giovedì 7 aprile 2011

Il casale

Bellante Stazione

Ristorante
Via De Luca, 1
Tel. 0861 611925
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 45 + 45 esterni
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Lungo la strada statale tra Giulianova e Teramo trovate un locale dall’ambiente accogliente, con tavoli ben distanziati, e molto luminoso, in cui si può mangiare anche all’aperto, nel giardino estivo che circonda l’intero stabile.
Grazie al tenace impegno, a una grande passione e alla continua e mirata ricerca, Franca Di Giacomo, titolare e chef, si fa onore con una cucina ancorata al territorio che talvolta non disdegna piacevoli divagazioni creative. All’équipe al femminile in sala si è aggiunto da poco, e solo per la sera, un bravo sommelier. Il menù, sempre in sintonia con le stagioni, si apre con salumi e formaggi del Parco Gran Sasso e Monti della Laga: prosciutto, lonza, ricotta a scorza nera o affumicata al ginepro e “gregoriano”, un pecorino a pasta morbida che prende il nome dal suo produttore. E poi mazzarelle teramane, pancotto a base di verdure e pecorino, uova strapazzate con i peperoni. Tra i primi, pappardelle al sugo di papera, pappicci (pasta fatta utilizzando solo acqua e farina) con guanciale e pecorino e la tipica chitarra tirata a mano in salsa classica con le pallottine di carne. Buona la scelta dei secondi: agnello con carciofi, baccalà con crema di peperoni, filetto di vitello con tortino di spinaci, lombo di maiale con pere al Montepulciano. Buona, anche se fin troppo condita, la tagliata ai funghi porcini.
Ampia la scelta dei dessert, tutti casalinghi, tra cui budino al latte con salsa ai frutti di bosco, crostata con frutta fresca e crema pasticcera, semifreddo di ricotta con crema al limoncello. La carta dei vini è incentrata su etichette regionali.

Hostaria l’arca

Alba Adriatica

Osteria di recente fondazione
Viale Mazzini, 109
Tel. 0861 714647
Chiuso martedì e sabato a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 20 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Tante idee nuove per questo ristorante, in una delle vie principali di Alba Adriatica, in direzione del mare. I titolari Massimiliano Capretta, lo chef, e suo fratello Marco, sempre in sala, hanno rinnovato gli spazi del locale e arricchito la loro proposta gastronomica con misurati e ricercati dettagli. Ora la cucina è a vista, separata dalla sala solo da una grande vetrata, quasi a voler creare un rapporto diretto con i clienti.
Gli ingredienti, utilizzati per preparazioni tradizionali, sono sempre freschi. Tra gli antipasti, che variano in accordo con le stagioni e la fantasia dello chef, segnaliamo la vellutata di funghi misti, il carpaccio di manzo, i bocconcini di pecorino in pastella, le uova di quaglia al tartufo, il riso selvatico con radicchio e guanciale, la crema di fave decorticate con gorgonzola dolce. Si continua con tortelli di ricotta di pecora e zafferano in salsa di spinaci, prosciutto e pecorino, chitarrina di farro con pinoli, zucchine e pomodorini, tradizionali ceppe con ragù di coniglio, porri, noci e agretti. Attenta la selezione di carni nostrane: oltre alle classiche grigliate si possono assaggiare il tacchino disossato ripieno di manzo e pistacchi, le quagliette in salsa caramellata con tortino di patate, il coniglio in porchetta con salsa di spinaci, noci e aceto di mele.
È ampia e selezionata la scelta dei formaggi, che insieme ai dolci casalinghi – ricordiamo la tipica scrucchjata, crostata con uva di Montepulciano – concludono il pasto. La lista dei vini comprende una buona selezione di etichette regionali e nazionali.

Font’artana

Picciano

Trattoria
Piazza Duca degli Abruzzi, 8
Tel. 085 8285451
Chiuso il martedì
Orario: sera, domenica anche pranzo
Ferie: prima metà di agosto, seconda di febbraio
Coperti: 50 + 15 esterni
Prezzi: 23-26 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa


L’assegnazione della chiocciola a Font’Artana è il premio a un locale che si è sempre distinto per il rispetto della più genuina tradizione gastronomica dell’entroterra pescarese, la scelta di materie prime di qualità e un’accoglienza semplice ma curata. Ristrutturando egregiamente una bella casa del centro storico, Antonio Di Giovacchino ha voluto riproporre una cucina di casa sapientemente interpretata da mamma Concetta e dalla moglie Cristina.
Il menù, recitato a voce, si snoda in una serie di proposte che variano giornalmente. Non esagerate con le pizz’onte che accompagnano sempre ricotta o formaggio fresco, pecorino e salumi di carne e di fegato, prosciutto tagliato al coltello, pallotte cac’ e ova e succulente preparazioni di verdure come ciabbotto, cacigni o orapi con i fagioli, verze con la salsiccia, polenta arrostita, zuppa di legumi, fegatini con cacio e uova, spezzatino di agnello o di maiale (il cif e ciaf). Tra i primi si trovano tajarille e cicerchie in bianco, chitarrina verde con caprino e salsiccia, ravioli di ricotta con carciofi, strapizz con fave fresche e pomodoro, zuppa di farro, chitarra o gnocchi con ortiche e pecorino oppure con sugo di papera, fettuccine impastate con lo zafferano e condite con melanzane e salsiccia. Poi agnello oppure castrato alla brace o al limone, arrosto misto, coniglio ripieno o spezzato al tegame, tagliata di vitello aromatizzata alle erbe, pecora alla callara.
Buoni la classica pizza doce, il delicato latteruolo, i biscotti alle mandorle e le crostate. In cantina, il meglio dei vini abruzzesi.

Taverna 58

Pescara

Trattoria
Corso Manthoné, 46
Tel. 085 690724
Chiuso sabato a pranzo, domenica e festivi
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: agosto
Coperti: 60
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Giovanni Marrone fu tra i primi a credere nelle potenzialità della zona di corso Manthoné, oggi frequentatissima. La sua Taverna 58 non ha risentito dello scorrere del tempo, anzi ha conservato, migliorandola, una filosofia imperniata sulla valorizzazione della tradizione abruzzese, che si esplica in un percorso piacevole tra alcuni menù degustazione e le proposte alla carta, con un servizio degno di plauso.
Tra i numerosi antipasti segnaliamo la trippa con pecorino, i pesci di montagna (trote e gamberi di fiume), la polenta di ceci di Castelvecchio e baccalà, il paté di papera muta, il baccalà con crema di ceci e caprino fresco e il buon piatto di salumi nostrani con prosciutto di Torano, ventricina teramana, coppa e ventricina vastese. Tradizionali i primi: makaira (spaghetti di orzo a sezione quadrata) con battuto di verdure, fregnacce con sfrigoli di prosciutto e pomodoro, crespelle con formaggi accompagnate da misticanza fresca, delicati spaghetti con pesto, zucchine e mandorle. Tradizionali anche i secondi: pecora della Majella al tegame, pollastrello in porchetta al miele di timo (rivisitazione abruzzese dell’anatra laccata), baccalà al cartoccio con marmellata di cipolle, squisite lumache di terra in salsa di pomodoro piccante e coniglio dei Prati di Tivo con olive nere e aglio rosso di Sulmona.
Dal ricco carrello dei dolci scegliete l’ottimo zabaione caldo al Marsala preparato al momento o il semifreddo al parrozzo. Buona selezione di etichette regionali e nazionali.

Locanda manthoné

Pescara

Osteria di recente fondazione
Corso Manthoné, 58
Tel. 085 4549034
Chiuso la domenica
Orario: solo la sera
Ferie: variabili
Coperti: 45 + 25 esterni
Prezzi: 31-33 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Nel centro storico di Pescara, scenario del rapido sorgere e tramontare di innumerevoli locali, resta un’osteria a confermare che non rinunciare a materie prime di qualità e tenersi ancorati alla territorialità sono mosse decisive per porre le basi di un vero successo.
L’osteria di Luca Panunzio ed Enzo D’Andreamatteo (lo chef), accanto ad alcuni piatti forti cari agli habitués, propone preparazioni che rispettano le stagioni e la tradizione dell’Abruzzo, anche dell’entroterra, con qualche moderata rivisitazione. E allora concedetevi il piacere di provare i fagioli tondini del Tavo con cacigni e peperone dolce, i fiori di zucca al forno ripieni di ricotta di pecora e crema di zafferano di L’Aquila, il timballo croccante con ciabbotto di ortaggi freschi, il farricello con patate, cardoncelli e pioppini, i salumi e alcune preparazioni a base di baccalà. Passerete poi a ravioli di burrata con tartufo nero o zafferano, linguine con baccalà, olive nere e pomodorini, gnocchi di ricotta, zuppa di legumi, chitarra con polpettine di carne o ragù bianco di agnello e, in stagione, gnocchi di patate con cinghiale della Majella. Alle ottime carni alla brace (agnello biologico e marchigiana allevata in Abruzzo) si aggiungono il gallo spezzato in padella con peperoni, il carpaccio di manzo con tartufo nero e una ricca selezione di formaggi. Per finire, babà al rum con crema allo zafferano e crostatina di frutti di bosco.
Affiancano l’Importante carta dei vini quelle degli extravergini, dei caffè, dei cru di cioccolato e dei distillati, dei sigari e delle tisane.

La lumaca

Pescara

Osteria di recente fondazione
Via delle Caserme, 51
Tel. 085 4510880
Chiuso il martedì
Orario: solo la sera
Ferie: variabili
Coperti: 40 + 10 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Cambio di gestione alla Lumaca, storico locale della Pescara vecchia: Severino Forcone, appassionato portavoce della gastronomia pescarese, lascia al giovane Luca Filippini, che ha condiviso con lui l’avventura negli ultimi anni. È quindi un passaggio di consegne nel segno della continuità, anche perché la cucina rimane nelle mani capaci dello chef Nicola Di Sabatino. Qualche piacevole ammodernamento si vede, però, nel tovagliato, nella bella apparecchiatura e in qualche nuovo piatto, sempre preparato con selezionate materie prime locali.
Nell’antipasto misto assaggerete salumi locali, fra cui la mortadellina a tocchetti, ricottina e formaggio fresco, cipolle rosse di Tropea in umido, frittatine e caponata di verdure. Tra i primi, la chitarra ai gamberi di fiume, il farrotto con le verdure, il timballo di scrippelle con un ripieno che varia con le stagioni, i raviolini di ricotta di pecora e ortiche in salsa di pomodoro verde. Tra i secondi troverete il baccalà in umido o al latte, ma prevalgono i piatti di carne: pecora alla callara, agnello porchettato, arista di maiale, costolette di agnello con asparagi sfumate al Marsala. Si può anche avere un piatto di buoni formaggi, tra cui pecorino di Farindola di varie stagionature. Giunti al dessert, bisogna provare il semifreddo al parrozzo, la mousse al cioccolato bianco o le crostate di frutta, accompagnati da uno dei tanti vini dolci al bicchiere.
La ricca e ragionata proposta di vini consente di spaziare tra bottiglie locali, nazionali e internazionali elencate in carta ed esposte sugli scaffali in una delle due sale.


Acquapazza

Pescara

Osteria di recente fondazione
Via Flaiano, 37
Tel. 085 4514470
Chiuso sabato a pranzo e domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 40
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Un quadrilatero di viuzze pedonali che si intersecano delimita il centro di Pescara vecchia, che accoglie, tra le altre, questa osteria marinara a cui va riconosciuto il merito di aver consolidato, anno dopo anno, la propria identità. Gestita da Ernesto Vianello e Paola Cetrullo, è arredata con gusto moderno e propone una cucina semplice che valorizza il buon sapore del pescato. Non a caso il nome del ristorante è quello di un tipo di cottura leggera per pesci di medio taglio (in acqua con olio, pomodorini, vino bianco e odori vari) capace di esaltare la freschezza delle materie prime.
Per cominciare, vi saranno offerti polpetti e moscardini crudi, pesci marinati (alici, pesce azzurro, tonno), scampi sgusciati, sogliolette al limone, padellina con crostacei e frutti di mare, seppioline ripiene cotte al tegame, canocchie e cozze gratinate, mazzancolle in umido con salsa di peperoni. Tra i primi si privilegia la pasta fresca: delicati tagliolini con vongole e zafferano sfumati alla Centerba di Tocco da Casauria, rigatoni con scampi, rucola e pomodorino acerbo, garganelli con fiori di zucca e scampi, linguine con vongole, calamari e radicchio. A seguire, pesci all’acquapazza, gustose triglie alla livornese, rombo al limone e zuppa di pesce. Si conclude con gelato all’amarena o al pistacchio, crema catalana, millefoglie o mousse al cioccolato.
In cantina si spazia dai migliori vini abruzzesi alle più note etichette nazionali, con una predilezione per i bianchi.

lunedì 21 marzo 2011

Il focolare

Collecorvino

Ristorante
Contrada Campotino, 43
Tel. 085 4471382
Chiuso il lunedì
Orario: sera, domenica e festivi anche pranzo
Ferie: variabili
Coperti: 70 + 70 esterni
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Il Focolare è davvero molto frequentato: spesso, nel fine settimana, è affollato da comitive, quindi è consigliabile prenotare e pazientare se l’ambiente si fa un po’ chiassoso. Nelle due sale, complice il camino, l’atmosfera è calda e accogliente, ma il bel pergolato antistante è il luogo più piacevole nei giorni estivi.
Il menù comincia con il ricco antipasto della casa composto da giardiniera, prosciutto a listarelle e salsicce sott’olio, pecorino con il miele, melanzane arrosto, insalata di funghi e rucola, ricotta fresca, funghi ripieni, cipollata e coratella di agnello. I primi sono preparati con pasta fatta in casa e serviti con buoni condimenti, a volte forse un po’ troppo generosi, con il rischio di nascondere il sapore e la qualità della pasta: dei ravioli con zafferano e asparagi, degli gnocchi con salsiccia e broccoli o degli anellini, piatto forte della zona e del locale, con ricotta e carciofi. Buone le carni che vi saranno servite come secondo: per più persone c’è il cosciotto di agnello al forno, altrimenti le tradizionali carni alla brace, la tagliata e la fiorentina, l’arrosto misto e gli arrosticini di pecora, anche nella versione artigianale, tagliati al coltello e infilzati a mano. In alternativa scamorza o pecorino semistagionato alla brace. Degna di nota, tra i dolci, è la sfogliatina con crema all’Aurum.
Buona carta dei vini, con le principali aziende regionali e qualche etichetta nazionale di grido, ma le annate non sono sempre indicate correttamente.

Osteria dell’angelo

Città Sant'Angelo

Ristorante
Via Diaz, 8
Tel. 085 9699023
Chiuso il lunedì
Orario: sera, mezzogiorno su prenotazione
Ferie: due settimane in gennaio
Coperti: 35
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Chi è abituato ad andare per mare sa che prima o poi il destino gli riserverà un approdo. È ciò che è successo a Mimmo Marcello che, dopo una carriera come cuoco sulle navi da crociera, ha trovato la terra ferma a Città Sant’Angelo. Sei anni fa, nel centro storico, a due passi dalla stupenda Chiesa della Colleggiata, ha aperto l’Osteria dell’Angelo e da un anno ha deciso di eliminare i piatti di carne per privilegiare il pesce, più consono anche all’atmosfera del locale: una lunga sala tappezzata di reti da pesca e piena di vecchi registratori di cassa e grandi damigiane colme di tappi di sughero.
L’apertura è affidata a una gustosa bruschetta al pomodoro. Poi si sceglie da un menù stilato quotidianamente su due lavagnette all’ingresso del locale, che varia in base all’offerta del mercato del pesce. Ricca la proposta di antipasti: meglio quelli crudi e freddi (calamari, pesce spada piccante al peperoncino, sgombro, cocktail di scampi, ostriche, una deliziosa papalina e tartufi di mare), eccezionale la pepata di cozze, davvero saporiti – forse un po’ troppo – quelli caldi, tra cui spiccano gli scampi foderati di lardo. Buoni il pane, che viene da Sant’Eufemia a Maiella, e la pasta, fatta in casa dall’infaticabile mamma del titolare. Tra i primi, sempre serviti in porzioni generose, si può puntare su chitarrina con i frutti di mare (in bianco), gnocchetti con gli scampi (al sugo) o tagliolini con i gamberi. Tra i secondi, la croccante frittura di piccoli pesci locali, l’arrosto misto, il pesce sampietro in guazzetto.
Si chiude con dolci fatti in casa: sfogliatelle con marmellata di uva, torta di ricotta, mousse di cioccolato o la tradizionale pizza dolce. Ridotta ma rappresentativa della produzione regionale la selezione di vini in cantina.

Clemento

Sulmona

Ristorante
Vico Quercia, 5
Tel. 0864 52284
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine giugno-metà luglio
Coperti: 60
Prezzi: 25-28 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna


In un vicolo a pochi passi da corso Ovidio troverete due conferme: Clemente è un buon locale e Clemente Maiorano è un bravo chef, che continua a proporre ai suoi ospiti piccole novità, sempre nel quadro di una cucina tradizionale.
È così che preparazioni nate da un connubio di professionalità ed estro misurato si succederanno sin dagli antipasti. Ricordiamo l’insalata rinascimentale, le frittate con verdure di stagione, i salumi di pecora e di maiale di norcini di fiducia e una buona scelta di formaggi. La filosofia del locale privilegia le materie prime del territorio, a partire dalle paste fresche fatte in casa o trafilate da pastifici artigianali abruzzesi. La scelta dei primi si gioca tra orecchiette con zucchine e zafferano aquilano, chitarra al tartufo, minestra di farro con i porcini, zuppa di legumi e verdure e polenta con le spuntature. Tra i secondi, in ossequio alla gastronomia di tradizione, ottimo cosciotto di agnello al forno con menta e limone servito con patate, capretto alla griglia e coniglio con i funghi. Nei mesi più freddi troverete anche piatti che richiedono cotture più lunghe: il guanciale di vitello brasato al Montepulciano d’Abruzzo o lo stufato di vitello. E, come di consueto, il venerdì c’è un menù degustazione a base di baccalà. Si conclude con torta di mandorle e cioccolato, crostata di farro con ricotta e biscotti con le mandorle.
I vini, offerti con ricarichi onesti, sono prevalentemente regionali, ma non mancano alcune buone etichette nazionali.

Ostello del cavaliere

Santo Stefano di Sessanio

Azienda agrituristica
Via della Giudea, 1
Tel. 0862 89679
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 40 + 25 esterni
Prezzi: 22-25 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nel suggestivo borgo medievale di Santo Stefano (Parco del Gran Sasso e Monti della Laga), circondato da campi dove si coltivano anche le famose lenticchie (Presidio Slow Food), troverete il locale della famiglia Cucchiella (Luca, Mirella e la madre Rosa in cucina), che da sedici anni propone una cucina di forte impronta territoriale. Si utilizzano splendide materie prime provenienti dalla propria azienda agricola a coltura biologica (legumi, olio) e dai pastori (formaggi, carne di pecora) della zona di Calascio e Castel del Monte.
Il menù varia seguendo il ritmo e i prodotti delle stagioni. Saporiti e ricchi gli antipasti: zuppa di ceci e castagne, lardo, ricotta, cacio marcetto, canestrato di Castel del Monte e pecorino di Farindola, fritti misti con baccalà e mele, frittata con erbette, salumi fatti in casa, fra i quali le salsicce di fegato col miele. Tra i primi, scegliete senz’altro la zuppa di lenticchie, poi spuntature con polenta di granoturco, ravioli di ricotta, paste con verdure di stagione, maccheroni alla chitarra fatti in casa, gnocchi di patate allo zafferano di Navelli, in primavera fettuccine con gli orapi. Tra i secondi, un gustoso agnello a scottadito, polpette di farro, cosciotto di pecora arrosto, salsiccia alla griglia, pecorino fresco fritto, ma anche arrosticini. I biscotti secchi (mandorle, ferratelle) e la ricotta dolce sono accompagnati da amari e ratafià fatti casa.
Bella lista dei vini, incentrata su prodotti regionali e completata da etichette nazionali. Ricarichi onesti, giusti bicchieri e la competente consulenza di Luca.

La portella

Rivisondoli

Ristorante-pizzeria
Via Sulmontina, 44
Tel. 0864 69372
Chiuso il mercoledì, mai in alta stagione
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 70
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Borgo medievale situato alle falde del Monte Calvario, a 1320 metri di altitudine, Rivisondoli poggia su uno sperone roccioso immerso in un vasta pianura, è circondato da boschi ed è un luogo di soggiorno turistico sia invernale sia estivo. A pochi passi dal centro storico, La Portella propone cucina tradizionale abruzzese in un ambiente rustico, dall’atmosfera rilassata e cordiale, e accoglie volentieri anche chi arriva un po’ fuori dagli orari canonici dei pasti.
L’antipasto – una buona selezione di salumi, tra cui la mortadella di Campotosto (Presidio Slow Food), e la ricotta in fuscella – precede piatti più sostanziosi, come l’interessante zuppa di lenticchie e castagne e diverse paste casalinghe: anellini alla pecorara, pappardelle e tagliatelle al ragù di carne o di cinghiale oppure al tartufo. Dopo i primi sarà possibile avere, oltre alle immancabili carni alla brace, un buon filetto di manzo, l’arrosto misto o i tipici arrosticini (spiedini di carne di pecora tagliata in piccoli pezzi, cotti alla brace), ma si può scegliere anche tra eccellenti formaggi locali, la scamorza e il pecorino per esempio, anch’essi alla brace. La scelta dei dolci è limitata, ricordiamo la torta di pere e cioccolato a cui si affianca qualche altra proposta casalinga da accompagnare a uno degli infusi della casa.
Discreta la scelta dei vini, con qualche buona etichetta anche di altre regioni italiane. Nel fine settimana e in alta stagione è consigliabile la prenotazione.

Giocondo

Rivisondoli

Trattoria
Via del Suffragio, 2
Tel. 0864 69123
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: seconda metà di giugno
Coperti: 40
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


In pieno centro storico, in cima a una scalinata che offre scorci panoramici suggestivi, un vicoletto conduce a questa piccola trattoria d’altri tempi. L’accoglienza del titolare è cordiale, il servizio è quello premuroso e informale di chi svolge il proprio lavoro con passione da vent’anni. Giocondo Gasbarro, allegro e apparentemente distratto, è in realtà attentissimo alle esigenze degli ospiti.
A tavola vi porterà innanzitutto un antipasto freddo a base di ottimi salumi e latticini locali da gustare con la fragrante focaccia e il gustoso formaggio che troverete da subito in tavola. In cucina la mamma Za’ Betta, la moglie Giovanna e la figlia Elisabetta tirano a mano la pasta: potrete scegliere tra taccozze con salsiccia e zucca, tagliatelle alla Majella con carne trita di agnello e zafferano di Navelli, ravioli con ricotta di pecora e orapi (spinaci selvatici), cazzarielli e faciuol’ e, d’inverno, polentata und’ e cace (con lardo e formaggio). A seguire, tenere carni locali cotte alla brace, tra cui un eccellente agnello, e valide alternative come il capretto cac’ e ova, il coniglio impanato, la pecora al cotturo e la scamorza alla brace, accompagnati da verdure di stagione o patate fritte. Meditata è la selezione dei formaggi, pecorini e vaccini, freschi e stagionati, così come quella dei vini, in cui prevalgono le etichette abruzzesi. Tra i dolci, in linea con l’autenticità del pasto, il buon soffione di ricotta e il semifreddo al torroncino con cioccolato fuso. D’estate, nel fine settimana e nei giorni festivi è meglio prenotare.

Plistia

Pescasseroli

Ristorante annesso all’albergo
Via Principe di Napoli, 28
Tel. 0863 910732
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in maggio
Coperti: 45
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nella via principale di Pescasseroli, a pochi metri dalla casa in cui nacque Benedetto Croce, vi è un ristorante dall’ambiente raccolto che la verve del titolare, Cicitto Decima, rende accogliente e familiare. Della cucina si occupa sua moglie Laura, utilizzando, con l’abilità e l’attenzione di sempre, materie prime fresche scelte con cura sul territorio.
Antipasti semplici come i salumi artigianali e la ricottina fresca introducono ai sapori del Parco Nazionale d’Abruzzo, insieme a scamorze e mozzarelle locali, fiori di sambuco fritti e di zucca in pastella. I primi, all’insegna della tradizione, comprendono i carratelli con orapi (spinaci selvatici d’alta quota) e guanciale o con asparagi selvatici, gli scialatielli (pasta fatta in casa con pecorino, prezzemolo e basilico) con pomodoro fresco o, in stagione, porcini, i ravioli di ricotta allo zafferano, le lasagne in brodo con polpettine di carne e scamorza, la minestra di fagioli e farro e i tagliolini con zucchine e zafferano. Tra i secondi spiccano gustose patate maritate, stinco di maiale o di vacca al forno, agnello o capretto a scottadito, costine di agnello fritte, salsicce, scamorze e verdure alla brace, e formaggi locali. La crema pasticciera con meringa, la torta di ricotta e quella di mele, il budino di panna e caffè e lo strudel spiccano tra i dolci.
In cantina trovate una buona scelta di vini, non solo regionali, molti anche al bicchiere. Ampio spazio è riservato a bollicine di pregio e distillati. Plistia è anche piccolo albergo di montagna, semplice ma curato.

Taverna de li caldora

Pacentro

Ristorante
Piazza Umberto I, 13
Tel. 0864 41139
Chiuso domenica sera e martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 100
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Piccolo borgo affacciato sulla valle Peligna, Pacentro ospita un ristorante che non ha bisogno di presentazioni. La formula collaudata di Carmine e Teresa Cercone, centrata su ricette del territorio e materie prime scelte, fa di Caldora una tappa obbligata per gli amanti di una cucina che racconta con sincerità le tradizioni del luogo. Se proprio dovessimo fare un appunto, potremmo sottolineare una certa ripetitività nella proposta dei piatti, ma la qualità non ha mai cedimenti e questo garantisce la fedeltà di una clientela vasta, tanto che trovare un tavolo libero non è sempre facile.
Il menù offre una serie di antipasti stagionali tra cui è d’obbligo citare l’ottima ricotta di pecora, i fagioli di Paganica con cardoncelli, l’insalata di porcini, la coratella di agnello e una saporita salsiccia di fegato. Seguono carrati con sugo di pecora, ravioli di ricotta di capra con tartufo o sugo di pomodoro, gnocchi al ragù di pecora e la classica chitarra con sugo di agnello. Tra i secondi, ovviamente, troneggiano i piatti di carne della cucina agro-pastorale, quindi capretto cac’ e ova, agnello alla brace, pecora al cotturo e il delizioso marro, ma non sottovalutate il baccalà con le patate. Vale l’assaggio la selezione di formaggi locali, dai pecorini alla scamorza di Castel di Sangro. Non vi deluderanno neanche la pizza dolce, le sfogliatine con la crema, il tortino al cioccolato e i cantuccini casalinghi.
Una nota di merito va alla cantina, che potrete osservare scendendo le scale dall’ingresso, con ampia scelta di vini e una sorprendente appendice di distillati.

La conca alla vecchia posta

L'Aquila

Trattoria
Via Caldora, 12
Tel. 0862 405211
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: fine gennaio e inizio agosto
Coperti: 50
Prezzi: 23-28 euro
Carte di credito: tutte, Bancomat

Dopo una passeggiata nel centro storico, passando da piazza Duomo e Porta Bazzano, è un piacere sostare in questa trattoria ricavata nei locali che furono della vecchia posta, a pochi passi dalla bellissima basilica di Santa Maria di Collemaggio. Grazie a una cucina che ossequia la tradizione e garantisce una ricca offerta di proposte del territorio, il locale di Gregorio e Rosalba è una meta di fiducia per i cittadini aquilani.
Formaggi e salumi locali, tra cui la ventricina di Vasto e la mortadella di Campotosto (Presìdi Slow Food), verdura di stagione, frittate alle erbe selvatiche (raccolte personalmente da Gregorio), tacchino alla canzanese e insalata di farro aprono il pasto. Seguono paste come la chitarrina all’amatriciana, gli gnocchi con ricotta secca di Castel del Monte e zafferano di Navelli, i surgitti (preparati con acqua e farina) cotti in una minestra di verdure o conditi semplicemente con sugo di carne, i tagliolini fatti in casa con sugo di castrato e la sfogliata di crespelle con polpa di agnello ai sapori dell’orto. Poi arriva il momento delle carni: ecco allora l’agnello cacio e uova, le pallotte del pastore, la spalla di tacchino e il prosciutto di maiale al forno o ancora il mariddi di Castel del Monte con rosmarino (budellino di agnello). Chiudono adeguatamente il pasto le crostate, le crêpes con crema di castagne e la ricotta con caffè e cioccolato.
Centrata la carta dei vini, che contempla le migliori etichette della regione.

Osteria del melograno

Fossa

Ristorante
Piazza Masci, 3
Tel. 0862 751484-347 7559438
Chiuso il lunedì
Orario: sera, domenica anche pranzo
Ferie: in settembre
Coperti: 40
Prezzi: 25 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa, Bancomat


Figlio d’arte e di esperienze importanti fuori regione, Gianluca Carrozzi è il gestore di questa osteria da non più di due anni, ma sta già cercando una sistemazione diversa per il locale. La divisione delle sale su due piani, con relativa ripida scala, infatti, crea qualche problema al servizio, ma i tempi del cambiamento non sono stabiliti, dunque per un po’ la sede resterà nel bel palazzo nobiliare nel centro di Fossa. Il paesino, a breve distanza dal capoluogo, permette, tra l’altro, una visita al vicino borgo fortificato di Ocre e al convento di Sant’Angelo.
La cucina proposta, fedele alla tradizione, è ben eseguita e coerente ma forse, con qualche piccola accortezza in più, potrebbe offrire soddisfazioni ancora più belle. In sala, Rita Mucciola vi illustrerà il menù con grande cortesia cominciando con gli antipasti: salumi e formaggi selezionati da produttori locali, polentina, insalata di lenticchie e coratella di agnello. Poi passerà ai primi, di fattura casalinga, tra cui gli scarcetti (maltagliati) con salsa di fave e pecorino o con lo zafferano di L’Aquila, la tradizionale chitarra con funghi porcini o i ravioli con le zucchine. Tra i secondi citerà le buone carni, dall’agnello (anche porchettato) alla tagliata di manzo, accompagnate da ottime patate. Infine arriverà ai dolci: interessanti quelli al cucchiaio, tra cui il più richiesto è il semifreddo al miele di acacia con granella di nocciole.
La cantina, in cui sono presenti vini regionali, potrebbe essere meglio curata e rifornita.

La fiaccola

Anversa degli Abruzzi

Trattoria
Via Duca degli Abruzzi, 12
Tel. 0864 49474
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 70
Prezzi: 18-20 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa

Dopo una passeggiata nella Riserva delle gole del Sagittario, sarà interessante visitare il borgo di Anversa, con la bella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Una volta qui, vi potrete fermare in questa accogliente trattoria, che mantiene prezzi onesti e da poco apre anche nei giorni feriali. L’ambiente è rustico, e l’accoglienza informale induce a perdonare qualche distrazione e qualche difetto nella rotazione delle proposte.
Quasi tutte le pietanze testimoniano un’economia basata sulla pastorizia e sulla produzione casearia: come antipasto, a seconda delle materie prime disponibili, avrete ricotta affumicata al ginepro, bresaola, formaggi di varia stagionatura, salami o salamelle, tra cui una squisita di fegato di maiale, miele, scorzette e mosto cotto. Tra i primi, gnocchi con ragù di agnello o con crema di formaggi, pappardelle o rigatoni con guanciale o castrato, polenta con sugo di maiale, fettucce con tartufo nero e una novità, le orecchiette alla Tibaldo, omaggio a D’Annunzio, con zafferano, salsiccia e melanzane. La pecora è la regina tra le carni, in forma di arrosticini o, su prenotazione, preparata pazientemente al cotturo. In alternativa, l’agnello, da solo o con altre carni nel tradizionale arrosto misto alla brace. Per chi non ama la carne ci sono sempre una buona scamorza alla brace o alla piastra e il pecorino con il miele. Si conclude con la crostata di fichi, mandorle e noci, le ciambelline o i mostaccioli, tutti prodotti esternamente.
Da bere, pochi vini regionali, che vedrete esposti su una mensola in sala.

Locanda la corte

Acciano San Lorenzo

Ristorante annesso all’albergo
Frazione San Lorenzo, 1
Tel. 0864 799191
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 10 dicembre-13 febbraio
Coperti: 70 + 40 esterni
Prezzi: 27 euro vini esclusi
Carte di credito: CartaSi, Visa, Bancomat


Benché si trovi nella valle subequana, all’interno del Parco del Velino-Sirente, questo non è un posto in cui si passa per caso: la strada per raggiungerlo non è comodissima e le indicazioni, soprattutto di sera, sono poco visibili. È meglio farsi dare qualche indicazione al telefono per individuare questo palazzo nobiliare del Cinquecento pregevolmente ristrutturato, che ospita un’osteria accogliente e venti camere. All’interno delle due sale, in buona parte con pietre a vista, vi troverete immersi in un ambiente d’altri tempi in cui vi daranno il benvenuto i fratelli Tonino e Anna, quest’ultima in sala insieme al marito Giorgio.
Nella nostra visita in una calda serata d’estate abbiamo potuto scegliere gli antipasti tra salvia fritta in pastella, una deliziosa giuncatina allo zafferano servita con la pizza fritta, ricotta al forno con peperone, salumi locali, insalata con funghi, rucola e ricotta salata, insalata di farro e, per finire, ovolina affumicata avvolta nel lardo e saltata in padella. Tra i primi, tutti di propria produzione, i ravioli con porri, indivia e noci o la chitarrina con funghi e tartufo. Davvero buoni il piatto della casa, il cosciotto di agnello in crosta di pane casereccio con patate al coppo e il coniglio cotto al sale, disponibile prenotando con almeno un’ora di anticipo.
Piacevoli i dolci casalinghi, tra cui la torta al cioccolato, e i liquori. Discreta la selezione di vini, prevalentemente regionali, ma sulla carta non sono indicate le annate. È indispensabile prenotare.

All’hosteria del pavone

Vasto

Ristorante
Via Barbarotta, 15
Tel. 0873 60227
Chiuso il giovedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra gennaio e febbraio
Coperti: 45
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


Nicolino Di Renzo ha aperto questo bel ristorante sei anni fa, al piano terra di un palazzo del centro storico di Vasto. I locali, un tempo utilizzati dai pescatori per rassettare le reti, sono stati ristrutturati nel rispetto della struttura originale e oggi sono arredati elegantemente. In cucina il proprietario, cuoco autodidatta, si avvale di ottime e fresche materie prime anche grazie a un gruppo di amici che usano le loro piccole barche per la pesca con l’amo.
Le preparazioni, che esaltano la qualità e il sapore del pesce, hanno talvolta qualche tocco di misurata originalità e variano a seconda del pescato disponibile. Si comincia con le crudità e con una sequenza di gustosi piatti sia caldi sia freddi: potrete provare calamari con salsa all’arancia, carpaccio di tonno, soppressata di polpo, mazzancolle con lardo e purè di patate, passatine di ceci con scampi sgusciati, fiori di zucca ripieni di scampi. Anche le paste sono condite con i prodotti del mare: pennoni alla zucca gialla con cozze e vongole, tagliolini con porcini, vongole e scampi, maccheroncini di Campofilone con scampi sgusciati, tagliolini allo scoglio, fusilli con sugo di brodetto. La lista dei secondi comprende preparazioni classiche come la spigola pescata al sale, il tradizionale brodetto alla vastese, la frittura di paranza, la rana pescatrice con pomodori e capperi, le buone grigliate. La crema catalana in una versione rivisitata, il semifreddo al frutto della passione, le mousses, il tortino di cioccolato caldo sono i dessert di qualità con cui potrete dare un sapore dolce al finale del pasto.
Ragionata e vasta la carta dei vini, che spazia dall’Abruzzo a tutta l’Italia e include alcune bottiglie internazionali.

La Scialuppa

San Vito Chietino

Trattoria
Via Sangritana, 19
Tel. 0872 619048-338 3248389
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: tra ottobre e novembre
Coperti: 35 + 20 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Questa piccola trattoria, gestita dal 2001 da una storica famiglia di pescatori sanvitesi, si trova nel borgo marino ai piedi della bella San Vito Chietino, dalla cui terrazza panoramica a semicerchio si possono apprezzare le alture della Majella e del Gran Sasso e la splendida “costa dei trabocchi”. Siamo a due passi dal molo, dove Marco Marone, con la preziosa collaborazione ai fornelli della moglie Rosa, porta in tavola ogni giorno il meglio del pescato delle piccole imbarcazioni di famiglia ormeggiate al porto di Ortona. Adesso, dopo che Marco si è dedicato esclusivamente alla gastronomia, è il fratello a fare il pescatore a tempo pieno e a rifornire giornalmente la Scialuppa.
La sua cucina è quella classica marinara, senza fronzoli o sperimentazioni improbabili: la freschezza, la cortesia garbata e familiare e i prezzi contenuti alzano il valore dei piatti in sé. Si comincia con la carrellata di antipasti crudi e caldi tra cui ottimi calamari, panocchie e cozze ripiene e un cartoccio di frittura di bianchetti (in stagione) che vale il viaggio. A seguire, la gustosa chitarrina con panocchie e calamaretti, i tortelloni ripieni di spigola con ragù di scampi, zucchine e zafferano, gnocchi e tagliolini con gamberi o con il granchio “peloso” tipico di queste parti. Semplicità delle preparazioni anche per i secondi, con il brodetto alla sanvitese, la pescatrice alla cacciatora (in padella con aglio, rosmarino e vino bianco) con contorno di verdure croccanti, l’arrosto misto di pesci e una frittura di paranza asciutta e fragrante. Concludete con il sorbetto al limone, i gelatini di Lancusi o il dolce della casa.
Discreta la carta dei vini, centrata sui bianchi, con un discreto assortimento di etichette abruzzesi e qualche bottiglia nazionale.

Ristorante marina

San Salvo Marina

Ristorante
Via Pigafetta, 70-Statale 16, piazzale Agip
Tel. 0873 803142
Chiuso domenica e lunedì sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in dicembre
Coperti: 50
Prezzi: 28-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Su un’altura che domina la piana adiacente al fiume Trigno, tra oliveti, vigneti e pescheti, si distende il centro storico di San Salvo, con una splendida vista sull’Adriatico. Più in basso, lungo la costa, la frazione di San Salvo Marina, frequentata stazione balneare. Qui, a pochi metri dalla statale, è ubicato il ristorante, sobrio e accogliente, gestito con passione da un affiatato gruppo familiare, dove gusterete una cucina di mare semplice e appagante. In sala ci saranno il titolare Michele Raspa o il papà Gennaro, che vi illustreranno le pietanze preparate da Adele e Vanna, madre e sorella di Michele.
Le materie prime sono reperite sul posto, così il menù cambia in base all’offerta del mercato. Si inizia sempre con una buona proposta di antipasti che, a seconda dei giorni, potranno essere freschissime crudità, polpo in insalata, alici marinate o anche preparazioni calde come alicette al sughetto e scampetti al tegamino, che da soli meritano la sosta. Tra i primi potrete trovare i cavatelli agli scampi, il risotto ai frutti di mare e le bavette ai granchi pelosi. Come secondo, ampia scelta di pescato del giorno alla brace, all’acquapazza o al forno e frittura di paranza. Non è raro trovare un buon brodetto alla vastese (ma è meglio prenotarlo), il filetto di ricciola gratinato o un ottimo pesce spada alla pizzaiola. I dolci sono pochi ma di piacevole fattura casalinga: spiccano la crostata di mele e alcune specialità di pasticceria secca.
Lista dei vini migliorabile per ampiezza, ma con alcune etichette di interessanti aziende regionali e qualche buona bottiglia nazionale con giusti ricarichi. Valida la selezione di oli abruzzesi. È consigliabile prenotare.

Al metrò

San Salvo Marina

Ristorante
Via Magellano, 35
Tel. 0873 803428
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 40
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Un locale tanto piacevole, negli ambienti quanto nella cucina, meriterebbe davvero una posizione più suggestiva, magari sulla bella spiaggia di San Salvo. In un’atmosfera di stile marinaro, elegante nella sua sobrietà, vi accoglierà Antonio Fossaceca, con un servizio informale e premuroso.
A seconda della disponibilità del pescato cambiano le proposte del giorno, che vi saranno illustrate a voce. Gli antipasti, seppur non numerosi, sono di ottimo livello: oltre agli ineccepibili crudi di mare, si conferma cavallo di battaglia del locale il delicatissimo carpaccio di merluzzo con pancotto al pomodoro ed erba cipollina, seguito da teneri calamaretti scottati e accompagnati da purè di fave fresche e scaglie di pecorino. Meritano di essere citati i vari tipi di pane fatti in casa da Nicola, ottimi quelli con rosmarino o basilico e mandorle. I primi piatti emanano l’inconfondibile profumo di mare che solo una selezione rigorosa delle materie prime può garantire: spaghetti ruvidi allo scoglio, cavatelli con scampi e funghi del Matese, linguine con vongole e lupini locali. Passando ai secondi, se si opta per il gustoso brodetto alla vastese sarà bene considerarlo un piatto unico: l’irresistibile salsa al pomodoro in cui intingere il pane e la grande varietà di pesci e crostacei utilizzati sono a prova di appetito robusto. In alternativa, la scelta spazia tra grigliate e cotture in umido, ma è buona anche la frittura di paranza, asciutta e croccante. Si conclude con la piccola pasticcera della casa ma, poiché il locale è nato come pasticceria artigianale, alla voce dessert ci si potrebbe aspettare qualcosa di più.
Cantina interessante, con una ragionata selezione di vini regionali e nazionali.

Osteria delle spezie

San Salvo

Osteria di recente fondazione
Corso Garibaldi, 44
Tel. 0873 341602
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in settembre
Coperti: 45
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte


La piccola osteria nel centro storico di San Salvo, cittadina abruzzese quasi al confine con il Molise, si dedica con attenzione alla ricerca di preparazioni e prodotti del territorio, in equilibrio fra le tradizioni delle due regioni. Uno sforzo che si vede bene nella selezione dei formaggi e nella produzione in proprio di olio, paste, salse, dolci e della vera specialità della zona, la ventricina vastese. I gestori sono Giancarlo e Giulia Cilli, che propongono un menù di terra (il pesce si trova in rari casi e sempre su richiesta) senza mai abbondare con le spezie, a dispetto del nome del locale.
Occorre un pizzico di pazienza per un servizio che a tratti si fa lento. Nell’attesa godetevi l’antipasto – davvero un buon inizio – che cambia con l’alternarsi delle stagioni e prevede, tra l’altro, la ricotta in pastella con cannella, specialità del locale. Sarà un piacere, poi, passare a pennoni con mandorle e zafferano, tagliolini al tratturo o ravioli ripieni di ricotta e formaggio di bufala. Da non perdere il maialino al miele e la tagliata di pollo, ma anche le preparazioni con carni di vitello o di agnello, le verdure di stagione alla griglia e la saporita scamorza molisana alla fiamma. Giancarlo è figlio di pasticcere quindi l’offerta dei dolci casalinghi non può che essere ricca. Qualche esempio: millefoglie con crema di arancio o zabaione, sorbetto di cocomero al Prosecco e la pastiera dell’osteria.
Tra i vini, etichette abruzzesi e molisane e qualche occasionale etichetta nazionale. Giusti i ricarichi.

Al vecchio teatro

Ortona

Ristorante
Largo Ripetta, 7
Tel. 085 9064495
Chiuso il mercoledì, mai in agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 1-15 novembre
Coperti: 35 + 30 esterni
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Ortona, quasi a picco sul mare, ha un bel porto che potrete ammirare dalla panoramica passeggiata orientale ma anche dalla terrazza di questa osteria in cui, anno dopo anno, si conferma l’affidabilità della famiglia Carusi: di Armando, in sala, della moglie Daniela e della figlia Eleonora, ai fornelli.
L’ampio menù, di mare e di terra, lascia tutti soddisfatti: partendo dalle acque azzurre, si comincia con antipasti freddi e caldi come il crudo di pesce, l’insalata di polpo con patate e melanzane, la pescatrice marinata, i gamberi con il lardo, le alici marinate e alla brace. Si prosegue con la calamarata condita con razza e gamberi, i tacconi di borragine con tonno fresco e pomodorini, la chitarrina ai granchi pelosi, i cavatelli con sugo di pescatrice o il risotto con i paparazzi (piccole vongole locali). Infine i secondi: la classica e generosa grigliata mista, la costoletta di rombo alla mediterranea, le mormore con pomodorini, la sogliola con tartufo di Quadri. Scegliendo il percorso di terra, invece, si potranno gustare ventricina del Vastese, mortadella di Campotosto, pecorino di Farindola (tutti Presìdi Slow Food) e altri salumi e formaggi del territorio. Inoltre, tagliatelle di farro con fave e ventricina, pezzate con pomodoro e basilico, ravioli con formaggi e tartufo, e poi le carni e le verdure di stagione.
Si conclude con dessert tradizionali, tra cui le nevole ortonesi al mosto cotto, e dolci al cucchiaio. A disposizione, in cantina, tutti i migliori vini abruzzesi.

Taverna del mastrogiurato

Lanciano

Ristorante-enoteca
Corso Roma, Vico 11
Tel. 0872 712207
Chiuso il martedì e mercoledì a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in luglio
Coperti: 40
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Una passeggiata per il centro storico di Lanciano potrà essere fonte di piacevoli sorprese: il notevole patrimonio di palazzi e chiese all’interno delle antiche mura merita una visita non superficiale. Proprio qui, non lontano dalla basilica del Miracolo Eucaristico, è sito questo interessante ristorante (con annessa enoteca), gestito con professionalità e non comune cortesia dallo chef-patron Gianni Vinciguerra, coadiuvato ai fornelli dalla brava Costanza.
La linea gastronomica è quella di una schietta territorialità, alleggerita per i palati del nuovo millennio con un tocco di innovazione che lascia spazio all’estro del cuoco e al divenire delle stagioni. Un buon modo per iniziare è la classicissima pallotta cac’ e ova, davvero un must in questa parte d’Abruzzo, servita con il suo delizioso condimento. Molto buoni anche i salumi e caci regionali, le frittatine aromatizzate e il formaggio fuso con tartufo nero (in stagione), quest’ultimo proposto anche come secondo. Proseguendo non ci si può esimere dall’assaggio delle varie zuppe, delle paste fatte in casa ripiene e non, come i tagliolini con tartufo, degli ormai quasi estinti frascarielli, una sorta di polenta di farina di grano tenero, servita con ottimi fagioli, oppure degli gnocchi di castagne ai porcini. Da provare anche qualche secondo, come l’indovinatissimo capocollo “rinascimentale” con salsa di prugna e mele, l’agnello cac’ e ova e il buon baccalà con peperoni. In dirittura d’arrivo ci sono ottimi dolci, come il semifreddo al torroncino o la torta di mele con cannella.
La scelta enologica è buona, e va dalle migliori etichette della regione fin oltre confine. Si conclude con un piacevole liquore aromatizzato con spezie, fatto in casa, dalla ricetta ovviamente segreta.

Villa maiella

Guardiagrele

Ristorante annesso all’albergo
Via Sette Dolori, 30
Tel. 0871 809319-809362
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: due settimane in luglio
Coperti: 60 + 20 esterni
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Angela e Peppino Tinari, perfetti interpreti della cucina del territorio, hanno reso ancora più accogliente il loro ristorante: una terrazza all’aperto e un’attenzione crescente alla sala, supervisionata dal bravo sommelier Nicola Boschetti, che guida anche i giovani Arcangelo e Pascal Tinari. La struttura è moderna ma dentro c’è tutto il calore abruzzese, si spiega così il pellegrinaggio di affezionati e ospiti nuovi anche da fuori regione. Ineccepibili le materie prime, molte di produzione propria, come ortaggi, spezie e salumi straordinari. Delicata e gustosa la cucina, con proposte e menù per tutte le tasche.
Indimenticabili la fantasia di antipasti e le preparazioni stagionali di funghi e verdure o classici come le pallotte cac’ e ove, il coniglio con pecorino e fegatini, la zuppa di farro con tartufo, le sagnette con fagioli freschi, la chitarra con ragù di agnello, i ravioli di burrata con zafferano dell’Aquila, i paccheri con pomodori, melanzane e ricotta affumicata al ginepro. Poi le carni: agnello cucinato in modi tradizionali (spezzato al tegame, al forno con erbe fini, costolette alla brace o impanate e fritte), vitellone bianco (in carpaccio con rosmarino e tartufo, bistecca alla brace, spezzatino al tegame), coniglio al forno, pollo al vino cotto, faraona farcita.
Per i dolci c’è un’apposita carta su cui leggerete di millefoglie alla crema, semifreddi con frutta di stagione e delizie al cioccolato. Scelta di formaggi molto soddisfacente, bella selezione di oli, cantina nazionale ed estera, con importanti vini al bicchiere.

Santa chiara

Guardiagrele

Ristorante
Via Roma, 10
Tel. 0871 801139
Chiuso il martedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: variabili
Coperti: 70
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte

Il locale, ricavato in una vecchia falegnameria del centro storico, prende il nome dal confinante convento di Santa Chiara. In un ambiente raccolto e curato, Gino Primavera e Domenico Scotti sono impegnati da anni nella valorizzazione di ricette tradizionali preparate con paste fatte a mano e materie prime dell’entroterra chietino: verdure spontanee del Parco della Majella, carni ovine, formaggi e conserve.
Accanto alle proposte a tema e alle specialità abruzzesi (entrambe disponibili su prenotazione), si possono scegliere i piatti da un menù del giorno vario e fantasioso. Per cominciare, tortino rustico con prosciutto di Orsogna, terrina di testa di maiale ai finocchi, salumi nostrani, lumache alla guardiese e orzo mantecato con porcini e caffè. Gustosi e stuzzicanti i primi piatti come la makaira con porcini e zucchine, i crioli con salsiccia guardiese, le linguine di farro con pomodoro fresco e pecorino o le corde di chiocchie (preparate con un’antica varietà di grano di montagna) alle erbe spontanee della Majella. Meritano l’assaggio anche la minestra di patate con tartufo bianco, la polenta taragna con caciotta affumicata e la crespella con pecorino e cicorietta. Come secondo, tiella di carni miste, agnello gratinato alle erbe, pallotte cac ’e ova, cif e ciaf di maiale o caciotta e caciocavallo gratinati. Chiudono adeguatamente il pasto lo spumone villese al croccante di mandorla e il semifreddo del giorno.
Nella bella cantina a vista sotto la sala troverete una equilibrata selezione di vini, in prevalenza regionali.

La Tramontana

Francavilla al Mare

Ristorante
Viale Sinello, 14
Tel. 085 810252
Aperto ottobre-maggio da giovedì sera a domenica a pranzo,
giugno-settembre da martedì a pranzo a domenica a pranzo
Ferie: variabili
Coperti: 50 + 50 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat

Su questa costa si chiamano “chalet” gli stabilimenti balneari: La Tramontana è ospitata in uno di questi, a metà del lungomare Alcione. Qui ha messo radici la numerosa famiglia Pacchione, proprietaria di alcuni grandi pescherecci nel contiguo porto di Pescara. Gente di mare, umile e disponibile. L’ambiente è semplice, il servizio informale ma davvero gentile. I piatti del giorno, recitati a voce, sono dettati dal pescato giornaliero – non spendiamo altre parole sulla freschezza – e ispirati alla cucina tradizionale marinara.
Negli antipasti possono trovare posto, a seconda del periodo, il crudo di calamaretti e di scampi sgusciati conditi con olio e peperone rosso secco, le alici marinate, i lumaconi sgusciati e i bummalitt’ (le lumachine) al pomodoro, la papalina (neonata o magnana) fritta in pastella, gli scampi bolliti, le panocchie ripiene, le seppie arrosto con i peperoni, al tegame con piselli o ripiene. Porzioni generose per i primi, con linguine allo scoglio o alle vongole, gnocchetti ai frutti di mare, risotti, mezzi rigatoni con gli scampi. La brace è sempre accesa per i pesci di taglia grossa o per il “misto” (scampi, spiedino di calamari, sogliole, merluzzi, triglie e coda di rospo), ma si può scegliere anche la frittura di piccoli pesci, il brodetto (da prenotare) e la rana pescatrice alla cacciatora. Discreta scelta di dessert e vini delle diverse zone della regione.
Un’avvertenza: d’estate, a pranzo il servizio si fa più spartano e le proposte sono ridotte per accontentare le tante persone che salgono dalla spiaggia.

mercoledì 23 febbraio 2011

La lanterna

Somma Vesuviana

Ristorante-pizzeria
Via Colonnello Aliperta, 8
Tel. 081 8991843
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: agosto
Coperti: 60 + 30 esterni
Prezzi: 25-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


’O paese d’o stocco, così è stato definito uno dei paesi più interessanti dell’area vesuviana interna, dove la lavorazione dello stoccafisso e del baccalà costituisce una delle attività trainanti dell’economia. Sia il centro storico sia il territorio circostante mantengono l’aspetto di un tempo. Il Casamale è il quartiere più antico, tuttora circondato dalle mura aragonesi. In più siamo ai piedi del monte Somma nel Parco Nazionale del Vesuvio, un territorio dotato di grandi ricchezze agroalimentari: le tipologie di albicocche (pellecchiella, cafona, monaco bello, palummella), i pomodorini al piennolo (Presidio Slow Food) e il Catalanesca, vino bianco locale prodotto dall’omonima uva.
Il locale di Luigi Russo è l’espressione di questo territorio, ben interpretato dallo chef Vincenzo Nocerino. Segnaliamo, per iniziare, la parmigiana di pesce bandiera, il carpaccio di baccalà, i purpetielli affocati e i fritti della tradizione. Seguono ravioli di ricotta con fiori di zucchine, penne con melanzane e stoccafisso, ravioli di patate e stoccafisso, zuppe invernali di ceci e funghi porcini o di fagioli e scarole. Oltre a una buona scelta di carni, anche di animali da cortile, troviamo piatti poveri come le trippicelle al sugo e gli ’ndruglietielli con patate (le interiora e l’intestino dell’agnello) e, ovviamente, pietanze di baccalà e stoccafisso. Da provare il piatto degustazione (stoccafisso in insalata, baccalà fritto, alla griglia e in zuppetta), le polpette di baccalà o il tegame di baccalà con pane e patate. Per finire dolci di buona fattura.
La carta dei vini, nonostante un discreto numero di etichette, potrebbe essere ulteriormente arricchita. Come abbinamento per le pizze (solo la sera) consigliamo, invece, di scegliere dalla carta delle birre trappiste.

‘E curti

Sant'Anastasia

Osteria tradizionale
Via Padre Michele Abete, 6
Tel. 081 8972821
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: agosto
Coperti: 40
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat


Sant’Anastasia ha terreni fertili e aria salubre, peculiarità che ne fanno un rinomato centro agricolo nel Parco Nazionale del Vesuvio, sul versante settentrionale del vulcano. Nel centro storico ha sede ’E Curti (i corti), il cui nome deriva dai fondatori Luigi e Antonio Ceriello i quali, dopo avere girato la penisola come presentatori di spettacoli circensi, decisero di rilevare l’osteria dello zio. Così iniziò una grande avventura gastronomica – oggi proseguita dalla nipote Angela e dal marito, Carmine d’Alessandro – alla riscoperta dei piatti della gastronomia partenopea.
In un ambiente raccolto inizierete dai fritti (frittelle di fiori di zucca, di alghe e crocchette di patate), dagli involtini di melanzane con pomodorini al piennolo, dai totani farciti di mozzarella e pecorino, dalle seppioline con piselli novelli, da altri piatti di mare variabili secondo il mercato (polpo, calamari, vongole, taratufi, cozze). Tra i primi troneggiano i piatti della tradizione come pasta e fagioli, pasta e ceci, paccheri con ragù di agnello e, nel periodo invernale, il pignato grasso: la classica minestra maritata. Come secondo consigliamo l’agnello: il cosciotto con i piselli, gli involtini di budello (’ntruglietielli) al forno, le costolette alla brace. Troverete anche il soffritto, la trippa, lo stocco in umido e, d’inverno, il baccalà fritto; frequenti le preparazioni a base di pesce azzurro. Tra i contorni friarielli, scarole e i funghi di pioppo raccolti nei dintorni. Per finire pasticcini alle noci, torta di ricotta, pastiera, pizza di crema.
La carta dei vini presenta qualche buona etichetta regionale oltre al vino di produzione propria. Si chiude con il Nucillo prodotto e commercializzato dal figlio dei titolari, Enzo d’Alessandro, secondo una ricetta segreta.

Abraxas

Pozzuoli Lucrino

Osteria di recente fondazione
Via Scalandrone, 15
Tel. 081 8549347
Chiuso il martedì
Orario: sera, domenica e festivi anche pranzo
Ferie: 10/08-28/08 e 24/12-04/01
Coperti: 80 + 70 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


I Flegrei sono un unicum di bellezze naturalistiche: il locale, infatti, si trova su un promontorio dal quale si gode della vista dei laghi Averno – qui Virgilio colloca la discesa agli inferi – e Lucrino, di Cuma, del Fusaro e, in lontananza, dell’isola di Ischia. Disposti su due livelli, gli ambienti sono caldi e accoglienti e in estate è disponibile un’ampia terrazza.
La qualità dei prodotti e delle pietanze (non stupitevi, però: benché siamo vicini al mare sono le carni a prevalere) è garantita dalla passione autentica che muove Nando nella selezione; non mancano molti dei piatti di famiglia, ben riconducibili al territorio. Come antipasti segnaliamo la ricotta di Montella e i salumi campani, la verza con salsiccia e castagne, la stracciata di melanzane, il panpatata con salsiccia e friarielli, il gattò di patate con salsa al rosmarino, lo sformato di zucchine con salsa di peperoni, la parmigiana di zucchine o di patate con scarola, salsiccia e provola, le cozze gratinate. Tra i primi, paccheri al ragù di maiale, paste fresche con crema di noci, con pomodorini al piennolo e scaglie di provolone del monaco, con melanzane o con zucchine, ziti alla genovese e gnocchi al baccalà, pomodorini e basilico. A seguire, costata di maiale con papaccelle, filetti e bistecche di razze bovine selezionate, quali la podolica e la marchigiana. Infine flan al cioccolato, panna cotta alla fragola e caprese al cioccolato.
Soddisfacente la selezione di vini (molti dei quali offerti al bicchiere) e distillati. Da segnalare che la sala superiore presenta una piccola cantina a vista dove, prenotando, è possibile cenare.

Le tre arcate

Piano di Sorrento

Ristorante-pizzeria
Piazza Cota, 9-10
Tel. 081 5321849-339 2837856
Chiuso il mercoledì, mai in luglio e agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: gennaio
Coperti: 45 + 60 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Oltrepassata la zona pizzeria-tavola calda (di ottimo livello) e saliti alcuni gradini, vi troverete in uno spazio diverso dove sarete accolti da Alessandro, figlio del titolare Lucio Russo. Il menù varia ogni due settimane ed è legato alla stagione e all’offerta del mercato locale, con particolare riguardo per il pesce e le verdure.
Qualche ritocco introdotto dallo chef Gennaro Esposito allegerisce le pietanze, comunque rispettose della tradizione partenopea e delle grandi feste. Come antipasto troverete l’insalatina di seppie e zucchine, le alici dorate e fritte, il riavulillo arolese grigliato, la caponata napoletana. Orientatevi poi sulla lasagnetta di scampi e carciofi, sui paccheri di Gragnano alla Surriento, sulle linguine con i totani neri della Campanella, sulla calamarata ai frutti di mare. Nel periodo invernale non mancano zuppe di legumi, minestre e funghi. Nella scelta dei secondi di pesce (cucinato in tutti i modi possibili: grigliato, all’acquapazza, al forno, in guazzetto, al sale, fritto) ci si affida alla generosità del mare. Da preferire il pesce azzurro, oltre che per la bontà anche per non far lievitare troppo il conto. Per quanti non amano il pesce c’è qualche proposta di carne. Buoni la scelta di formaggi provenienti anche da altre regioni – ma su tutti prevale il provolone del monaco – e i salumi della zona. Parla napoletano il carrello dei dolci, con babà, capresi, delizie, crostate di frutta in estate e un tortino caldo di mele annurche in inverno.
Carta dei vini più che discreta. È consigliabile prenotare nel fine settimana.

Vecchia cantina

Napoli

Trattoria
Vico San Nicola alla Carità, 13-14
Tel. 081 5520226
Chiuso domenica sera e martedì sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: in agosto
Coperti: 46
Prezzi: 22-25 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat


Il locale era un tempo un esercizio di mescita, dove insieme a un bicchiere di buon vino era possibile gustare una squisita pasta e fagioli con le cotiche. Siamo nella Pignasecca, la più pittoresca piazza di Napoli, dove si vende di tutto e, in particolare, generi alimentari del territorio, dal pane ai tarallucci sugna e pepe, dagli ortaggi al pescato del golfo e, ancora, carni cotte, mozzarella, latticini e formaggi. In uno dei vicoli che da qui si diramano è posta la Vecchia Cantina – due salette arredate con semplicità – dove Gianni e Maria, con la mamma Nunzia, accolgono la clientela con affabilità. Le regole della spesa quotidiana fatta alla Pignasecca sono la stagionalità e la freschezza.
Segnaliamo, tra gli antipasti, le alici marinate, gli sciurilli (fiori di zucca) ripieni, le paste cresciute, i panzerotti, e molti altri stuzzichini. Si continua con i primi tradizionali come gli ziti alla genovese, la pasta e patate, i tubetti con fagioli e, ancora, gli spaghetti alla pescatora o alla primavera, i rigatoni con salsiccia e zucchine e, nella stagione fredda, la minestra maritata e la zuppa di soffritto di maiale. Carne e pesce si alternano nei secondi: costoletta di maiale con papaccelle o con insalata di rinforzo, pesce spada in padella con purè di piselli, fegatini di maiale fritti, cotolette alla salvia, calamaro alla griglia o ’mbuttunato e baccalà fritto. I contorni sono a base di melanzane, peperoni, patate e zucchine. Si chiude con dolci tipici come babà, caprese, pastiera.
Ricca lista dei vini che propone un’ampia selezione di tutte le regioni italiane.

La chitarra

Napoli

Osteria-trattoria
Rampe San Giovanni Maggiore, 1 bis
Tel. 081 5529103
Chiuso sabato a pranzo, domenica e lunedì sera
Orario: mezzogiorno, sera su prenotazione
Ferie: agosto
Coperti: 32 + 6 esterni
Prezzi: 22-27 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


I fratelli Maiorano, Peppino in sala e Luigi in cucina, gestiscono questa osteria piccola e accogliente nei pressi dell’Università degli Studi Federico II, ubicata sulle rampe che salgono da via Mezzocannone alla basilica di San Giovanni Maggiore. L’arredamento è semplice così come i piatti, preparati quotidianamente con i prodotti acquistati ogni mattina da Luigi.
A mezzogiorno la proposta non è molto ampia, ma le preparazioni sono curate e rispettose della cucina del territorio – senza alcuna concessione a rivisitazioni in chiave moderna –, molto apprezzata da una clientela abituale principalmente composta da studenti e professori della vicina università. Ma i principî ai quali si ispira la “gastronomia aziendale” sono anche altri, ribaditi in un decalogo affisso alle pareti e letto con curiosità dagli avventori non abituali. Oltre alla napoletanità, tra questi principî troviamo anche la stagionalità. Per quanto concerne il menù, alla sera (ricordiamo la prenotazione obbligatoria) tra gli antipasti troviamo crostini con acciughe, frittata di cipolle, pizza di scarola, alici marinate e altri stuzzichini variabili secondo stagione. Vi orienterete quindi su notevoli mezzanielli allardiati, linguine alla cetarese, fagioli alla maruzzara e, nella stagione fredda, sulla zuppa di soffritto di maiale, sulla minestra maritata, sugli ziti o i paccheri alla genovese o al ragù. Di secondo costatella ammollicata, baccalà con i ceci, polpette di pane, alici in tortiera, dorate e fritte, alla beccafico o peperoni imbottiti. Dolci fatti in casa: la pastiera, il babà, la sfogliata frolla.
Ristretta scelta dei vini, solo regionali.

Hosteria toledo

Napoli

Osteria tradizionale
Vico Giardinetto, 78 A
Tel. 081 421257
Chiuso martedì sera
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: una settimana a Ferragosto
Coperti: 70
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat



Nel XVI secolo, grazie al viceré Pedro da Toledo, Napoli conobbe una fase di sviluppo caratterizzata dalla crescita economica e da grandi opere architettoniche. Via Toledo ne fu il fulcro e, ancora oggi, questa arteria, quasi totalmente riservata ai pedoni, rappresenta una zona di grande interesse storico e commerciale. L’Hosteria Toledo, interprete fedele della cucina napoletana, si trova qui, quasi di fronte alla storica sede del Banco di Napoli. Il locale si sviluppa su due ambienti, il primo quasi barocco e il secondo più sobrio nell’arredamento e più tranquillo rispetto alla confusione del vicoletto su cui si affaccia.
La gestione è quasi tutta al femminile, con Anna de Martino coadiuvata in sala da Stefano e in cucina da Titina, e la proposta consta di piatti semplici, che ripropongono quelli di “nonna Sonora”, la capostipite. Il menù è legato alle stagioni e alle tradizioni gastronomiche delle grandi feste. Per stuzzicare l’appetito si inizia con antipastini di mare e di terra, ottime fritture, sauté di frutti di mare. Si può quindi optare per gli ziti al ragù o alla genovese, i paccheri ai frutti di mare, la pasta e ceci, la pasta e fagioli, la pasta e zucchine, la pasta e patate con provola. Per quanto riguarda i secondi si spazia dal pesce alla carne. Il primo è cucinato in svariati modi: dal polpo in insalata o in cassuola al baccalà alla siciliana, dalla frittura di paranza ai calamari grigliati. Quanto alla carne, ci sono le braciole, la carne al ragù o il filetto. Di contorno, parmigiana, zucchine allo scapece, peperoni fritti, grigliate di verdura. I dolci sono i classici babà, caprese e pastiera.
Discreta la carta dei vini, nella quale si registra una notevole presenza dei prodotti ischitani oltre ad altre etichette campane e a qualche nazionale.

Europeo

Napoli

Ristorante-pizzeria
Via Marchese Campodisola, 4
Tel. 081 5521323
Chiuso la domenica
Orario: pranzo; gio, ven, sab e prefestivi anche sera
Ferie: 15 giorni dopo Ferragosto
Coperti: 65
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


L’Europeo, caratterizzato da un’atmosfera rilassante e di cortese familiarità, è ubicato in posizione centralissima, vicino a piazza Borsa (prossima all’apertura dopo il completamento dei lavori per la nuova linea della metropolitana). Le due sale – una grande, l’altra più riservata – sono decorate dai tanti quadri e dalle vecchie stampe della Napoli che fu e la gestione è affidata ad Alfonso Mattozzi, degno continuatore della tradizione di famiglia. Sarà lui ad accogliervi e a illustrare le proposte giornaliere, tutte rappresentative del territorio.
Si comincia con focacce ripiene di salsiccia, friarielli e scarola, tortano napoletano, crocché di patate, fiori di zucca in pastella, una squisita mozzarella di bufala campana e il sauté di vongole. Si prosegue tra primi asciutti e zuppe che si fanno ricordare: tubettoni con frutti di mare, linguine all’astice, pasta e patate con provola, ziti alla genovese da assaggiare, zuppa di fagioli e scarole, zuppa di ceci e sontuosi fagioli alla maruzzara; nel periodo invernale la minestra maritata è imperdibile. Si continua con le proposte ittiche, con il pesce azzurro in bella evidenza: alici fritte o imbottite, polpo alla luciana e, secondo disponibilità, frittura di paranza. Se non amate il pesce, potete comunque “ripiegare” sulla finanziera o su una gustosa zuppa di carne. Non mancano le verdure di stagione cucinate con esiti più che positivi: parmigiana di melanzane, peperoni imbottiti, cianfotta. E, se scegliete la pizza, non rimarrete delusi.
I dolci sono preparati in casa, come l’ottimo babà e le zeppoline. Vasta la carta dei vini, con tutta la produzione campana e il meglio di quella nazionale.

Taverna dell’arte

Napoli Mezzocannone

Osteria tradizionale
Rampe San Giovanni Maggiore, 1 A
Tel. 081 5527558
Chiuso la domenica
Orario: solo la sera
Ferie: tre settimane in agosto
Coperti: 42 + 15 esterni
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne DC, Bancomat


L’osteria di Alfonso Gallotti si trova in una delle strade più animate del centro storico e, come indicano chiaramente i piatti in menù, esprime un’autentica cucina del territorio, con variazioni quotidiane che seguono l’andamento delle stagioni – e, in parte, l’estro dello chef – e grande attenzione nella ricerca delle materie prime.
Si comincia con fettine di pane tostato con pesce marinato, sciurilli fritti ripieni di ricotta, polenta fritta, paté di olive prodotto in proprio, prosciutto e mozzarella. I fagioli alla maruzzara sono uno dei piatti classici del locale, ma in alternativa si possono scegliere le tagliatelle allo scammaro o con carciofi, i paccheri alle due Sicilie (conditi con pesto di melanzane) oppure con sugo di alici, pomodoro, pinoli, uva passa e pecorino, l’interessante vellutata di ceci e seppie servita nel pignatiello. Ma la serie dei primi non termina qui. Altri classici sono i mezzanielli di Gragnano con ragù di genovese, o anche con pomodorini al piennolo, aglio, basilico e peperoncino, le minestre della tradizione napoletana a base di pasta e legumi o l’ottima pasta e patate con provola. Quanto ai secondi, non sbaglierete ordinando il baccalà o lo stoccafisso in cassuola, fritto o in insalata; secondo disponibilità si possono inoltre gustare la frittura di alici, le seppie o i calamari imbottiti e pesci da porzione in guazzetto. Volendo andare sulla carne, ci sono polpette con Marsala e porcini, salsiccia ’mbuttunata, arista di maiale in agrodolce e arrosto misto alla brace.
Prima dei dolci tipici – babà, pastiera, caprese – vi sarà servito un fresco sorbetto al basilico. Nella carta dei vini sono presenti molte cantine emergenti della Campania con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo.

Vadinchenia

Napoli Chiaia

Ristorante
Via Pontano, 21
Tel. 081 660265
Chiuso la domenica
Orario: solo la sera
Ferie: agosto, prima settimana di settembre
Coperti: 70
Prezzi: 30-32 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Situato in un palazzo dei primi del Novecento, in una traversa della centrale via Crispi, Vadinchenia è disposto su due piani, con la sala inferiore adibita anche a wine bar, ricavata dalla corte interna del palazzo patrizio e pavimentata in pietra vulcanica. In questo piacevole contesto Saverio Petrocelli e la moglie Silvana propongono piatti della tradizione non scevri, però, da qualche nota di moderata innovazione. Tra le proposte, inoltre, sarà facile individuare gli elementi di provenienza lucana, in onore delle origini di Saverio.
Il baccalà è presente a tutto menù, variamente cucinato: mousse, marinato, in pastella, in cassuola. Tra gli antipasti si possono inoltre assaggiare gli sformati caldi di verdure di stagione (melanzane, peperoni, ma anche asparagi e porri), oppure la tradizionale bruschetta con pomodorini al piennolo del Vesuvio. Tra i primi, oltre alle paste ripiene come i ravioli di ricotta conditi con salsa di pomodoro fresco, o di baccalà con salsa allo scalogno, troverete gli spaghetti con le cozze o gli ottimi paccheri con alici e pecorino. A seguire, alcune valide pietanze ittiche, quali il calamaro ripieno, la spigola in crosta di pane o in guazzetto e le alici farcite (con fiordilatte ed erbe aromatiche), indorate e fritte. Le carni, invece, comprendono le tracchie (coste) di maiale al ragù o il filetto di manzo proposto in vari modi. Tra i formaggi, accanto alle eccellenze selezionate da Saverio, spicca la mozzarella di bufala. Torte e dolci al cucchiaio completano l’offerta.
La cantina conta circa 200 etichette regionali e nazionali, con qualche proposta straniera (Francia, Cile, Australia).

La torre

Massa Lubrense Santa Maria dell'Annunziata

Ristorante
Piazzetta Annunziata, 7
Tel. 081 8089566
Chiuso il martedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: gennaio
Coperti: 80 + 80 esterni
Prezzi: 25-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Il ristorante di Tonino Mazzola è ubicato in un contesto paesaggistico di sicuro impatto. Dal belvedere lo sguardo può infatti spaziare sulla costiera sorrentina, con Capri di fronte; nelle viuzze adiacenti, invece, si aprono scorci di rara bellezza in cui i colori e gli odori degli agrumeti, oliveti e vigneti preludono al trionfo di sapori che seguirà. Il locale è semplice e accogliente e la presenza di numerosi avventori “indigeni” in un posto tanto caratterizzato in senso turistico, testimonia della qualità dell’offerta, che si traduce in proposte del territorio ad alti livelli.
Tonino fa da anfitrione insieme alla figlia Amelia; la cucina, invece, è il regno di Maria alla quale non si può certo non riconoscere una rara capacità nel lavorare i prodotti del mare e degli orti. Le pietanze che vi saranno servite, infatti, hanno sapore, freschezza, semplicità, a partire da antipasti quali le alici fritte, i totani con patate, la parmigiana di melanzane, vari tipi di verdure grigliate, i calamaretti in casseruola serviti assieme ai taralli di Massa Lubrense, i fagiolini con pomodoro fresco e basilico. L’impressione più che positiva si conferma con la pasta cozze e patate, i ravioletti alla caprese, i paccheri con ricciola e, cotti nel forno a legna, i gustosissimi involtini di melanzane con ripieno di spaghetti, mozzarella, pomodorini e basilico. Tra i secondi polpetti affogati ma anche pezzogna, pesce spada, occhiata o altre varietà cotte alla brace o al forno. Infine le cassatine al forno, la torta di ricotta e pere o di cioccolato e amarene oppure i distillati prodotti in proprio da degustare insieme a biscottini croccanti.
La carta dei vini punta sui prodotti campani, ma non tralascia qualche valida proposta nazionale.

Margherita

Massa Lubrense Sant'Agata sui Due Golfi

Ristorante
Via dei Campi, 13
Tel. 081 8780321
Chiuso il lunedì, mai d’estate
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: non ne fa
Coperti: 70 + 70 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


A Sant’Agata sui Due Golfi arriva agevolmente chi parte da Sorrento o da Positano, mentre quanti provengono dalla tortuosa strada di Massa Lubrense incontreranno qualche difficoltà. La località è generosa di viste e panorami irripetibili, ma anche di profumi di agrumi e di ortaggi che si diffondono trasportati dalle brezze marine. Ed è qui che gli appassionati troveranno il meglio dell’enogastronomia campana espressa tanto ai grandi livelli dei nomi più blasonati quanto nei molti altri locali di provata professionalità. Il ristorante Margherita è uno di questi, semplice negli ambienti – la sala luminosa un po’ spartana e lo spazio all’aperto per la stagione calda – e valido nelle proposte. A lavorarci sono i Tizzani al completo: Pina, Rosa e Marcella in cucina, Franco e Raffaele in sala e, dietro le quinte, Antonietta a occuparsi degli approvvigionamenti quotidiani.
I piatti che troverete sono legati alla tradizione, alle stagioni e alla spesa giornaliera. Si comincia con l’antipasto misto, composto da assaggi di pesce o affettati accompagnati dalle verdure dell’orto di famiglia. Poi è il turno dei primi di pasta casereccia, tra i quali gli scialatielli alla genovese oppure con i frutti di mare, al sugo “aumm aumm” o, ancora, alla Margherita. Altre proposte: cannelloni alla sorrentina, riso alla pescatora, paccheri al sugo di polpo e calamaretti. I gamberetti di Crapolla (Presidio Slow Food) richiedono manipolazioni minime per dare un ottimo secondo ma, in fatto di bontà, non sono da meno la ricciola al limone e menta, la zuppa di pesce o la frittura.
I vini – una decina – delineano un bel panorama dell’enologia campana.

Lo stuzzichino

Massa Lubrense Sant'Agata sui Due Golfi

Ristorante
Via Deserto, 1
Tel. 081 5330010-333 3323189
Chiuso il mercoledì, mai in luglio e agosto
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 25 gennaio-20 febbraio
Coperti: 50 + 80 esterni
Prezzi: 28-30 euro vini esclusi
Carte di credito: le principali, Bancomat


Sant’Agata sui Due Golfi si conferma luogo di elezione della gastronomia di qualità, come sta a dimostrare il fiorire, accanto ai grandi nomi della ristorazione italiana, di molti locali dai prezzi popolari. Tra questi rientra a pieno titolo il ristorante di Mimmo de Gregorio, coadiuvato in sala dalla moglie Dora, del quale convince la passione per il territorio, interpretato da mamma Filomena e papà Paolo in cucina.
Il menù è realizzato con prodotti acquistati da fornitori locali e col pesce di questo tratto di mare. Subisce, pertanto, frequenti variazioni. Suggeriamo di non perdere l’antipasto della casa, nel quale spiccano sciurilli ripieni, tortino di melanzane, treccia di Agerola. Seguono i ravioli di Sorrento (con la mozzarella), la pasta e fagioli con le cozze, gli scialatielli ai frutti di mare, le pappardelle con vongole veraci, la calamarata cozze e patate, i ravioli alla borragine o i cannelloni alla sorrentina. Come secondo nella stagione fredda potrete contare su una buona selezione di carni, ma è innegabile che è la proposta ittica il punto di forza del locale: stufato di totani e patate, polpetti al pignatiello, gamberetti di Crapolla (Presidio Slow Food) sale e pepe, calamari alla griglia, frittura di calamari e gamberi, pesci alla griglia, al forno o all’acquapazza accompagnati da contorni di stagione. Troverete anche una buona selezione di formaggi locali, quali il provolone del monaco e i diavoletti di Arola in foglia di limone. Tra i dolci della casa optate per la torta di ricotta e pere o per la pizza della nonna con crema di amarene e cioccolata.
Soddisfacente la carta dei vini, con più di 100 etichette e ricarichi onesti. C’è anche un’ampia scelta di distillati, whisky e liquori – mirtillo bianco o nero, finocchietto, nocillo e limoncello.

Fattoria terranova

Massa Lubrense Sant'Agata sui Due Golfi

Azienda agrituristica
Via Pontone, 10
Tel. 081 5330234
Non ha giorno di chiusura
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 8 dicembre-8 marzo
Coperti: 50
Prezzi: 30 euro
Carte di credito: tutte tranne AE, Bancomat


La “terra delle sirene”, dove la leggenda tramanda che Ulisse sia stato rapito dal soave canto di Partenope, è un luogo di grande suggestione, in specie durante le belle giornate, quando i profumi della macchia mediterranea si fanno più intensi. I tavoli sono sistemati sotto una pergola sorrentina e, da questi, si può scorgere il giovanissimo chef Vincenzo Agizza intento ad allestire il menù. L’azienda è gestita da Rossella, Luigi e Francesca Ruoppo, eredi di quel Claudio che 25 anni fa inaugurò l’attività. Altro protagonista è Carlo Caccaviello, alle cui abili mani è affidato l’orto che tanta parte ha nell’offerta del locale. Le verdure, infatti, sono rielaborate con una bravura tale da esaltarne i sapori, i profumi e la giusta consistenza.
Comincerete con un antipasto articolato, che include qualche preparazione di ispirazione rivierasca. Segnaliamo le ottime zucchine e melanzane bagnate nel latte, infarinate e fritte, gli sciurilli e i medaglioni di melanzane alla sorrentina. La pasta di Gragnano è condita in bianco, con cipolle, pecorino romano e basilico napoletano, mentre i ravioli fatti in casa sono buoni sia ai fiori di zucchine sia alla caprese. I secondi sono a base di carne, con le ricche grigliate, lo stinco di maiale al forno e gli straccetti al vino rosso. I dolci raccontano la tradizione partenopea e sorrentina: caprese, babà, crostate di frutta e, con il caffè, una gustosa sfogliatina calda.
Accanto al bianco e al rosso della casa compaiono alcune tra le migliori etichette campane. Alla fine del pasto gli infusi e i liquori ai limoni e alle erbe aromatiche. La prenotazione è obbligatoria.

Il focolare di loretta e riccardo d’ambra

Isola di Ischia Barano d'Ischia

Trattoria
Via Cretajo al Crocifisso, 3
Tel. 081 902944
Chiuso il mercoledì, mai d’estate
Orario: sera, fine settimana anche pranzo
Ferie: 9-27 dicembre
Coperti: 90 + 100 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte tranne DC


Se ci si allontana da Casamicciola verso il monte Epomeo, si raggiunge la località di Barano, dove ai margini di un bosco di castagni sorge Il Focolare, rinomato in tutta l’isola. Riccardo, oltre ad accogliervi con cordialità potrà guidarvi per i sentieri che dal locale conducono al bosco, alla ricerca delle erbe aromatiche utilizzate nelle pietanze. Il resto della famiglia – Loretta e gli otto figli – si divide tra la cucina e la sala.
Riccardo sostiene che Ischia è una “isola di terra” e, d’accordo con questo assunto, il menù è prevalentemente impostato su prodotti terragni scelti con cura e trasformati in gustosissime pietanze. Troverete anche il pesce, ma solo su prenotazione. Tra gli antipasti segnaliamo la parmigiana di melanzane, la caponata ischitana e le lumache variamente cucinate. La pasta è fatta in casa e le proposte spaziano dai mezzanielli con erbe selvatiche ai ravioli di scarola al vino cotto realizzati secondo un’antica ricetta locale. Tra i secondi troviamo il coniglio di fossa alle erbe aromatiche isolane, fiore all’occhiello della cucina e Presidio Slow Food, anche grazie all’impegno di Silvia, agronomo di casa, e di Riccardo. Ottime sono anche le carni alla brace, con una preferenza per la salsiccia e la bistecca di manzo. Tra i formaggi spicca il pecorino di laticauda, mentre la chiusura è affidata a dolci come la mousse al cioccolato e la crostata al limone.
La scelta dei vini è buona e tra questi si evidenziano gli ischitani, Biancolella, Forastera, Pere ’e Palummo. Per le grandi feste i D’Ambra allestiscono pranzi luculliani: pensateci, e prenotate con largo anticipo.

La marchesella

Giugliano in Campania

Ristorante
Via Marchesella, 184
Tel. 081 8945219
Chiuso il mercoledì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: 15 giorni a metà agosto
Coperti: 80 + 30 esterni
Prezzi: 33-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Benché la cementificazione dell’ultimo ventennio abbia modificato profondamente il paesaggio, l’agricoltura conserva un ruolo significativo in questo angolo della provincia napoletana, dove orti e frutteti circondano ancora la città. Le pesche di Giuliano, le zucche napoletane, i fagioli di Villaricca e molti altri prodotti li ritroverete nel ristorante gestito dai fratelli Gena e Giovanni Iodice, coadiuvati in cucina dallo chef Faouzi.
Le proposte del menù sono intese ad esaltare un concetto di territorialità non banale. Potrete esordire con gli antipasti assortiti di terra e di mare: parmigiana bianca di melanzane o di zucchine, gattò, salsiccia e friarielli, funghi ripieni, polpette di melanzane, sciurilli ripieni, carpaccio di polpo, baccalà marinato con pinoli, tortino di alici, alici ripiene con provola, zucchine, mozzarella di bufala e calamaretti fritti, polpettine, pesce spada e melanzane. I primi variano secondo stagione: gnocchetti con vongole, pomodorini al piennolo e fiori di zucca, tubetti con cozze e fagioli, paccheri di Gragnano con zucca e scampi o ripieni di pescatrice, gnocchi con fonduta di provolone del monaco e porcini, pasta e fagioli maritata, zuppetta di scarola con baccalà, mezzanielli lardiati. Quindi il filetto ripieno con pancetta e ragusano, il baccalà in cassuola, il rombo con patate, capperi e olive, gli involtini di pesce bandiera e tanto altro. Infine: flan al cioccolato e rum, crostata di ricotta e cioccolata, millefoglie.
La carta dei vini soddisfa i più esigenti, con proposte regionali e nazionali di diverse annate e ricarichi onesti. È presente anche una carta degli oli.

Fenesta verde

Giugliano in Campania

Ristorante
Vico Sorbo, 1
Tel. 081 8941239
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: mezzogiorno e sera, festivi solo pranzo
Ferie: agosto, 23 dicembre-3 gennaio
Coperti: 80
Prezzi: 32-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


Giugliano più di altre città campane ha accresciuto negli anni le sue dimensioni. Il territorio, peraltro, conserva una spiccata vocazione agricola ed è attingendo alle sue materie prime, a cui coniuga un’equilibrata capacità di elaborazione personale, che la famiglia Iodice ha saputo consolidare una realtà tra le più rappresentative della ristorazione regionale. Laura e Luisa insieme ai mariti Giacomo e Guido, rinnovano e rafforzano in meglio, dunque, gli insegnamenti dei genitori che iniziavano l’attività nel 1948 e tuttora esercitano una sorta di “tutela morale”, fornendo i loro consigli. L’ubicazione del locale è centrale, vicino alla chiesa dell’Annunziata, e l’arredo è di quella semplicità che comunica agli ospiti una sensazione di calore, confermata dalla familiarità dell’accoglienza.
Molte le proposte. Tra gli antipasti: in estate scampi agli agrumi, affumicati di tonno e pesce spada, baccalà marinato, gamberi e cozze in pastella; in inverno timballo di salsiccia e friarielli, zuppetta di porri e funghi porcini, involtini di peperoni con prosciutto e formaggio, carciofi arrostiti. A seguire, spaghetti con cozze e bottarga, ravioli ripieni di gamberi, pasta e spollichini, rigatoni con pesce spada, melanzane, capperi e olive nere, e i classici mezzanielli lardiati e ziti alla genovese. Tra i secondi: braciola (involtino) di cotica di maiale o di manzo, baccalà fritto e frittura di paranza. Si chiude con crostata di fragoline, mousse al cioccolato con gelato, tortino con crema pasticciera e amarene.
La carta dei vini è completa, con il meglio della produzione regionale e nazionale. In sintesi, un posto con tanti aficionados ben meritati.

Viva lo re

Ercolano

Osteria
Corso Resina, 261
Tel. 081 7390207
Chiuso il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Ferie: agosto
Coperti: 60
Prezzi: 30 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat


A due passi dagli scavi archeologici, l’osteria occupa il pianterreno di una dipendenza di villa Campolieto. I titolari Maurizio e Luisella, coadiuvati dallo chef Mimmo, hanno determinato l’evoluzione del locale, aperto dal 1995 come vineria, oggi osteria di moderna concezione dove il vino ha sempre grande importanza, e l’apparecchiatura e gli arredi sono semplici e al contempo curati. In cucina sono presenti molti prodotti tipici, anche provenienti da altri territori, interpretati secondo tradizione e talvolta rivisitati. Maurizio, sommelier, saprà guidarvi nella scelta del vino e nell’abbinamento ai piatti proposti.
Si fa apprezzare la serie di antipasti, di terra e di mare, che variano settimanalmente. Tra questi segnaliamo le zuppe di legumi, le lenticchie e calamari farciti, la crema di fagioli cannellini con involtini di pollo e scarole. Secondo stagione potremo trovare i porcini del Vesuvio e provola o il provolone del monaco di Agerola con passato di pomodorini vesuviani al piennolo. Tra i primi ricordiamo i cannelloni di ricotta e provolone del monaco, le paste con i legumi, il timballo di genovese, i vermicelli con polpi veraci e carciofi. Tra i secondi ci sono una buona selezione di carni, non solo bovine, ma anche crostacei, crocchette di tonno, gamberi e vongole, peperoncini verdi con pomodorini, baccalà fritto su passata di cavoli e altre pietanze in linea con le stagioni. Anche ai dessert è dedicata particolare attenzione; suggeriamo il tortino di ricotta con cioccolata fondente calda o il soufflé di ricotta e albicocche del Vesuvio. Ovviamente ampia la carta dei vini, con possibilità di spaziare tra oltre 1000 etichette con il meglio della produzione regionale, nazionale e internazionale. Buona la scelta di grappe e distillati.




martedì 22 febbraio 2011

La catagna

Bacoli

Ristorante
Via Pennata, 26
Tel. 081 5234218
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: solo sera, domenica a pranzo
Ferie: tra dicembre e gennaio
Coperti: 20 + 4 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna


La denominazione di questo piccolo ristorante marinaro ci pare estremamente appropriata. La catagna, infatti, è l’anfratto del mare, tra uno scoglio e l’altro, nel quale si nascondono i pesci ed effettivamente per raggiungere il locale bisogna seguire l’intrico delle stradine di Bacoli. Dapprima si seguirà il lungolago in direzione Miseno, per poi svoltare a sinistra prima del ponticello sul canale che congiunge i due laghi; quindi ci si inerpica per via Pennata, fino ad arrivare a uno spiazzo dove sarà agevole parcheggiare. Pochi passi indietro e vi ritroverete davanti al vostro “anfratto”. D’estate è molto piacevole mangiare all’aperto – un’esperienza riservata, però, a pochissimi fortunati – ma anche la sala, semplice e arredata in stile marinaresco, trasmette sensazioni positive.
Com’è ovvio aspettarsi, la cucina è di mare e Crescenzo, il titolare, da appassionato di pesca subacquea qual è sa riconoscere la qualità e la freschezza del pescato. Il menù, illustrato a voce, comprende una bella varietà di antipasti, tra i quali spiccano il tortino di alici, i polpetti affogati, le bruschette con le acciughe, gli sconcigli, il polpo in insalata. A seguire, linguine ai frutti di mare o con granchi e seppie, pasta e fagioli e formati di pasta di vario tipo conditi con sughi di pesce. Orientatevi poi sulla frittura di gamberetti e seppioline o su qualcuno dei pesci da porzione, quali la pezzogna alla brace o la ricciola con capperi e olive.
La chiusura è affidata ai dolci di fattura casalinga. Sarebbe da ampliare la carta dei vini e dei distillati. Vista l’esiguità dei coperti, è indispensabile prenotare.

A ridosso

Bacoli

Ristorante
Via Mercato di Sabato, 320
Tel. 081 8689233
Chiuso domenica sera e lunedì
Orario: sera, mezzogiorno su prenotazione
Ferie: 13/08-28/08, 23/12-5/01
Coperti: 50 + 20 esterni
Prezzi: 35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat



I Flegrei, terra di grande tradizione culinaria nel mondo classico, patria di Lucullo e dei piaceri del Satyricon, hanno un inestimabile patrimonio archeologico, mentre il sapere gastronomico è stato in parte smarrito da una ristorazione per lo più legata alle cerimonie. Gigi Palumbo e la moglie Elisabetta smentiscono, però, questo assunto, coniugando profumi e sapori di terra e di mare ed effettuando accostamenti molto interessanti.
Si parte con antipasti quali il sauté di vongole e taratufi, i cannolicchi gratinati, le cozze del Fusaro, il polpo in insalata, i moscardini in cassuola, il baccalà marinato, la zuppetta di cozze al tegamino, un soufflè di spigola che vale la pena assaggiare. Di ispirazione rivierasca sono anche i primi, con gli spaghetti ai frutti di mare, il risotto alla pescatora, i paccheri con pescatrice e la consigliabile gramigna a mare (particolare formato di pasta condito con astice, scampi e frutti di mare, cotto nel fumetto di pesce). La proposta varia poi tra pesci di pregio offerti a peso (da escludere, se volete restare nella soglia di prezzo), le grigliate miste, la frittura di paranza o di calamari e gamberi; buono anche il pesce bandiera con capperi e olive. I dolci sono fatti in casa e potete scegliere tra il babà, la caprese, la delizia al limone, il millefoglie al cioccolato, la mousse con mandorle grattugiate e, nel periodo pasquale, la pastiera; segnaliamo anche semifreddi al caffè, agli agrumi e alla nocciola.
Valida l’offerta dei vini con una selezione di etichette campane e nazionali. Si chiude con un ottimo caffè alla napoletana preparato al tavolo con la caffettiera tanto amata da Eduardo de Filippo.

Il casolare

Bacoli Fondi di Baia

Azienda agrituristica
Via Fabris, 12-14
Tel. 081 5235193
Chiuso lunedì, domenica e festivi la sera
Orario: sera, mezzogiorno su prenotazione
Ferie: 16-30 agosto
Coperti: 60 + 20 esterni
Prezzi: 28-32 euro vini esclusi
Carte di credito: nessuna


L’agriturismo di Tobia ed Elisabetta Costagliola si trova a breve distanza dal castello di Baia ed è raggiungibile percorrendo in macchina la stradina che conduce al parcheggio e proseguendo, a piedi, lungo un suggestivo sentiero nel cuore dei Flegrei. Camminare, sebbene per breve tempo, vi consentirà di apprezzare i profumi e i colori di questa terra, gli stessi che ritroverete quando vi accomoderete a tavola in un ambiente semplice, rustico e accogliente.
Il menù del giorno è fisso ma, adeguandosi a un canovaccio stagionale, cambia sovente in base alla disponibilità delle materie prime. La proposta degli antipasti è articolata e può prevedere i formaggi caprini e i salumi prodotti in proprio – esposti in bella mostra –, le frittatine fatte con uova appena deposte, vari tipi di verdure di stagione crude o grigliate. Si passa dunque alle paste asciutte, come le tagliatelle o gli gnocchi al ragù o al sugo di pomodoro o a qualcuna delle minestre, che sono il piatto forte della casa: pasta e piselli con ventresca, pasta e fagioli con cotenne, zuppe di legumi, tra i quali le poco note cicerchie. Giunti al secondo, potrete avere ottime carni alla brace, coniglio alla cacciatora o gallina ripiena. Talvolta qualche pietanza di pesce, come la frittura di paranza, gli involtini di pesce bandiera oppure i polpetti affogati. Dolci semplici e fatti in casa, come il limoncello servito a fine pasto.
La carta dei vini è limitata ad alcune etichette regionali. In alternativa c’è il discreto sfuso della casa.

Da fefè

Bacoli Casevecchie

Ristorante
Via Miseno, 125
Tel. 081 5233011
Chiuso domenica sera e lunedì, mai d’estate
Orario: sera, domenica e festivi anche pranzo
Ferie: 20 dicembre-10 gennaio
Coperti: 40 + 80 esterni
Prezzi: 30-35 euro vini esclusi
Carte di credito: tutte, Bancomat
Tipo Cucina‎: Tradizionale (specialità pesce)

Secondo la leggenda capo Miseno fu luogo di sepoltura del trombettiere di Enea, mentre la storia ne parla come di luogo di villeggiatura dei nobili di età imperiale e colloca qui la firma del trattato fra Ottaviano, Antonio e Pompeo, nel 39 a.C., nonché l’operato di Plinio il Vecchio, in qualità di comandante della flotta romana. In un luogo così ricco di suggestioni il tempo per certi versi sembra essersi fermato e, ad accrescere il valore di una sosta potrebbe essere una cena da Fefè, il ristorante di Bruno Esposito. Il locale è affacciato sul mare – cosa che si apprezza in specie nella stagione calda, pasteggiando in terrazza – e arredato con sobrietà.
Ad accogliervi saranno Bruno, Valeria ed Elio, che proporranno un menù giocato sui prodotti degli orti circostanti e sul pescato del giorno. Si comincia con l’antipasto misto della casa, lo scapece di pesce bandiera o l’insalata di polpo, per proseguire con le fettuccine alla Fefè (fatte in casa e condite con cozze e zucchine) o ai frutti di mare, la pasta con patate e calamaretti, i rigatoni alla genovese di polpo o, meglio, di polpessa e, ancora, gli spaghetti con alici e il risotto alla pescatora. Anche i secondi sono legati all’offerta ittica del giorno: frittura di paranza, zuppa o impepata di cozze (innaffiate dal succo dei limoni flegrei e dalla Falanghina locale), la frittura di alici, calamari, seppie. Un consiglio è d’obbligo: privilegiate il pesce azzurro se volete evitare di far lievitare il conto.
Il tutto sarà accompagnato da una più che apprezzabile Falanghina, ma ci si può orientare anche su qualche prestigiosa etichetta campana.

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