti di orzo a sezione quadrata) con battuto di verdure, fregnacce con sfrigoli di prosciutto e pomodoro, crespelle con formaggi accompagnate da misticanza fresca, delicati spaghetti con pesto, zucchine e mandorle. Tradizionali anche i secondi: pecora della Majella al tegame, pollastrello in porchetta al miele di timo (rivisitazione abruzzese dell’anatra laccata), baccalà al cartoccio con marmellata di cipolle, squisite lumache di terra in salsa di pomodoro piccante e coniglio dei Prati di Tivo con olive nere e aglio rosso di Sulmona.
Dal ricco carrello dei dolci scegliete l’ottimo zabaione caldo al Marsala preparato al momento o il semifreddo al parrozzo. Buona selezione di etichette regionali e nazionali.

Locanda manthoné

Pescara

Osteria di recente fondazione
Corso Manthoné, 58
Tel. 085 4549034
Chiuso la domenica
Orario: solo la sera
Ferie: variabili
Coperti: 45 + 25 esterni
Prezzi: 31-33 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Nel centro storico di Pescara, scenario del rapido sorgere e tramontare di innumerevoli locali, resta un’osteria a confermare che non rinunciare a materie prime di qualità e tenersi ancorati alla territorialità sono mosse decisive per porre le basi di un vero successo.
L’osteria di Luca Panunzio ed Enzo D’Andreamatteo (lo chef), accanto ad alcuni piatti forti cari agli habitués, propone preparazioni che rispettano le stagioni e la tradizione dell’Abruzzo, anche dell’entroterra, con qualche moderata rivisitazione. E allora concedetevi il piacere di provare i fagioli tondini del Tavo con cacigni e peperone dolce, i fiori di zucca al forno ripieni di ricotta di pecora e crema di zafferano di L’Aquila, il timballo croccante con ciabbotto di ortaggi freschi, il farricello con patate, cardoncelli e pioppini, i salumi e alcune preparazioni a base di baccalà. Passerete poi a ravioli di burrata con tartufo nero o zafferano, linguine con baccalà, olive nere e pomodorini, gnocchi di ricotta, zuppa di legumi, chitarra con polpettine di carne o ragù bianco di agnello e, in stagione, gnocchi di patate con cinghiale della Majella. Alle ottime carni alla brace (agnello biologico e marchigiana allevata in Abruzzo) si aggiungono il gallo spezzato in padella con peperoni, il carpaccio di manzo con tartufo nero e una ricca selezione di formaggi. Per finire, babà al rum con crema allo zafferano e crostatina di frutti di bosco.
Affiancano l’Importante carta dei vini quelle degli extravergini, dei caffè, dei cru di cioccolato e dei distillati, dei sigari e delle tisane.

La lumaca

Pescara

Osteria di recente fondazione
Via delle Caserme, 51
Tel. 085 4510880
Chiuso il martedì
Orario: solo la sera
Ferie: variabili
Coperti: 40 + 10 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Cambio di gestione alla Lumaca, storico locale della Pescara vecchia: Severino Forcone, appassionato portavoce della gastronomia pescarese, lascia al giovane Luca Filippini, che ha condiviso con lui l’avventura negli ultimi anni. È quindi un passaggio di consegne nel segno della continuità, anche perché la cucina rimane nelle mani capaci dello chef Nicola Di Sabatino. Qualche piacevole ammodernamento si vede, però, nel tovagliato, nella bella apparecchiatura e in qualche nuovo piatto, sempre preparato con selezionate materie prime locali.
Nell’antipasto misto assaggerete salumi locali, fra cui la mortadellina a tocchetti, ricottina e formaggio fresco, cipolle rosse di Tropea in umido, frittatine e caponata di verdure. Tra i primi, la chitarra ai gamberi di fiume, il farrotto con le verdure, il timballo di scrippelle con un ripieno che varia con le stagioni, i raviolini di ricotta di pecora e ortiche in salsa di pomodoro verde. Tra i secondi troverete il baccalà in umido o al latte, ma prevalgono i piatti di carne: pecora alla callara, agnello porchettato, arista di maiale, costolette di agnello con asparagi sfumate al Marsala. Si può anche avere un piatto di buoni formaggi, tra cui pecorino di Farindola di varie stagionature. Giunti al dessert, bisogna provare il semifreddo al parrozzo, la mousse al cioccolato bianco o le crostate di frutta, accompagnati da uno dei tanti vini dolci al bicchiere.
La ricca e ragionata proposta di vini consente di spaziare tra bottiglie locali, nazionali e internazionali elencate in carta ed esposte sugli scaffali in una delle due sale.


Acquapazza

Pescara

Osteria di recente fondazione
Via Flaiano, 37
Tel. 085 4514470
Chiuso sabato a pranzo e domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 40
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Un quadrilatero di viuzze pedonali che si intersecano delimita il centro di Pescara vecchia, che accoglie, tra le altre, questa osteria marinara a cui va riconosciuto il merito di aver consolidato, anno dopo anno, la propria identità. Gestita da Ernesto Vianello e Paola Cetrullo, è arredata con gusto moderno e propone una cucina semplice che valorizza il buon sapore del pescato. Non a caso il nome del ristorante è quello di un tipo di cottura leggera per pesci di medio taglio (in acqua con olio, pomodorini, vino bianco e odori vari) capace di esaltare la freschezza delle materie prime.
Per cominciare, vi saranno offerti polpetti e moscardini crudi, pesci marinati (alici, pesce azzurro, tonno), scampi sgusciati, sogliolette al limone, padellina con crostacei e frutti di mare, seppioline ripiene cotte al tegame, canocchie e cozze gratinate, mazzancolle in umido con salsa di peperoni. Tra i primi si privilegia la pasta fresca: delicati tagliolini con vongole e zafferano sfumati alla Centerba di Tocco da Casauria, rigatoni con scampi, rucola e pomodorino acerbo, garganelli con fiori di zucca e scampi, linguine con vongole, calamari e radicchio. A seguire, pesci all’acquapazza, gustose triglie alla livornese, rombo al limone e zuppa di pesce. Si conclude con gelato all’amarena o al pistacchio, crema catalana, millefoglie o mousse al cioccolato.
In cantina si spazia dai migliori vini abruzzesi alle più note etichette nazionali, con una predilezione per i bianchi.

lunedì 21 marzo 2011

Il focolare

Collecorvino

Ristorante
Contrada Campotino, 43
Tel. 085 4471382
Chiuso il lunedì
Orario: sera, domenica e festivi anche pranzo
Ferie: variabili
Coperti: 70 + 70 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Il Focolare è davvero molto frequentato: spesso, nel fine settimana, è affollato da comitive, quindi è consigliabile prenotare e pazientare se l’ambiente si fa un po’ chiassoso. Nelle due sale, complice il camino, l’atmosfera è calda e accogliente, ma il bel pergolato antistante è il luogo più piacevole nei giorni estivi.
Il menù comincia con il ricco antipasto della casa composto da giardiniera, prosciutto a listarelle e salsicce sott’olio, pecorino con il miele, melanzane arrosto, insalata di funghi e rucola, ricotta fresca, funghi ripieni, cipollata e coratella di agnello. I primi sono preparati con pasta fatta in casa e serviti con buoni condimenti, a volte forse un po’ troppo generosi, con il rischio di nascondere il sapore e la qualità della pasta: dei ravioli con zafferano e asparagi, degli gnocchi con salsiccia e broccoli o degli anellini, piatto forte della zona e del locale, con ricotta e carciofi. Buone le carni che vi saranno servite come secondo: per più persone c’è il cosciotto di agnello al forno, altrimenti le tradizionali carni alla brace, la tagliata e la fiorentina, l’arrosto misto e gli arrosticini di pecora, anche nella versione artigianale, tagliati al coltello e infilzati a mano. In alternativa scamorza o pecorino semistagionato alla brace. Degna di nota, tra i dolci, è la sfogliatina con crema all’Aurum.
Buona carta dei vini, con le principali aziende regionali e qualche etichetta nazionale di grido, ma le annate non sono sempre indicate correttamente.

Osteria dell’angelo

Città Sant'Angelo

Ristorante
Via Diaz, 8
Tel. 085 9699023
Chiuso il lunedì
Orario: sera, mezzogiorno su prenotazione
Ferie: due settimane in gennaio
Coperti: 35
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Chi è abituato ad andare per mare sa che prima o poi il destino gli riserverà un approdo. È ciò che è successo a Mimmo Marcello che, dopo una carriera come cuoco sulle navi da crociera, ha trovato la terra ferma a Città Sant’Angelo. Sei anni fa, nel centro storico, a due passi dalla stupenda Chiesa della Colleggiata, ha aperto l’Osteria dell’Angelo e da un anno ha deciso di eliminare i piatti di carne per privilegiare il pesce, più consono anche all’atmosfera del locale: una lunga sala tappezzata di reti da pesca e piena di vecchi registratori di cassa e grandi damigiane colme di tappi di sughero.
L’apertura è affidata a una gustosa bruschetta al pomodoro. Poi si sceglie da un menù stilato quotidianamente su due lavagnette all’ingresso del locale, che varia in base all’offerta del mercato del pesce. Ricca la proposta di antipasti: meglio quelli crudi e freddi (calamari, pesce spada piccante al peperoncino, sgombro, cocktail di scampi, ostriche, una deliziosa papalina e tartufi di mare), eccezionale la pepata di cozze, davvero saporiti – forse un po’ troppo – quelli caldi, tra cui spiccano gli scampi foderati di lardo. Buoni il pane, che viene da Sant’Eufemia a Maiella, e la pasta, fatta in casa dall’infaticabile mamma del titolare. Tra i primi, sempre serviti in porzioni generose, si può puntare su chitarrina con i frutti di mare (in bianco), gnocchetti con gli scampi (al sugo) o tagliolini con i gamberi. Tra i secondi, la croccante frittura di piccoli pesci locali, l’arrosto misto, il pesce sampietro in guazzetto.
Si chiude con dolci fatti in casa: sfogliatelle con marmellata di uva, torta di ricotta, mousse di cioccolato o la tradizionale pizza dolce. Ridotta ma rappresentativa della produzione regionale la selezione di vini in cantina.

Clemento

Sulmona

Ristorante
Vico Quercia, 5
Tel. 0864 52284
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine giugno-metà luglio
Coperti: 60
Prezzi: 25-28 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna


In un vicolo a pochi passi da corso Ovidio troverete due conferme: Clemente è un buon locale e Clemente Maiorano è un bravo chef, che continua a proporre ai suoi ospiti piccole novità, sempre nel quadro di una cucina tradizionale.
È così che preparazioni nate da un connubio di professionalità ed estro misurato si succederanno sin dagli antipasti. Ricordiamo l’insalata rinascimentale, le frittate con verdure di stagione, i salumi di pecora e di maiale di norcini di fiducia e una buona scelta di formaggi. La filosofia del locale privilegia le materie prime del territorio, a partire dalle paste fresche fatte in casa o trafilate da pastifici artigianali abruzzesi. La scelta dei primi si gioca tra orecchiette con zucchine e zafferano aquilano, chitarra al tartufo, minestra di farro con i porcini, zuppa di legumi e verdure e polenta con le spuntature. Tra i secondi, in ossequio alla gastronomia di tradizione, ottimo cosciotto di agnello al forno con menta e limone servito con patate, capretto alla griglia e coniglio con i funghi. Nei mesi più freddi troverete anche piatti che richiedono cotture più lunghe: il guanciale di vitello brasato al Montepulciano d’Abruzzo o lo stufato di vitello. E, come di consueto, il venerdì c’è un menù degustazione a base di baccalà. Si conclude con torta di mandorle e cioccolato, crostata di farro con ricotta e biscotti con le mandorle.
I vini, offerti con ricarichi onesti, sono prevalentemente regionali, ma non mancano alcune buone etichette nazionali.

Ostello del cavaliere

Santo Stefano di Sessanio

Azienda agrituristica
Via della Giudea, 1
Tel. 0862 89679
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 40 + 25 esterni
Prezzi: 22-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nel suggestivo borgo medievale di Santo Stefano (Parco del Gran Sasso e Monti della Laga), circondato da campi dove si coltivano anche le famose lenticchie (Presidio Slow Food), troverete il locale della famiglia Cucchiella (Luca, Mirella e la madre Rosa in cucina), che da sedici anni propone una cucina di forte impronta territoriale. Si utilizzano splendide materie prime provenienti dalla propria azienda agricola a coltura biologica (legumi, olio) e dai pastori (formaggi, carne di pecora) della zona di Calascio e Castel del Monte.
Il menù varia seguendo il ritmo e i prodotti delle stagioni. Saporiti e ricchi gli antipasti: zuppa di ceci e castagne, lardo, ricotta, cacio marcetto, canestrato di Castel del Monte e pecorino di Farindola, fritti misti con baccalà e mele, frittata con erbette, salumi fatti in casa, fra i quali le salsicce di fegato col miele. Tra i primi, scegliete senz’altro la zuppa di lenticchie, poi spuntature con polenta di granoturco, ravioli di ricotta, paste con verdure di stagione, maccheroni alla chitarra fatti in casa, gnocchi di patate allo zafferano di Navelli, in primavera fettuccine con gli orapi. Tra i secondi, un gustoso agnello a scottadito, polpette di farro, cosciotto di pecora arrosto, salsiccia alla griglia, pecorino fresco fritto, ma anche arrosticini. I biscotti secchi (mandorle, ferratelle) e la ricotta dolce sono accompagnati da amari e ratafià fatti casa.
Bella lista dei vini, incentrata su prodotti regionali e completata da etichette nazionali. Ricarichi onesti, giusti bicchieri e la competente consulenza di Luca.

La portella

Rivisondoli

Ristorante-pizzeria
Via Sulmontina, 44
Tel. 0864 69372
Chiuso il mercoledì, mai in alta stagione
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 70
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Borgo medievale situato alle falde del Monte Calvario, a 1320 metri di altitudine, Rivisondoli poggia su uno sperone roccioso immerso in un vasta pianura, è circondato da boschi ed è un luogo di soggiorno turistico sia invernale sia estivo. A pochi passi dal centro storico, La Portella propone cucina tradizionale abruzzese in un ambiente rustico, dall’atmosfera rilassata e cordiale, e accoglie volentieri anche chi arriva un po’ fuori dagli orari canonici dei pasti.
L’antipasto – una buona selezione di salumi, tra cui la mortadella di Campotosto (Presidio Slow Food), e la ricotta in fuscella – precede piatti più sostanziosi, come l’interessante zuppa di lenticchie e castagne e diverse paste casalinghe: anellini alla pecorara, pappardelle e tagliatelle al ragù di carne o di cinghiale oppure al tartufo. Dopo i primi sarà possibile avere, oltre alle immancabili carni alla brace, un buon filetto di manzo, l’arrosto misto o i tipici arrosticini (spiedini di carne di pecora tagliata in piccoli pezzi, cotti alla brace), ma si può scegliere anche tra eccellenti formaggi locali, la scamorza e il pecorino per esempio, anch’essi alla brace. La scelta dei dolci è limitata, ricordiamo la torta di pere e cioccolato a cui si affianca qualche altra proposta casalinga da accompagnare a uno degli infusi della casa.
Discreta la scelta dei vini, con qualche buona etichetta anche di altre regioni italiane. Nel fine settimana e in alta stagione è consigliabile la prenotazione.

Giocondo

Rivisondoli

Trattoria
Via del Suffragio, 2
Tel. 0864 69123
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di giugno
Coperti: 40
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


In pieno centro storico, in cima a una scalinata che offre scorci panoramici suggestivi, un vicoletto conduce a questa piccola trattoria d’altri tempi. L’accoglienza del titolare è cordiale, il servizio è quello premuroso e informale di chi svolge il proprio lavoro con passione da vent’anni. Giocondo Gasbarro, allegro e apparentemente distratto, è in realtà attentissimo alle esigenze degli ospiti.
A tavola vi porterà innanzitutto un antipasto freddo a base di ottimi salumi e latticini locali da gustare con la fragrante focaccia e il gustoso formaggio che troverete da subito in tavola. In cucina la mamma Za’ Betta, la moglie Giovanna e la figlia Elisabetta tirano a mano la pasta: potrete scegliere tra taccozze con salsiccia e zucca, tagliatelle alla Majella con carne trita di agnello e zafferano di Navelli, ravioli con ricotta di pecora e orapi (spinaci selvatici), cazzarielli e faciuol’ e, d’inverno, polentata und’ e cace (con lardo e formaggio). A seguire, tenere carni locali cotte alla brace, tra cui un eccellente agnello, e valide alternative come il capretto cac’ e ova, il coniglio impanato, la pecora al cotturo e la scamorza alla brace, accompagnati da verdure di stagione o patate fritte. Meditata è la selezione dei formaggi, pecorini e vaccini, freschi e stagionati, così come quella dei vini, in cui prevalgono le etichette abruzzesi. Tra i dolci, in linea con l’autenticità del pasto, il buon soffione di ricotta e il semifreddo al torroncino con cioccolato fuso. D’estate, nel fine settimana e nei giorni festivi è meglio prenotare.

Plistia

Pescasseroli

Ristorante annesso all’albergo
Via Principe di Napoli, 28
Tel. 0863 910732
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in maggio
Coperti: 45
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nella via principale di Pescasseroli, a pochi metri dalla casa in cui nacque Benedetto Croce, vi è un ristorante dall’ambiente raccolto che la verve del titolare, Cicitto Decima, rende accogliente e familiare. Della cucina si occupa sua moglie Laura, utilizzando, con l’abilità e l’attenzione di sempre, materie prime fresche scelte con cura sul territorio.
Antipasti semplici come i salumi artigianali e la ricottina fresca introducono ai sapori del Parco Nazionale d’Abruzzo, insieme a scamorze e mozzarelle locali, fiori di sambuco fritti e di zucca in pastella. I primi, all’insegna della tradizione, comprendono i carratelli con orapi (spinaci selvatici d’alta quota) e guanciale o con asparagi selvatici, gli scialatielli (pasta fatta in casa con pecorino, prezzemolo e basilico) con pomodoro fresco o, in stagione, porcini, i ravioli di ricotta allo zafferano, le lasagne in brodo con polpettine di carne e scamorza, la minestra di fagioli e farro e i tagliolini con zucchine e zafferano. Tra i secondi spiccano gustose patate maritate, stinco di maiale o di vacca al forno, agnello o capretto a scottadito, costine di agnello fritte, salsicce, scamorze e verdure alla brace, e formaggi locali. La crema pasticciera con meringa, la torta di ricotta e quella di mele, il budino di panna e caffè e lo strudel spiccano tra i dolci.
In cantina trovate una buona scelta di vini, non solo regionali, molti anche al bicchiere. Ampio spazio è riservato a bollicine di pregio e distillati. Plistia è anche piccolo albergo di montagna, semplice ma curato.

Taverna de li caldora

Pacentro

Ristorante
Piazza Umberto I, 13
Tel. 0864 41139
Chiuso domenica sera e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 100
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Piccolo borgo affacciato sulla valle Peligna, Pacentro ospita un ristorante che non ha bisogno di presentazioni. La formula collaudata di Carmine e Teresa Cercone, centrata su ricette del territorio e materie prime scelte, fa di Caldora una tappa obbligata per gli amanti di una cucina che racconta con sincerità le tradizioni del luogo. Se proprio dovessimo fare un appunto, potremmo sottolineare una certa ripetitività nella proposta dei piatti, ma la qualità non ha mai cedimenti e questo garantisce la fedeltà di una clientela vasta, tanto che trovare un tavolo libero non è sempre facile.
Il menù offre una serie di antipasti stagionali tra cui è d’obbligo citare l’ottima ricotta di pecora, i fagioli di Paganica con cardoncelli, l’insalata di porcini, la coratella di agnello e una saporita salsiccia di fegato. Seguono carrati con sugo di pecora, ravioli di ricotta di capra con tartufo o sugo di pomodoro, gnocchi al ragù di pecora e la classica chitarra con sugo di agnello. Tra i secondi, ovviamente, troneggiano i piatti di carne della cucina agro-pastorale, quindi capretto cac’ e ova, agnello alla brace, pecora al cotturo e il delizioso marro, ma non sottovalutate il baccalà con le patate. Vale l’assaggio la selezione di formaggi locali, dai pecorini alla scamorza di Castel di Sangro. Non vi deluderanno neanche la pizza dolce, le sfogliatine con la crema, il tortino al cioccolato e i cantuccini casalinghi.
Una nota di merito va alla cantina, che potrete osservare scendendo le scale dall’ingresso, con ampia scelta di vini e una sorprendente appendice di distillati.

La conca alla vecchia posta

L'Aquila

Trattoria
Via Caldora, 12
Tel. 0862 405211
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine gennaio e inizio agosto
Coperti: 50
Prezzi: 23-28 euro
Carte di credito: tutte, Bancomat

Dopo una passeggiata nel centro storico, passando da piazza Duomo e Porta Bazzano, è un piacere sostare in questa trattoria ricavata nei locali che furono della vecchia posta, a pochi passi dalla bellissima basilica di Santa Maria di Collemaggio. Grazie a una cucina che ossequia la tradizione e garantisce una ricca offerta di proposte del territorio, il locale di Gregorio e Rosalba è una meta di fiducia per i cittadini aquilani.
Formaggi e salumi locali, tra cui la ventricina di Vasto e la mortadella di Campotosto (Presìdi Slow Food), verdura di stagione, frittate alle erbe selvatiche (raccolte personalmente da Gregorio), tacchino alla canzanese e insalata di farro aprono il pasto. Seguono paste come la chitarrina all’amatriciana, gli gnocchi con ricotta secca di Castel del Monte e zafferano di Navelli, i surgitti (preparati con acqua e farina) cotti in una minestra di verdure o conditi semplicemente con sugo di carne, i tagliolini fatti in casa con sugo di castrato e la sfogliata di crespelle con polpa di agnello ai sapori dell’orto. Poi arriva il momento delle carni: ecco allora l’agnello cacio e uova, le pallotte del pastore, la spalla di tacchino e il prosciutto di maiale al forno o ancora il mariddi di Castel del Monte con rosmarino (budellino di agnello). Chiudono adeguatamente il pasto le crostate, le crêpes con crema di castagne e la ricotta con caffè e cioccolato.
Centrata la carta dei vini, che contempla le migliori etichette della regione.

Osteria del melograno

Fossa

Ristorante
Piazza Masci, 3
Tel. 0862 751484-347 7559438
Chiuso il lunedì
Orario: sera, domenica anche pranzo
Ferie: in settembre
Coperti: 40
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa, Bancomat


Figlio d’arte e di esperienze importanti fuori regione, Gianluca Carrozzi è il gestore di questa osteria da non più di due anni, ma sta già cercando una sistemazione diversa per il locale. La divisione delle sale su due piani, con relativa ripida scala, infatti, crea qualche problema al servizio, ma i tempi del cambiamento non sono stabiliti, dunque per un po’ la sede resterà nel bel palazzo nobiliare nel centro di Fossa. Il paesino, a breve distanza dal capoluogo, permette, tra l’altro, una visita al vicino borgo fortificato di Ocre e al convento di Sant’Angelo.
La cucina proposta, fedele alla tradizione, è ben eseguita e coerente ma forse, con qualche piccola accortezza in più, potrebbe offrire soddisfazioni ancora più belle. In sala, Rita Mucciola vi illustrerà il menù con grande cortesia cominciando con gli antipasti: salumi e formaggi selezionati da produttori locali, polentina, insalata di lenticchie e coratella di agnello. Poi passerà ai primi, di fattura casalinga, tra cui gli scarcetti (maltagliati) con salsa di fave e pecorino o con lo zafferano di L’Aquila, la tradizionale chitarra con funghi porcini o i ravioli con le zucchine. Tra i secondi citerà le buone carni, dall’agnello (anche porchettato) alla tagliata di manzo, accompagnate da ottime patate. Infine arriverà ai dolci: interessanti quelli al cucchiaio, tra cui il più richiesto è il semifreddo al miele di acacia con granella di nocciole.
La cantina, in cui sono presenti vini regionali, potrebbe essere meglio curata e rifornita.

La fiaccola

Anversa degli Abruzzi

Trattoria
Via Duca degli Abruzzi, 12
Tel. 0864 49474
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 70
Prezzi: 18-20 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa

Dopo una passeggiata nella Riserva delle gole del Sagittario, sarà interessante visitare il borgo di Anversa, con la bella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Una volta qui, vi potrete fermare in questa accogliente trattoria, che mantiene prezzi onesti e da poco apre anche nei giorni feriali. L’ambiente è rustico, e l’accoglienza informale induce a perdonare qualche distrazione e qualche difetto nella rotazione delle proposte.
Quasi tutte le pietanze testimoniano un’economia basata sulla pastorizia e sulla produzione casearia: come antipasto, a seconda delle materie prime disponibili, avrete ricotta affumicata al ginepro, bresaola, formaggi di varia stagionatura, salami o salamelle, tra cui una squisita di fegato di maiale, miele, scorzette e mosto cotto. Tra i primi, gnocchi con ragù di agnello o con crema di formaggi, pappardelle o rigatoni con guanciale o castrato, polenta con sugo di maiale, fettucce con tartufo nero e una novità, le orecchiette alla Tibaldo, omaggio a D’Annunzio, con zafferano, salsiccia e melanzane. La pecora è la regina tra le carni, in forma di arrosticini o, su prenotazione, preparata pazientemente al cotturo. In alternativa, l’agnello, da solo o con altre carni nel tradizionale arrosto misto alla brace. Per chi non ama la carne ci sono sempre una buona scamorza alla brace o alla piastra e il pecorino con il miele. Si conclude con la crostata di fichi, mandorle e noci, le ciambelline o i mostaccioli, tutti prodotti esternamente.
Da bere, pochi vini regionali, che vedrete esposti su una mensola in sala.

Locanda la corte

Acciano San Lorenzo

Ristorante annesso all’albergo
Frazione San Lorenzo, 1
Tel. 0864 799191
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 10 dicembre-13 febbraio
Coperti: 70 + 40 esterni
Prezzi: 27 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa, Bancomat


Benché si trovi nella valle subequana, all’interno del Parco del Velino-Sirente, questo non è un posto in cui si passa per caso: la strada per raggiungerlo non è comodissima e le indicazioni, soprattutto di sera, sono poco visibili. È meglio farsi dare qualche indicazione al telefono per individuare questo palazzo nobiliare del Cinquecento pregevolmente ristrutturato, che ospita un’osteria accogliente e venti camere. All’interno delle due sale, in buona parte con pietre a vista, vi troverete immersi in un ambiente d’altri tempi in cui vi daranno il benvenuto i fratelli Tonino e Anna, quest’ultima in sala insieme al marito Giorgio.
Nella nostra visita in una calda serata d’estate abbiamo potuto scegliere gli antipasti tra salvia fritta in pastella, una deliziosa giuncatina allo zafferano servita con la pizza fritta, ricotta al forno con peperone, salumi locali, insalata con funghi, rucola e ricotta salata, insalata di farro e, per finire, ovolina affumicata avvolta nel lardo e saltata in padella. Tra i primi, tutti di propria produzione, i ravioli con porri, indivia e noci o la chitarrina con funghi e tartufo. Davvero buoni il piatto della casa, il cosciotto di agnello in crosta di pane casereccio con patate al coppo e il coniglio cotto al sale, disponibile prenotando con almeno un’ora di anticipo.
Piacevoli i dolci casalinghi, tra cui la torta al cioccolato, e i liquori. Discreta la selezione di vini, prevalentemente regionali, ma sulla carta non sono indicate le annate. È indispensabile prenotare.

All’hosteria del pavone

Vasto

Ristorante
Via Barbarotta, 15
Tel. 0873 60227
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra gennaio e febbraio
Coperti: 45
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nicolino Di Renzo ha aperto questo bel ristorante sei anni fa, al piano terra di un palazzo del centro storico di Vasto. I locali, un tempo utilizzati dai pescatori per rassettare le reti, sono stati ristrutturati nel rispetto della struttura originale e oggi sono arredati elegantemente. In cucina il proprietario, cuoco autodidatta, si avvale di ottime e fresche materie prime anche grazie a un gruppo di amici che usano le loro piccole barche per la pesca con l’amo.
Le preparazioni, che esaltano la qualità e il sapore del pesce, hanno talvolta qualche tocco di misurata originalità e variano a seconda del pescato disponibile. Si comincia con le crudità e con una sequenza di gustosi piatti sia caldi sia freddi: potrete provare calamari con salsa all’arancia, carpaccio di tonno, soppressata di polpo, mazzancolle con lardo e purè di patate, passatine di ceci con scampi sgusciati, fiori di zucca ripieni di scampi. Anche le paste sono condite con i prodotti del mare: pennoni alla zucca gialla con cozze e vongole, tagliolini con porcini, vongole e scampi, maccheroncini di Campofilone con scampi sgusciati, tagliolini allo scoglio, fusilli con sugo di brodetto. La lista dei secondi comprende preparazioni classiche come la spigola pescata al sale, il tradizionale brodetto alla vastese, la frittura di paranza, la rana pescatrice con pomodori e capperi, le buone grigliate. La crema catalana in una versione rivisitata, il semifreddo al frutto della passione, le mousses, il tortino di cioccolato caldo sono i dessert di qualità con cui potrete dare un sapore dolce al finale del pasto.
Ragionata e vasta la carta dei vini, che spazia dall’Abruzzo a tutta l’Italia e include alcune bottiglie internazionali.

La Scialuppa

San Vito Chietino

Trattoria
Via Sangritana, 19
Tel. 0872 619048-338 3248389
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra ottobre e novembre
Coperti: 35 + 20 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Questa piccola trattoria, gestita dal 2001 da una storica famiglia di pescatori sanvitesi, si trova nel borgo marino ai piedi della bella San Vito Chietino, dalla cui terrazza panoramica a semicerchio si possono apprezzare le alture della Majella e del Gran Sasso e la splendida “costa dei trabocchi”. Siamo a due passi dal molo, dove Marco Marone, con la preziosa collaborazione ai fornelli della moglie Rosa, porta in tavola ogni giorno il meglio del pescato delle piccole imbarcazioni di famiglia ormeggiate al porto di Ortona. Adesso, dopo che Marco si è dedicato esclusivamente alla gastronomia, è il fratello a fare il pescatore a tempo pieno e a rifornire giornalmente la Scialuppa.
La sua cucina è quella classica marinara, senza fronzoli o sperimentazioni improbabili: la freschezza, la cortesia garbata e familiare e i prezzi contenuti alzano il valore dei piatti in sé. Si comincia con la carrellata di antipasti crudi e caldi tra cui ottimi calamari, panocchie e cozze ripiene e un cartoccio di frittura di bianchetti (in stagione) che vale il viaggio. A seguire, la gustosa chitarrina con panocchie e calamaretti, i tortelloni ripieni di spigola con ragù di scampi, zucchine e zafferano, gnocchi e tagliolini con gamberi o con il granchio “peloso” tipico di queste parti. Semplicità delle preparazioni anche per i secondi, con il brodetto alla sanvitese, la pescatrice alla cacciatora (in padella con aglio, rosmarino e vino bianco) con contorno di verdure croccanti, l’arrosto misto di pesci e una frittura di paranza asciutta e fragrante. Concludete con il sorbetto al limone, i gelatini di Lancusi o il dolce della casa.
Discreta la carta dei vini, centrata sui bianchi, con un discreto assortimento di etichette abruzzesi e qualche bottiglia nazionale.

Ristorante marina

San Salvo Marina

Ristorante
Via Pigafetta, 70-Statale 16, piazzale Agip
Tel. 0873 803142
Chiuso domenica e lunedì sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in dicembre
Coperti: 50
Prezzi: 28-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Su un’altura che domina la piana adiacente al fiume Trigno, tra oliveti, vigneti e pescheti, si distende il centro storico di San Salvo, con una splendida vista sull’Adriatico. Più in basso, lungo la costa, la frazione di San Salvo Marina, frequentata stazione balneare. Qui, a pochi metri dalla statale, è ubicato il ristorante, sobrio e accogliente, gestito con passione da un affiatato gruppo familiare, dove gusterete una cucina di mare semplice e appagante. In sala ci saranno il titolare Michele Raspa o il papà Gennaro, che vi illustreranno le pietanze preparate da Adele e Vanna, madre e sorella di Michele.
Le materie prime sono reperite sul posto, così il menù cambia in base all’offerta del mercato. Si inizia sempre con una buona proposta di antipasti che, a seconda dei giorni, potranno essere freschissime crudità, polpo in insalata, alici marinate o anche preparazioni calde come alicette al sughetto e scampetti al tegamino, che da soli meritano la sosta. Tra i primi potrete trovare i cavatelli agli scampi, il risotto ai frutti di mare e le bavette ai granchi pelosi. Come secondo, ampia scelta di pescato del giorno alla brace, all’acquapazza o al forno e frittura di paranza. Non è raro trovare un buon brodetto alla vastese (ma è meglio prenotarlo), il filetto di ricciola gratinato o un ottimo pesce spada alla pizzaiola. I dolci sono pochi ma di piacevole fattura casalinga: spiccano la crostata di mele e alcune specialità di pasticceria secca.
Lista dei vini migliorabile per ampiezza, ma con alcune etichette di interessanti aziende regionali e qualche buona bottiglia nazionale con giusti ricarichi. Valida la selezione di oli abruzzesi. È consigliabile prenotare.

Al metrò

San Salvo Marina

Ristorante
Via Magellano, 35
Tel. 0873 803428
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 40
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Un locale tanto piacevole, negli ambienti quanto nella cucina, meriterebbe davvero una posizione più suggestiva, magari sulla bella spiaggia di San Salvo. In un’atmosfera di stile marinaro, elegante nella sua sobrietà, vi accoglierà Antonio Fossaceca, con un servizio informale e premuroso.
A seconda della disponibilità del pescato cambiano le proposte del giorno, che vi saranno illustrate a voce. Gli antipasti, seppur non numerosi, sono di ottimo livello: oltre agli ineccepibili crudi di mare, si conferma cavallo di battaglia del locale il delicatissimo carpaccio di merluzzo con pancotto al pomodoro ed erba cipollina, seguito da teneri calamaretti scottati e accompagnati da purè di fave fresche e scaglie di pecorino. Meritano di essere citati i vari tipi di pane fatti in casa da Nicola, ottimi quelli con rosmarino o basilico e mandorle. I primi piatti emanano l’inconfondibile profumo di mare che solo una selezione rigorosa delle materie prime può garantire: spaghetti ruvidi allo scoglio, cavatelli con scampi e funghi del Matese, linguine con vongole e lupini locali. Passando ai secondi, se si opta per il gustoso brodetto alla vastese sarà bene considerarlo un piatto unico: l’irresistibile salsa al pomodoro in cui intingere il pane e la grande varietà di pesci e crostacei utilizzati sono a prova di appetito robusto. In alternativa, la scelta spazia tra grigliate e cotture in umido, ma è buona anche la frittura di paranza, asciutta e croccante. Si conclude con la piccola pasticcera della casa ma, poiché il locale è nato come pasticceria artigianale, alla voce dessert ci si potrebbe aspettare qualcosa di più.
Cantina interessante, con una ragionata selezione di vini regionali e nazionali.

Osteria delle spezie

San Salvo

Osteria di recente fondazione
Corso Garibaldi, 44
Tel. 0873 341602
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in settembre
Coperti: 45
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


La piccola osteria nel centro storico di San Salvo, cittadina abruzzese quasi al confine con il Molise, si dedica con attenzione alla ricerca di preparazioni e prodotti del territorio, in equilibrio fra le tradizioni delle due regioni. Uno sforzo che si vede bene nella selezione dei formaggi e nella produzione in proprio di olio, paste, salse, dolci e della vera specialità della zona, la ventricina vastese. I gestori sono Giancarlo e Giulia Cilli, che propongono un menù di terra (il pesce si trova in rari casi e sempre su richiesta) senza mai abbondare con le spezie, a dispetto del nome del locale.
Occorre un pizzico di pazienza per un servizio che a tratti si fa lento. Nell’attesa godetevi l’antipasto – davvero un buon inizio – che cambia con l’alternarsi delle stagioni e prevede, tra l’altro, la ricotta in pastella con cannella, specialità del locale. Sarà un piacere, poi, passare a pennoni con mandorle e zafferano, tagliolini al tratturo o ravioli ripieni di ricotta e formaggio di bufala. Da non perdere il maialino al miele e la tagliata di pollo, ma anche le preparazioni con carni di vitello o di agnello, le verdure di stagione alla griglia e la saporita scamorza molisana alla fiamma. Giancarlo è figlio di pasticcere quindi l’offerta dei dolci casalinghi non può che essere ricca. Qualche esempio: millefoglie con crema di arancio o zabaione, sorbetto di cocomero al Prosecco e la pastiera dell’osteria.
Tra i vini, etichette abruzzesi e molisane e qualche occasionale etichetta nazionale. Giusti i ricarichi.

Al vecchio teatro

Ortona

Ristorante
Largo Ripetta, 7
Tel. 085 9064495
Chiuso il mercoledì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-15 novembre
Coperti: 35 + 30 esterni
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Ortona, quasi a picco sul mare, ha un bel porto che potrete ammirare dalla panoramica passeggiata orientale ma anche dalla terrazza di questa osteria in cui, anno dopo anno, si conferma l’affidabilità della famiglia Carusi: di Armando, in sala, della moglie Daniela e della figlia Eleonora, ai fornelli.
L’ampio menù, di mare e di terra, lascia tutti soddisfatti: partendo dalle acque azzurre, si comincia con antipasti freddi e caldi come il crudo di pesce, l’insalata di polpo con patate e melanzane, la pescatrice marinata, i gamberi con il lardo, le alici marinate e alla brace. Si prosegue con la calamarata condita con razza e gamberi, i tacconi di borragine con tonno fresco e pomodorini, la chitarrina ai granchi pelosi, i cavatelli con sugo di pescatrice o il risotto con i paparazzi (piccole vongole locali). Infine i secondi: la classica e generosa grigliata mista, la costoletta di rombo alla mediterranea, le mormore con pomodorini, la sogliola con tartufo di Quadri. Scegliendo il percorso di terra, invece, si potranno gustare ventricina del Vastese, mortadella di Campotosto, pecorino di Farindola (tutti Presìdi Slow Food) e altri salumi e formaggi del territorio. Inoltre, tagliatelle di farro con fave e ventricina, pezzate con pomodoro e basilico, ravioli con formaggi e tartufo, e poi le carni e le verdure di stagione.
Si conclude con dessert tradizionali, tra cui le nevole ortonesi al mosto cotto, e dolci al cucchiaio. A disposizione, in cantina, tutti i migliori vini abruzzesi.

Taverna del mastrogiurato

Lanciano

Ristorante-enoteca
Corso Roma, Vico 11
Tel. 0872 712207
Chiuso il martedì e mercoledì a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in luglio
Coperti: 40
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Una passeggiata per il centro storico di Lanciano potrà essere fonte di piacevoli sorprese: il notevole patrimonio di palazzi e chiese all’interno delle antiche mura merita una visita non superficiale. Proprio qui, non lontano dalla basilica del Miracolo Eucaristico, è sito questo interessante ristorante (con annessa enoteca), gestito con professionalità e non comune cortesia dallo chef-patron Gianni Vinciguerra, coadiuvato ai fornelli dalla brava Costanza.
La linea gastronomica è quella di una schietta territorialità, alleggerita per i palati del nuovo millennio con un tocco di innovazione che lascia spazio all’estro del cuoco e al divenire delle stagioni. Un buon modo per iniziare è la classicissima pallotta cac’ e ova, davvero un must in questa parte d’Abruzzo, servita con il suo delizioso condimento. Molto buoni anche i salumi e caci regionali, le frittatine aromatizzate e il formaggio fuso con tartufo nero (in stagione), quest’ultimo proposto anche come secondo. Proseguendo non ci si può esimere dall’assaggio delle varie zuppe, delle paste fatte in casa ripiene e non, come i tagliolini con tartufo, degli ormai quasi estinti frascarielli, una sorta di polenta di farina di grano tenero, servita con ottimi fagioli, oppure degli gnocchi di castagne ai porcini. Da provare anche qualche secondo, come l’indovinatissimo capocollo “rinascimentale” con salsa di prugna e mele, l’agnello cac’ e ova e il buon baccalà con peperoni. In dirittura d’arrivo ci sono ottimi dolci, come il semifreddo al torroncino o la torta di mele con cannella.
La scelta enologica è buona, e va dalle migliori etichette della regione fin oltre confine. Si conclude con un piacevole liquore aromatizzato con spezie, fatto in casa, dalla ricetta ovviamente segreta.

Villa maiella

Guardiagrele

Ristorante annesso all’albergo
Via Sette Dolori, 30
Tel. 0871 809319-809362
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in luglio
Coperti: 60 + 20 esterni
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Angela e Peppino Tinari, perfetti interpreti della cucina del territorio, hanno reso ancora più accogliente il loro ristorante: una terrazza all’aperto e un’attenzione crescente alla sala, supervisionata dal bravo sommelier Nicola Boschetti, che guida anche i giovani Arcangelo e Pascal Tinari. La struttura è moderna ma dentro c’è tutto il calore abruzzese, si spiega così il pellegrinaggio di affezionati e ospiti nuovi anche da fuori regione. Ineccepibili le materie prime, molte di produzione propria, come ortaggi, spezie e salumi straordinari. Delicata e gustosa la cucina, con proposte e menù per tutte le tasche.
Indimenticabili la fantasia di antipasti e le preparazioni stagionali di funghi e verdure o classici come le pallotte cac’ e ove, il coniglio con pecorino e fegatini, la zuppa di farro con tartufo, le sagnette con fagioli freschi, la chitarra con ragù di agnello, i ravioli di burrata con zafferano dell’Aquila, i paccheri con pomodori, melanzane e ricotta affumicata al ginepro. Poi le carni: agnello cucinato in modi tradizionali (spezzato al tegame, al forno con erbe fini, costolette alla brace o impanate e fritte), vitellone bianco (in carpaccio con rosmarino e tartufo, bistecca alla brace, spezzatino al tegame), coniglio al forno, pollo al vino cotto, faraona farcita.
Per i dolci c’è un’apposita carta su cui leggerete di millefoglie alla crema, semifreddi con frutta di stagione e delizie al cioccolato. Scelta di formaggi molto soddisfacente, bella selezione di oli, cantina nazionale ed estera, con importanti vini al bicchiere.

Santa chiara

Guardiagrele

Ristorante
Via Roma, 10
Tel. 0871 801139
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 70
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Il locale, ricavato in una vecchia falegnameria del centro storico, prende il nome dal confinante convento di Santa Chiara. In un ambiente raccolto e curato, Gino Primavera e Domenico Scotti sono impegnati da anni nella valorizzazione di ricette tradizionali preparate con paste fatte a mano e materie prime dell’entroterra chietino: verdure spontanee del Parco della Majella, carni ovine, formaggi e conserve.
Accanto alle proposte a tema e alle specialità abruzzesi (entrambe disponibili su prenotazione), si possono scegliere i piatti da un menù del giorno vario e fantasioso. Per cominciare, tortino rustico con prosciutto di Orsogna, terrina di testa di maiale ai finocchi, salumi nostrani, lumache alla guardiese e orzo mantecato con porcini e caffè. Gustosi e stuzzicanti i primi piatti come la makaira con porcini e zucchine, i crioli con salsiccia guardiese, le linguine di farro con pomodoro fresco e pecorino o le corde di chiocchie (preparate con un’antica varietà di grano di montagna) alle erbe spontanee della Majella. Meritano l’assaggio anche la minestra di patate con tartufo bianco, la polenta taragna con caciotta affumicata e la crespella con pecorino e cicorietta. Come secondo, tiella di carni miste, agnello gratinato alle erbe, pallotte cac ’e ova, cif e ciaf di maiale o caciotta e caciocavallo gratinati. Chiudono adeguatamente il pasto lo spumone villese al croccante di mandorla e il semifreddo del giorno.
Nella bella cantina a vista sotto la sala troverete una equilibrata selezione di vini, in prevalenza regionali.

La Tramontana

Francavilla al Mare

Ristorante
Viale Sinello, 14
Tel. 085 810252
Aperto ottobre-maggio da giovedì sera a domenica a pranzo,
giugno-settembre da martedì a pranzo a domenica a pranzo
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Su questa costa si chiamano “chalet” gli stabilimenti balneari: La Tramontana è ospitata in uno di questi, a metà del lungomare Alcione. Qui ha messo radici la numerosa famiglia Pacchione, proprietaria di alcuni grandi pescherecci nel contiguo porto di Pescara. Gente di mare, umile e disponibile. L’ambiente è semplice, il servizio informale ma davvero gentile. I piatti del giorno, recitati a voce, sono dettati dal pescato giornaliero – non spendiamo altre parole sulla freschezza – e ispirati alla cucina tradizionale marinara.
Negli antipasti possono trovare posto, a seconda del periodo, il crudo di calamaretti e di scampi sgusciati conditi con olio e peperone rosso secco, le alici marinate, i lumaconi sgusciati e i bummalitt’ (le lumachine) al pomodoro, la papalina (neonata o magnana) fritta in pastella, gli scampi bolliti, le panocchie ripiene, le seppie arrosto con i peperoni, al tegame con piselli o ripiene. Porzioni generose per i primi, con linguine allo scoglio o alle vongole, gnocchetti ai frutti di mare, risotti, mezzi rigatoni con gli scampi. La brace è sempre accesa per i pesci di taglia grossa o per il “misto” (scampi, spiedino di calamari, sogliole, merluzzi, triglie e coda di rospo), ma si può scegliere anche la frittura di piccoli pesci, il brodetto (da prenotare) e la rana pescatrice alla cacciatora. Discreta scelta di dessert e vini delle diverse zone della regione.
Un’avvertenza: d’estate, a pranzo il servizio si fa più spartano e le proposte sono ridotte per accontentare le tante persone che salgono dalla spiaggia.
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